La televisione di Trump

Non vedo l’ora di vedere Trump all’opera con la sua rete televisiva che deve sfidare Fox News.

E Amazon, Apple, HBO, Netflix, YouTube, Disney oltre, ovviamente, ABC, NBC, CBS, CNN.

Rivaluteremo Berlusconi.

E la sua capacità di stringere accordi con i suoi alleati storici, il PD e precedenti brand.

Trump capirà che fare il Tarricone americano è diverso da tenere a galla una rete Tv.

In un Paese dove, per tutto il male che se ne può dire, ed è molto, a nessuno viene data una concessione esclusiva su metà delle televisioni nazionali, o su il 100% delle autostrade.

Visibilità

La parola che più di qualunque altra spiega questo disgraziato Paese è: visibilità.

A volte mi chiedo: chissà se Speranza si è pentito di aver accettato il posto di lavoro da Ministro della Salute, dopo aver conseguito una laurea in… Scienze Politiche?

La risposta penso sia: no. In questo Paese non conta nulla saper fare nulla in quasi nessun campo, tolte forse medicina — ma non il Ministero — e ingegneria.

Gli altri, e da ben prima che diventassero popolari Instagram o la sua versione senza foto di tette, Linkedin, sono tutti solo persone che promuovono sé stesse.

Millantatori, insomma.

Obiettivo 2022

Non mi sono proprio mai posto obiettivi così a lungo termine.

Per la fine del 2022 vorrei… Aver mollato il settore. E/o Milano.
Meglio ancora: aver mollato tutto: il settore, Milano e l’Italia.

I libri

No, i libri li vedo come un hobby che può continuare ancora per qualche anno.

Vorrei, però, che in testa alla classifica per numero di libri scaricati ci fossero le versioni in hindi, a cui, peraltro, non ho neppure ancora iniziato a pensare.

Al secondo posto vorrei che ci fosse il cinese, anche se questo desiderio è più in salita, visto che devo convincere l’editore a darli via gratis invece di venderli.

Al terzo posto immagino che ci saranno i libri in inglese scaricati in India. Al quarto spero che non ci saranno i libri in inglese ma scaricati nel resto del mondo.

L’obiettivo è che il quarto posto possa essere preso dai libri tradotti in portoghese o in spagnolo, in russo o in indonesiano, o magari in tedesco o in giapponese.

Per il 2022 non sarò certo arrivato al milione di copie, ma prima o poi…

Progresso

Ti ricordi i bei tempi in cui un SMS costava 15 centesimi?

Quante cazzate in meno che giravano!

Conversazioni con i consumatori

Meno di una decina di giorni fa sono passato a Brave, che mi fa vedere ogni volta che lo apro quante pubblicità e tracker blocca. “Pubblicità e tracker” mi sembra mele e pere, ma detto questo…

più di mille al giorno.

Ora, qualcuno pensa davvero che, assaltati da più di mille pubblicità al giorno, i mitici consumatori, questi esseri la cui vita serve solo a consumare l’output delle fabbriche, possano voler conversare di alcunché con alcune di queste pubblicità?

Io capisco raccontarsela, ma francamente tutto dovrebbe avere un limite.

E ti dirò di più

Sai quando i consumatori parlavano delle pubblicità?

Quando erano di meno, su formati migliori e di fatto più interattivi, come la carta, e quando creatività non era una brutta parola, una parola pericolosa e che incuteva timore o una parola senza senso, esattamente come conversazioni.

Quando la pubblicità era arte e non direct marketing fatto da cyborg.

La morte di Grey

Grey, l’agenzia di pubblicità, è stata ammazzata. È stata ammazzata dai propri padroni, un’azienda che una volta produceva carrelli per la spesa e che oggi ciancia di essere una Creative transformation company, whatever the fuck that means.

In mezzo, per uno strano caso del destino, WPP ha comprato un grande numero di agenzie di pubblicità, senza però capire mai molto di pubblicità. Se hai due brand, AKQA e Grey, quanto devi essere scemo per preferire il primo al secondo?

E questa gente poi vuole disegnare strategie di branding per la tua azienda?

1917

Grey fu fondata nel 1917, l’anno della rivoluzione in Russia.

Grey fu la prima fra le cosiddette Seventh Avenue Agencies, in mano a impresari non WASP, in questo caso ebrei che lavoravano per le aziende, spesso di ebrei, che producevano vestiti nel Garment District di New York, a fare il grande salto.

Grey fu dove trovò il primo lavoro importante Bill Bernbach, e dove produsse pubblicità come queste per Orbach’s, un grande negozio di vestiti newyorkese.

Grey fu l’agenzia dove Bernbach divenne inquieto, contrario all’idea della pubblicità scientifica e dove finì per scrivere questa lettera ai suoi capi.

Grey è stata l’agenzia di Procter & Gamble per 6 o forse 7 decenni. E quelli di P&G, loro sì ne capiscono di brand e di riconoscenza e non si sono scordati della cosa.

Grey lavora per un quinto delle Fortune 500, le 500 più grandi aziende al mondo.

Vs.

AKQA is a digital design and communications agency.

Mala tempora.