Persino

Persino Linkedin, il sito dove se hai avuto un blog per 5 anni sei un “experienced manager in the publishing industry” ha più senso di Facebook. Persino Tuitter, il luogo dove i politici litigano su cazzate in mutande (in tv almeno si coprono).

Per non parlare di Instagram, dove in mezzo a insipide starlette almeno ci sono foto delle minne. Qualunque cosa ha più senso di un sito dove litighi su calcio o politica o chi ha detto cosa e fatto cosa con i tuoi ex compagni di classe delle medie…

Per chi si costruiscono le metropolitane

Per i costruttori, ovviamente.

E, ancor peggio, per liberare le città dagli autobus che danno fastidio alle auto.

Già tutto detto e scritto, ma ora abbiamo le prove.

Le prove

Facciamo finta che ogni auto trasporti in media 1,6 persone, anche se in verità ne trasporta sicuramente di meno. Avere 3,7 milioni di spostamenti in auto in meno all’anno, che sono poi la miseria di 10 mila in meno al giorno, vorrebbe dire quasi 6 milioni di viaggiatori che vanno non più in auto ma in metrò. Sugli 86 milioni previsti per la M4.

Ripeti con me: le metropolitane servono a chi le costruisce e a eliminare gli autobus dalle strade perché vi possano scorazzare meglio e più veloci (sic) le auto. Fino a quando la situazione tornerà esattamente quella di prima, che nessun ampliamento di autostrada, terza, quarta o quindicesima corsia, ha mai risolto nessun problema.

Stato biscazziere

Dopo lo Stato biscazziere, che dà il cashback, che a dirlo in italiano funzionerebbe meno bene, e anche ricchi premi, un set di pentole e magari anche una montanbaik a chi spende tanto, perché ha tanto, adesso arrivano i Comuni che invece di rendere le strade sicure preferiscono dare un (esiguo, in questo caso) premio a chi rischia l’osso del collo.

Una volta da queste parti, prima che si parlasse di lochèsciòn, si diceva: Ofelè fa el to mesté.

MAGA

So che rimpiangerò Trump.

No, non per quello che ha fatto, ma per quello che ha almeno detto.

Make America Great Again non era un proclama militaristico.

Era (anche) il sogno di ripopolare la Rust Belt ormai deindustrializzata.

Perché mai un americano, o un italiano, dovrebbe voler comprare degi stracci (vestiti) fatti in Cina, roba che costa 4.99 e che dopo due lavaggi se non ti piace più la butti via?

Vogliamo parlare di tecnologia? Se l’unico modo di poter vendere telefoni incredibili che costano solo mille Euro è di farli fare da schiavi in Cina, siamo sicuri che sia cosa buona e giusta accettare la situazione? Non avrebbe più senso chiederci se abbiamo davvero bisogno di tutte quelle nuove funzioni, di fotocamere sempre più potenti etc?

C’è un solo modo, ovviamente, per fermare la direzione nella quale il sistema è lanciato, e bisogna ammettere che Trump non ha fatto assolutamente nulla in tal senso.

Se si vuole almeno rallentare la distruzione del pianeta, bisogna far pagare chi inquina per produrre e ancor più per trasportare merci. Meglio se il doppio del danno che fanno.

Biden invece è un altro fan a parole dell’ambiente e nei fatti della globalizzazione.

Toro in piedi

Ma come? Ma non li hai visti, quelli che hanno preso d’assalto il Congresso?

Sì, e ti assicuro che quella è l’America vera. Vai in un qualsiasi Walmart, guardati in giro e ti posso giurare che Baywatch o New York o Boston ti sembreranno un altro pianeta.

E non sono sicuro di preferire a costoro le shampiste di Instagram o quelli che fanno la coda — o che pagano qualcuno perché faccia la coda — per comprare l’Aifon nuovo.

Assalto alla democrazia

Quello di ieri a Washington è stato un assalto alla democrazia, ha detto Biden.

(o Joe, come lo chiama Matthew)

Non sono molto d’accordo.

L’assalto alla democrazia c’è stato quando fra il novembre del ’63 e il giugno del ’68 hanno ammazzato il presidente Kennedy, Malcolm X, Martin Luther King e Robert Kennedy.

L’assalto alla democrazia si consuma da 40 anni, da quando Reagan ha fatto credere agli Stati Uniti che la società non esiste ed è tutto e solo scambio economico.

Quella di ieri è stata una sceneggiata da repubblica delle banane, se non altro perché in un paese normale avrebbero schierato un numero sufficiente di poliziotti per impedirla.

Esche e pubblicità

Un tizio entra in un negozio di pesca sportiva e vede esche di molti colori diversi.

“Ma ai pesci interessa davvero il colore delle esche?”

“Gentile signore, io non vendo ai pesci.”

Se ti sei mai chiesto come mai le agenzie di pubblicità producono idee e materiali che piacciono più ai loro clienti che non ai clienti dei loro clienti, i famosi “consumatori”…

Ora sai perché.