Riaperture a casaccio

Ma nessuno ha provato a chiedere che senso hanno le date, che sembrano sparate a caso? Le palestre il 24 maggio, bar e ristoranti al chuso il 1° giugno, parchi tematici, banchetti di nozze, convegni e congressi il 15 giugno, le piscine al chiuso il 1° luglio.

C’è una strategia o qualcuno ha sparato date a caso?

Piazzale Piola

Ho fatto un salto a vedere quella cagata di sinistra che stanno finendo in Piazzale Piola. Preferivo le cagate che importavano 50 anni fa dal mondo del socialismo irreale.

Questa opera, se così la possiamo chiamare, mi sa tanto di una premonizione di fine regime. Mi ricorda le mitiche bretelle, la M di Milano posta da Pillitteri per i Mondiali del ’90, spezzata da anni, in bella vista per chi arriva in città dall’aeroporto di Linate e mai riparata né distrutta, come avrei preferito, da Pisapia per Expo 2015, né dopo da Sala.

Piazzale Piola, il “Teatro Continuo” di Burri e questo imbarazzante articolo di Barbacetto in cui la vittima, un 18enne di destra incensurato, viene chiamato “fascista”, mentre i suoi assassini che lo hanno ammazzato in 10 contro 1 con chiavi inglesi sono solo persone che “volevano dargli una lezione”. Una “lezione” per cosa, poi? Per aver osato scrivere un tema a scuola contro le BR. Mala tempora. Vedi anche la replica de Il Giornale.

Tre indizi sono una prova? Non lo so. Quest’anno vinceranno, anche perché gli altri candidano un amministratore di condominio settantenne. Ma il prossimo giro, quando saranno senza il candidato di destra che hanno sottratto a Forza Italia?

Twitter Facebook Apple e Google

È davvero meglio un mondo in cui le elezioni americane le decidono 4 società private, sospendendo l’account di Trump le prime due e bannando l’app del social network Parler le altre due rispetto a un mondo in cui il governo di un altro Paese usa uno di questi strumenti per condizionare in parte le elezioni americane?

Io non vorrei mai obbligare Twitter, Facebook, Apple e Google ad accettare i post di Trump o le discussioni al limite o forse oltre il decente dei suoi sostenitori su Parler.

Il problema è l’importanza che le 4 aziende hanno assunto come gatekeeper.

In questo contesto, va segnalato il coraggioso, o forse dovrei dire disperato, tentativo di Trump di riproporsi usando l’open web, creando un suo sito/blog.

Vedremo se riuscirà a trasformarlo in un social network per i suoi fan/elettori, o se rimarrà fermo al modello attuale dei giornali, contenuti e possibilità di diffonderli.

Fedez

Fedez che se la prende con chi in RAI gli vuole dire cosa può e cosa non può dire in televisione, e che quando necessario alza la voce, si incazza e dice parolacce: bravissimo.

Fedez che è a favore del “decreto antiomofobia”: un altro che pensa che basti fare le leggi, esattamente come nel caso della legge sul “femminicidio” o della legge per gli “insulti su Internet”. Le leggi ci sono già, e troppe. Un quarto di secolo fa, due volte il numero di leggi che aveva la Francia; oggi probabilmente tre volte. Il problema è che vanno applicate.

Però in Italia una legge inutile e magari fin dannosa non la si nega a nessuno, che fa star bene chi la propone. Chi dovrebbe tutelare, non è detto, e non è quello lo scopo.

Come con tutto il “politicamente corretto”, lo scopo è far sentire meglio, o più giusti, che più intelligenti è più difficile, coloro che propongono il provvedimento.

Che sia utile per coloro a favore dei quali in teoria si legifera è cosa del tutto secondaria.

P.S.

Ah, e mi raccomando: adesso tutti a favore del “diritto a Internet” nella Costituzione! ;-)

Flexicurity

Ogni primo maggio, fra quella scassata di coglioni del concertone e i carri allegorici in onore al dio-lavoro sovietico, mi viene in mente Bersani che dice che lui l’avrebbe voluta, la flexicurity alla danese, ma non ci sono i soldi.

Per una centrale nucleare o l’inutile Torino-Lione ci sono, ma per la flexicurity no.

Bersani, mi faccia il piacere!

Come non comunicare

La Supersega di Florentino e Agnelli è un caso da manuale.

Di tutto quello che non si deve fare.

Annunci una rivoluzione nel momento più mediatico: una domenica sera a mezzanotte.

Non fai una conferenza stampa con i presidenti dei 12 club.

Tanto meno coi giocatori, che neppure sono stati informati.

Il presidente della nuova entità è il presidente di una delle 12 squadre.

Spieghi il nuovo progetto solo in spagnolo e non alla BBC o al Financial Times, bensì a El Chiringuito, la versione spagnola di Qui studio a voi stadio.

Metà delle squadre sono inglesi, ovvero hanno un campionato che funziona e hanno appena mollato l’Unione Europea, ma la sede e il presidente sono in Spagna.

Parli di 20 squadre, ma ne hai 12.

Dici che Bayern e PSG si uniranno al gruppo anche se hanno detto di no.

Non spieghi chi saranno le altre né come verranno scelte. Non spieghi come funzionerà la nuova lega, quando si giocherà, chi saranno gli arbitri, come verranno aiutate le altre squadre, cosa farà la nuova lega per aiutare il calcio di base etc.

Parli solo di $oldi.

Poi interviene l’altro genio, Agnelli, e usa un linguaggio mafioso: patto di sangue.

Tempo 48 ore va tutto a puttane e ti lamenti di non essere stato capito.