Importante

Quel genio di Marotta su Icardi: C’è sempre la speranza di ritrovare un giocatore importante e che fa parte di un organico importante che ha bisogno del suo apporto.

Ma l’Inter è dovuta andare fino a Torino per trovare uno così?

Non ha rotto i coglioni sta gente e l’abuso dell’aggettivo importante?

Possibile che non si trovasse di meglio a metà strada?

Che so, all’A.C. Magenta, al Novara Calcio o alla Pro Vercelli.

AR is the new QR

Per dirla in modo semplice: il marketing è una malattia mentale.

Tipo quelli che credono agli angeli, o cose simili.

I markettari di oggi credono che ci interessi il loro beato brand.

Invece, del loro beato brand non ce ne fotte una beata minchia.

Scarica la nostra app, poi inquadra il nostro logo e… Miracolo!

Entri in una nuova dimensione, con la realtà aumentata dei biscotti.

Ma ci sono anche foto di donnine nude? No, solo il lievito madre.

Questi rincoglioniti non si rendono conto che The Internet is for porn?

E che è solo a loro che interessa la realtà aumentata dei biscotti.

Targeting e utenti unici

Un’altra di quelle cose che mi fanno scoppiare la testa sono le classifiche dei siti Internet più visitati. Come sai, gran parte della pubblicità viene comprata col programmatic.

Il programmatic è solo un nuovo modo di comprare la stessa pubblicità, i famosi banner, che non servono a nulla perché nessuno se li fila, e figuriamoci quindi se ci clicca.

Però adesso, grazie alla Gestapo di Mountain View e alla Stasi di Palo Alto, puoi più o meno scientificamente dire che stai andando a colpire certi individui, i consumatori.

Li provi a colpire, loro si scansano. Probabilmente non ottieni nulla, però è il nuovo standard e, come si diceva una volta, nobody ever got fired for choosing IBM.

Quando tracci tutto e sai tutto di tutti o almeno puoi andare in giro a dire di sapere tutto di tutti, puoi far vedere a ciascuno la pubblicità che è giusta per lui in quel momento.

Questa roba non è pubblicità, che è una promessa fatta a un ampio gruppo di persone, bensì direct marketing, ovvero quella roba che apri in piedi di fianco alla pattumiera.

O se hai senso civico di fianco al sacchetto in cui metti la carta da riciclare. Mi assicurano che i banner finiscono nell’umido in automatico, non ti preoccupare.

Ma se fai non pubblicità, cioè una promessa pubblica indirizzata a un (ampio) settore della popolazione, tipo i lettori di un giornale, bensì cerchi di colpire certi individui…

Cosa ti interessa sapere quanti sono coloro che leggono il sito di un giornale o che passano di lì per scelta oppure più o meno per caso? Perché c’è ancora questa gara?

I possibili motivi

1. Perché nessuno pensa a queste cose.

2. Perché se ne sono dimenticati.

3. Perché le classifiche attirano attenzione.

4. Perché non tutti comprano con il programmatic.

5. Perché prima o poi gli editori vorranno rendersi liberi di nuovo.

Il sale della vita

Sì, lo so, sono un fottuto ottimista. Per il punto numero 5, intendo.

Ancora su Lyft e Uber

Pare che Google, insomma, Alphabet — ma Larry e Sergey erano dei fan di Prince? I’m going down to Alphabet Street / I’m going to crown the first girl that I meet

No, dicevo: pare che Google stia cercando investitori esterni per Waymo. Ovvero: un’azienda che incassa 100 miliardi di dollari all’anno e fa profitti come se piovesse non è contenta di spendere 1 miliardo all’anno per le macchinine che si guidano da sole.

Mentre Lyft e Uber, che perdono soldi ormai da un decennio, continuano.

Vuoi vedere che questa storia delle auto che si guidano da sole è una puttanata o un sogno a occhi aperti, come le famose auto all’idrogeno di cui parlava il Celeste nel 2005?

E quando arriveranno…

E quando arriveranno, se mai arriveranno, chi ha detto che la cosa sarebbe positiva per Lyft e Uber? Certo, non dovrebbero più pagare gli autisti. In compenso, dovrebbero comprarsi le auto e fare la manutenzione delle auto.

Lyft e Uber sarebbero delle startup tecnologiche? Sì, come Hertz.

O come BMW e Mercedes (Your Now). Con la differenza che questi ultimi le auto le costruiscono e le possono mettere in strada a prezzo di costo.

Capito perché vogliono andare in borsa? Perché sono dei morti che camminano.

20 miliardi di stronzate

Lyft sta per andare in borsa, con una valutazione di 20-25 miliardi di dollari.

Poco dopo sarà il turno di Uber, che viene valutata fino a 120 miliardi di dollari.

C’è un solo piccolo problema: queste aziende perdono soldi e non faranno mai utili.

I nuovi taxi

I taxi, negli Stati Uniti, tendono a essere guidati dagli americani più poveri.

Non voglio dire che i tassisti stanno in piedi solo con le mance, ma poco ci manca.

Lyft e Uber sono, fondamentalmente, taxi più belli a prezzi più bassi.

Aggiungi centinaia di milioni di dollari di pubblicità e migliaia di dipendenti pagati stipendi di San Francisco, ed è ovvio che stiamo parlando di un eccellente business, vero?

E quindi?

E quindi finalmente chi ha investito miliardi di dollari in queste aziende si è reso conto di aver fatto una cazzata, e adesso cercano di rifilarle a te, al famoso parco buoi.

Ma come fanno a calcolare il valore di aziende che perdono (e perderanno) soldi?

Io arrivo a pensare che il prezzo che queste aziende dovrebbero aver in borsa al momento della quotazione sia il prezzo al quale gli investitori possano non perdere nulla.

In Lyft sono stati investiti, per così dire, 4,9 miliardi di dollari. Se gli investitori hanno in mano un quarto della società, a 20 miliardi di dollari ne escono senza un graffio.

In Uber hanno investito 24 miliardi di dollari. A 100 miliardi di dollari lasciano il cerino in mano al parco buoi. A 120 fanno pure degli utili. Buona fortuna a tutti gli incauti.

Link

Vedi l’analisi di naked capitalism.

Milano Digggital Week

Mercoledì 13 apre la Milano Digggital Week.

Lasciando da parte il solito abuso dell’aggettivo digital, mi chiedo: Ma un sito funzionante, che non faccia venire l’angoscia e funzionante sui telefoni era così difficile farlo?

E controllare che non ci fossero errori almeno nei titoli? XXII Triennale di Milano Broken Nature: Design take son human survival. Invece di: Design takes on human survival.

Per il resto: gli incontri sulla cosiddetta mobilità elettrica li tiene BMW e non il Politecnico. E Pirelli addirittura un incontro dal titolo Driving your smart city.

Abbiamo bisogno di te, siamo alla ricerca di persone amanti dei motori.

Di solito dico che Milano è ferma a metà strada fra gli anni ’70 e ’80. Ma quando si tratta dell’enfatuazione per grattacieli e automobili, direi che siamo fermi agli anni ’50.

The Guardian: Cars are killing us. Within 10 years, we must phase them out.

Vedremo mai un articolo del genere su un giornale di sinistra italiano? Già.