Immunità di gregge

La verità è che tutti stiamo scommettendo sull’immunità di gregge.

La differenza è che due persone, Boris Johnson e il primo ministro olandese Rutte, stanno facendo questa scelta in modo magari azzardato ma almeno consapevole.

Gli altri lo stanno facendo a causa di ritardi, incompetenza, stupidità, indisciplina, mancanza di materiale protettivo, nazionalismi, calcoli economici, proclami del cazzo come #Milanononsiferma, elezioni celebrate quando non aveva senso farlo etc.

I cinesi, intanto, da quello che capisco ci guardano sgomenti e increduli.

Ci salverà la Silicon Valley?

Ci salverà la Silicon Valley dal coronavirus? No, non diciamo cazzate.

La Silicon Valley investe un miliardo di dollari in una piattaforma su cui chiunque può scrivere quel cazzo che vuole in 140 caratteri, compresi veline, calciatori e tronisti.

E partecipanti a realitisciò che poi, grazie all’aiuto dei Democrats e del New York Times, si trasformano in presidenti degli Stati Uniti. Perché Internet sta dalla parte della democrazia.

La Silicon Valley investe svariati miliardi di dollari in una app per chiamare i taxi, perché, cribbio!, chiamarli col telefono funzionava bene da decenni e quindi non andava bene.

La Silicon Valley investe svariati miliardi di dollari in app per portarti a casa la pizza perché è egalitaria e vuole che ogni fattorino possa essere imprenditore di sé stesso.

E poi altri miliardi di dollari perché i programmatori impegnati a cambiare il mondo con le brillanti invenzioni di cui sopra possano non dover mai fare la spesa o la lavatrice.

La Silicon Valley è solo una macchina per fare soldi. Basta con L’ideologia di Internet!

Giuseppi Churchill

Giuseppi Churchill ieri sera non sembrava esattamente quello vero. Churchill andò contro le regole della retorica che dicono che gli elenchi funzionano bene se sono di tre cose, e se ne uscì con Blood, toil, tears and sweat. Per motivi che mi sfuggono, in italiano il lavoro duro e il sudore non vengono citati e la cosa viene semplificata con lacrime e sangue.

Altrui, se possibile.

Giuseppi Churchill, ieri sera, ha usato più volte l’aggettivo che più odio della lingua italiana, importante/i. Sembrava un calciatore o un commentatore televisivo, più che il presidente del consiglio. L’altro Conte secondo me importante lo dice meno spesso.

Soprattutto, Giuseppi Churchill si è dimenticato di toccare gli italiani dove conta.

Avrebbe dovuto dire:

1. Se non seguite le regole, l’estate non si va al mare.

2. Se vi becchiamo a zonzo o a giocare a calcetto al parco, vi ritiriamo i punti della patente.

Le lacrime e il sangue e il sudore e il duro lavoro per salvare la patria e la libertà di tutti ho come l’impressione che siano cose che è meglio lasciare agli inglesi degli anni ’40.

Hollywood

Hollywood è un posto migliore e più onesto della Silicon Valley. Migliore perché è pieno di gnocca, invece che di glassholes, crasi di glasses (quelli di Google) e assholes.

Più onesto perché è dura essere più disonesti della Silicon Valley, di gente che ha creato locuzioni verbali come targeted advertising, smart city, social media, sharing economy

A Hollywood dicono quello che dovrebbe dire anche ogni buon pubblicitario: Nobody knows anything. O più probabilmente, visto che sono americani: Nobody knows nothing.

Un film con un piccolo budget e nessuna star diventa un successo strepitoso? Sa il cielo come hanno fatto. Un altro con grande cast e battage pubblicitario non va? Capita.

Nella Silicon Valley, invece, ti riempiono di grafici colorati e ti mettono in testa la malsana idea che i dati sarebbero in grado di parlare da soli. Dati autospieganti, insomma.

Quando sento le più strane teorie sullo sviluppo che avrà il Covid-19, penso la stessa cosa che pensa gente che lavora a Hollywood da decenni: Nobody knows nothing.

Lavatevi le mani

Sono due settimane che ci dicono: Lavatevi le mani!

C’è per caso un telegiornale che abbia detto anche: “E non andate a mignotte, coglioni!”?

Dati (lettura dei)

Abbiamo i dati e i dati, come dicono i cretini, “parlano da soli”.

No, a dire il vero.

In 2040 hanno contratto il virus, in 52 sono morti, 149 i guariti.

OK, ma come stiamo andando? Che numeri vi aspettavate una settimana fa?

L’influenza che numeri ha fatto questo inverno?

Sono troppi i casi in terapia intensiva sul totale?

È possibile che sia in terapia intensiva una percentuale molto alta perché il totale vero, cioè il totale compresi quelli che non sanno di avere contratto il virus, è molto più alto?

E, infine: se non ci date una lettura dei dati, che cazzo ce li date a fare?

Ce li state dando così puntiamo il 20, il 40, i 52 e il 149 sulla ruota di Milano?