i sovranisti

Per la serie: Parole che non capisco, oggi proviamo a parlare de i sovranisti.

Chi sono? E soprattutto: perché è una cosa terribile essere un sovranista?

Cos’è l’opposto di sovranista? È forse un bene farsi eleggere per poi essere un pupazzo di Washington, Francoforte, Bruxelles, le grandi banche o le grandi multinazionali?

Orban

Uno dei più temibili sovranisti è Orban. Ora, io Orban non so neppure che faccia abbia. Inoltre, al contrario dell’utente Facebook medio, io l’ungherese non lo so leggere.

Quindi di Orban posso solo dire che quasi tutti ne dicono peste e corna.

Dicono, ad esempio, che sia omofobo. Come detto, non ho il piacere di conoscerlo, né leggo i giornali ungheresi. Però ho visto che a Budapest hanno appena organizzato un Gay Pride con 30 mila partecipanti, e che vi hanno partecipato diversi politici europei, e che nessuno ha fatto problemi, pur in tempi di Covid, per farli entrare nel paese.

A volte mi viene il dubbio — anche se so che non dovrei, che la sinistra culturalmente imperante ci chiede di credere, obbedire e combattere, non certo di farci venire dei dubbi — che magari sia odiato per le sue scelte economiche. Scelte magari anche sbagliate nel medio periodo (nel lungo siamo tutti morti, come diceva Keynes) ma legittime.

Altrimenti, tanto vale lasciar decidere sempre Washington, Francoforte e Bruxelles.

Come risponde la sinistra?

Come risponde la sinistra a questo o a qualunque altro dubbio? Col silenzio.

Con chi dice che chi ha votato per Trump aveva delle ragioni — anche se a dirlo fosse Michael Moore, non vogliono neppure parlare; con chi dice che il Regno Unito aveva delle buone ragioni per voler uscire dall’Unione Europea; con chi fosse contrario alle piste ciclabili o a qualunque altra cosa che a sinistra hanno deciso essere cosa buona e giusta.

Un po’ di tempo fa ho letto che uno dei promotori dell’uso della bicicletta a Milano diceva che “con gente che è contraria alle piste ciclabili io neppure vado a parlare”.

E bravo pirla! Con chi vuoi andare a parlarne, con chi è già d’accordo con te?

In Inghilterra

In Inghilterra ormai l’hanno capito. Jonathan Pie, in primis. Qui intervistato dalla CNN.

i dati di Fido

Vedo che Kippy — che sembra fatto bene — sta facendo un round su MamaCrowd.

Quando elencano i motivi per i quali uno dovrebbe investire, dicono…

3. Data gold rush
– i colossi del settore hanno bisogno dei dati raccolti dai dispositivi smart.

Mi chiedo: ma perché devo regalare i dati di Fido ai colossi del settore?

Poi mi sono ricordato che abbiamo (come società) regalato i dati dei figli, quindi…

Android for your mom

Want to de-clutter your life, or simplify Android for your mom?

Here is Olauncher.

I’m on /e/. If you’re still stuck with regular Android, click here.

Decide how may apps — 0 to 8 — you want on your homepage, and you’re done.

Notes for Tanuj

Thanks, Tanuj, for Olauncher, I really like it!

I did, however, spot three small problems, or things I would improve on:

1- When I scroll up and then tap on the dash at the top, the keyboard pops up.
I think it would be great if it went away with a second tap on the dash.

2- If I hide every app except one, when I scroll up it does not show me
the only app left, but opens it straight away, which is a bit weird.
And if I wanted to hide that last remaining app, I can’t do it;
I am forced me to add another app before I can hide the last app.

3- If I hide all the apps, so that I can’t scroll up anymore,
I can’t rename any of the apps I have on the home screen anymore.

Horse sharing

Ti ricordi di quando ti avevo parlato del can sharing?

È che sono un visionario. Questi signori in Danimarca fanno horse sharing.

O Uber for horses, come preferiscono che si dica i VC.

Sì, il sito è in danese, ma più o meno quello fanno: horse sharing.

Apprezzo però la loro modestia: non hanno voluto lanciare un impero dal Cile al Giappone.

Parole che non capisco

Negli anni ’80 sentivo parlare di footing per quello che negli Stati Uniti è jogging. Vuoi vedere che si dice così in quella strana isoletta dove guidano a sinistra? No, pare di no.

Mano a mano che l’inglese diventa più di moda e la ggente inizia a parlare di beauty (sarebbe: beauty case) o di lochesciòn, se ne vedono di tutti i colori. Oggi in farmacia ho visto una sezione “Healthness”. Ho tirato fuori il telefono e mi sono messo a ridere.

Femminicidio

Un’altra parola che è diventata molto di moda e che non capisco è femminicidio.

Come funziona? Se ammazzi un uomo è omicidio e se ammazzi una femmina è femminicidio, un po’ come gli omosessuali sono quelli che vanno con l’omo? Oppure c’è in atto proprio una strage premeditata di donne, una specie di olocausto di femmine?

E, già che ci siamo, era davvero necessaria una legge apposta per dire che è reato uccidere una donna? E, raccontami, come sta andando? Fatta la legge, risolto il problema?
(perché il problema esiste ed è grave, ma non serio, come diceva Ennio Flaiano)

Teoria gender

Infine, chi mi sa spiegare bene cos’è o sarebbe la famosa teoria gender?

Soprattutto, mi chiedo: come è possibile insegnare cose di questo tipo in un paese in cui non si fa educazione sessuale a scuola? E, ancora: non sarebbe meglio insegnare ai bambini dei principi più generali, tipo: non rompere il cazzo al prossimo!

Che sia alto, basso, grasso, nero, giallo, con un accento di merda — peggio di quello degli shcarpari di Ash-coli non ve ne è nessuno! — con gli occhiali, le gambe storte, i capelli rossi o qualsiasi altra cosa. Ah no, che poi non potrai fare il “ddl quattrocchi”.

Inginocchiarsi e infinocchiarsi

Di fronte alla catastrofe ambientale, alla bomba demografica in Africa, alla violazione sistematica della privacy, al controllo della popolazione come nelle peggiori distopie e alla più grande concentrazione di potere e ricchezza di sempre, per il PD le uniche due cose importanti sono inginocchiarsi e infinocchiarsi.

Se si votasse nell’iperuranio, il PD vincerebbe tutte le elezioni da qui al 2100.