Iowa

Quindi: l’ultimo sondaggio in Iowa, qualche giorno fa, non è stato pubblicato.

Forse perché dava Sanders in testa? O Biden molto debole?

L’app con cui hanno votato è stata creata da un’azienda che si chiama “Shadow” (tutto un programma) e che è stata messa in piedi da ex consulenti di Hillary Clinton, una delle persone più corrotte della storia e una che odia Sanders…

Uno dei candidati, Buttigieg, ha “donato” dei soldi alla società che ha creato “Shadow”… (!)

L’app non è stata testata.

Ieri non sono riusciti a contare 200 mila voti…

Sanders ha i dati dei suoi rappresentanti di liasta del 40% dei seggi e pare che sia nettamente in testa, e che quel vecchio citrullo di Biden sia addirittura quarto…

Però il problema è Putin, ricordatelo.

Blockbuster

Se sei Amazon, Netflix o Spotify magari la panzana di Chris Anderson sulla long tail ha un qualche senso. Pare di no, a dire il vero, ma facciamo finta di sì.

Se sei uno che prova a distribuire ebook, cortometraggi o canzoni, invece, quello che vuoi è trovare il modo di far diventare la tua Cenerentola un blockbuster.

Ma come diavolo hai fatto a fare tanti download a gennaio quanti in tutto il 2019?

Lo sa dio, o forse neanche lui. Un solo libro — su un totale di 5, su una sola piattaforma — su 9 che traccio, in un solo Paese ne ha fatti quasi 9 mila. Non è abilità; è culo.

Pentacatti e pidioti

Dei pentacatti c’è poco da dire: in meno di due anni, sono passati dal 32% al 5%.

Secondo me è particolarmente stupido l’appoggio dato al Conte-bis, cioè a un governo con gente, il PD nazionale, che è totalmente dissociata dalla realtà.

Vincono in Emilia Romagna, ma vincono solo in 5 province su 9. Vincono grazie a errori di Salvini, giustamente visto da molti emiliani e romagnoli come un milanese del cazzo che avrebbe potuto benissimo starsene a casa sua invece di andare a citofonare a rampazzo a sconosciuti come in una scena di Amici Miei. E vincono per meriti di Bonaccini, non certo per merito del partito a livello centrale — e cosa pensano?

Pensano che sia arrivato il momento della rivoluzione. E quale rivoluzione?

Beh, ovvio: quella che tutti stiamo aspettando: ius soli e più immigrazione.

(e +Europa, mi raccomando!)

Grazie anche al suicidio del M5S, gettatosi fra le braccia del proprio peggior nemico per amor di cadrega invece di trovare il coraggio di affrontare di petto il traditore del Papeete, la Lega e la Meloni prenderanno più del 50% dei voti alle prossime elezioni politiche.

Voto disgiunto

Geniale, chi ha avuto questa idea del voto disgiunto nel M5S. Geniale e tra l’altro assolutamente necessario. Non votateci; anzi: votateci poco.

Geniali anche le dimissioni di Di Maio pochi giorni prima delle regionali. Ho iniziato a scrivere questo discorso un mese fa, pare abbia detto…

Dateci qualche voto che prendiamo uno stipendio in Regione anche noi ma siamo felici di fare da stampella al PD come prima lo abbiamo fatto con la Lega.

Tornano alle percentuali di 10 anni fa senza l’entusiasmo di allora. Va beh, qualcosa di buono forse l’hanno fatto anche loro: Renzi ora ha un partito con le ali.

Milano reale e immaginaria

Questa è la Milano immaginaria di quei due fenomeni del sindaco Sala e dell’assessore al traffico Granelli: una città in cui il nemico di chi va in giro a piedi sono le biciclette, non le auto che nel 2018 hanno ammazzato 26 pedoni in città…

Questa, invece, è la Milano reale: la città più inquinata d’Europa, una città con 100 o 200 mila auto parcheggiate su marciapiedi e spartitraffico e la città numero 1 al mondo per tasso di mortalità da smog derivante da trasporto.

Nonché una città dove, ogni tanto, un’auto piomba nella vetrina di un negozio…

Leggere le notizie

Leggere le notizie o ancora peggio ascoltarle, che le parole vengono filtrate meno dalle orecchie che non dagli occhi, è come ascoltare come ha aperto o chiuso la borsa valori.

Pensi che lo faccia anche Warren Buffet, o pensi che faccia le sue analisi prendendo le distanze da quello che è successo 10 minuti fa? Quale titolo sta salendo, o quale cavallo è in testa alla prima curva della seconda corsa all’ippodromo, che è poi la stessa cosa.

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