Una Internet Europea

Mentre sul fondamentale fronte del search contiamo ancora poco, con solo gli inglesi di Mojeek e i francesi di Qwant, entrambi senza un proprio browser, a provare a tenere il passo di Brave, DuckDuckGo e Kagi, su altri fronti le cose vanno meglio.

I due più grandi player sono gli svizzeri di Proton, che hanno iniziato dalle email con ProtonMail e ora offrono anche servizi di VPN, back-up di file e password manager, e i lituani di NordVPN, che ora offrono anche servizi di back-up e password manager.

Ma non è finita lì. Sono sicuramente da segnalare anche i tedeschi di Tutanota, bravissimi, per le email, gli svizzeri di pCloud, i tedeschi di Filen e gli spagnoli di Internxt per il back-up di file e gli svedesi di Mullvad per VPN e browser.

In Italia, purtroppo, sempre e solo scarpe, borsette e cappuccini con il cuore, ma vedo finalmente all’orizzonte un buon numero di servizi europei che non sono solo la caricatura di tante cazzate che arrivano dalla mitica valle che fu delle prugne…

Fine corsa per Bird ?

Eh, i monopattini cambieranno il mondo! Per cambiare il mondo, bisogna sopravvivere.

Ieri Bird ha licenziato il CEO e messo al suo posto un CFO. Liquidazione in vista?

Considerato che hanno avuto investimenti per 916 milioni di dollari e ora valgono solo 27 milioni di dollari in borsa, e che hanno 6 milioni in cassa e ne hanno persi oltre 9 durante il secondo trimestre, non li vedo proprio benissimo…

In Europa, intanto, si parla di fusione fra i tedeschi di Tier e gli svedesi di Voi.

Tanto bene non pare stare quasi nessuno, nel settore dello sharing dei trespoli.

Il MaaS di Milano

A inizio 2022, Milano, Roma e Napoli hanno ottenuto fondi della Unione Europea per “sperimentare” servizi di Mobility as a Service. Cosa ci fosse da “sperimentare” non mi è chiaro, visto che queste cose funzionano già da anni in città quali Amsterdam, Berlino, Madrid e Stoccolma. A me pare di ricordare che la cifra fosse di 2.5 milioni di Euro per ciascuna città, ma qui dicono fino a 40 milioni di Euro.

Il risultato di questo “investimento”? Non una app con tutti i mezzi di trasporto publico per offrire un servizio degno di questo nome a una città che ha una app dei mezzi pubblici imbarazzante, bensì ben 5 app che a essere generosi possiamo definire incompiute e che non fanno quanto promesso.

Vediamole una per una

Vediamole una per una, ma ricordandoci che nessuno aveva chiesto cinque app mediocri; l’obiettivo avrebbe dovuto essere dare alla città una app fatta bene.

> La prima, di ACI, quindi in quota La Russa, è una app per i parcheggi con la quale adesso si possono anche acquistare i biglietti ATM (e ATAC per Roma) e fare ricerche basilari — con il motore di myCicero, mi pare — per come andare da un posto all’altro in città, ma senza la possibilità di integrare i mezzi pubblici con i servizi in sharing e addirittura senza il passante ferroviario: da Dateo a Lancetti il passante non compare.

> La seconda, di Mooney, è la stessa cosa con un logo diverso, stessa interfaccia, stessa tecnologia di myCicero, stesse funzionalità, per così dire, e stesse limitazioni. MaaS, multi-modalità etc? Anche qui il passante ferroviario è uno sconosciuto totale.

> La terza, di Unipol, quindi in quota PD / “Abbiamo una banca!”, a differenza delle prime due ha almeno un bel logo. Pare essere “Powered by Google” e non si capisce perché quando mi chiede il numero di telefono pensa che io debba avere un numero finlandese. Alla faccia della “multi-modalità”, anche questa non conosce l’esistenza del passante ferroviario: da Dateo a Lancetti mi suggerisce di prendere la 92.

> La quarta, di Urbi, una volta era un aggregatore di auto, moto, bici e trespoli (monopattini) in sharing. Adesso vedo che in teoria hanno aggiunto anche i mezzi pubblici, ma sono due giorni che mi dice sempre e solo: Slow moment. Something went wrong.

> La quinta, di Wetaxi, è una app per i taxi. Se vuoi un taxi, immagino funzioni, anche se dal loro sito vedo che hanno convenzioni con Taxi Torino, con Consortaxi Napoli e con Taxi Roma Samarcanda, e non con cooperative di Milano. Avrebbero potuto offrire il loro servizio di taxi, sperando che abbiano taxi anche a Milano, sulla app unica MaaS, no? E prendere un Euro a corsa? Molto meglio prendere una fetta del bottino e amen.

E a cosa serve (servirebbe) sta roba?

Il passante ferroviario è integrato nelle app di CityMapper, Moovit e Transit almeno dal 2015, forse da prima. Quelli di CityMapper sono andati oltre: integrano da un sacco di tempo anche le bici di BikeMi, Dott, Lime, Movi e Tier, le auto di Enjoy e Share Now, gli scooter di Cityscoot, ZigZag e Cooltra, e i monopattini di Dott, Lime, Tier, Voi, Bird e Bolt.

Cosa apportano in più a Milano queste 5 app? La possibilità di usarle per dare, nel caso di Milano, fino a 200 Euro in biglietti gratuiti per 5.000 utenti. È questa, si vede, la “sperimentazione” che stanno facendo: se dò 200 Euro di biglietti gratis a 5.000 persone in condizioni economiche disagiate, li utilizzeranno? Immagino di sì.

C’era bisogno di fare 5 app per questo? In una città con una app dei mezzi pubblici disastrosa — 2.2 stelle su 5 su iOS e 2.7 stelle su 5 su Android — si è deciso di dare soldi a 5 società che hanno messo in piedi 5 app mediocri per dare biglietti gratis ma che non fanno neppure la metà di quello che dovrebbe fare una app di Mobility-as-a-Service.

C’è poco da dire: L’Italia è un paese tristissimo.

50 milioni di iscritti

Forse ero stato un filo ottimista.

Forse alla gggente interessa ancora condividere e leggere cazzate sui sosciàl, il Grande Fratello diffuso regalatoci da quella straordinaria invenzione chiamata Internet.

Threads, il nuovo Twitter di Instagram, pare abbia fatto 50 milioni di iscritti in 24 ore.

Gente che non ha dormito pur di essere fra i primi a fare incetta di follower.

100 milioni di iscritti

Passano altri tre giorni, la curva si appiattisce ma arriviamo a 100 milioni di iscritti.

Mi chiedo: ma che cazzo avrà da dire di così importante tutta questa gente?