Ammucchiata

Anche a ‘sinistra’ è, chiaramente, un’ammucchiata, e anzi un’ammucchiata ben strana, nella quale la quasi totalità degli attori — Letta, Casini, Calenda, Renzi, Di Maio, Brunetta, forse anche Toti? — in un paese normale starebbero a destra.

Mi colpisce però molto anche che di quelli del ‘centro-destra’ giri praticamente una sola foto, quella con Berlusconi ovviamente in doppiopetto, la Meloni di bianco vestita e Salvini che sembra un benzinaio con lo smanicato verde sopra il completo.

Stop alle stufe

Curioso come in questa estate milanese da 35+ gradi nessuno abbia neppure pensato di vietare la circolazione delle stufe a 4 ruote…

Anzi, sicuramente tutti, sindaco ‘verde’ e assessore ai trasporti in primis, pensano: eh, meno male che posso andare in ufficio con l’aria condizionata.

Non risolveremo mai il problema del riscaldamento globale. Non so se, come specie, dureremo 20 anni o 50 anni o magari 100 anni, ma è quasi finita.

Non è neppure necessario un asteroide.

Delete Immuni

Non solo dal tuo telefono, dove spero tu non l’abbia mai installata;
ma proprio da AppStore e da Google Play, da dove bisogna chiedere che
la elimini il laureato in Scienze Politiche inopinatamente finito
al Ministero della Salute secondo il mai tramontato Manuale Cencelli.

 

Ecco alcuni dubbi che è più che lecito avere riguardo alla app Immuni:

– è stata fatta perché così ci hanno detto di fare Apple e Google che
ci hanno offerto la possibilità di farla, più che perché avesse senso;

– è stata fatta fare da un soggetto privato, e fatta perché era gratis,
più che perché avesse senso e il Ministero della Salute ci credesse davvero;

– è stata fatta per far vedere che si stava facendo qualcosa, un po’ come
le nostre città che dicono ok a bici o monopattini abbandonati per strada…

– è stat fatta perché convinti che la tecnologia, la magia nera dei nostri
tempi, fosse in grado di risolvere tutti i problemi in modo semplice…

 

E ora alcuni buoni motivi per i quali avrebbe senso eliminarla:

– perché non è servita praticamente a nulla, né in Italia né altrove;
o conosci per caso paesi che abbiano dimostrato l’utilità di simili app?

– perché i dati sono stati abusati altrove, ad esempio a Singapore,
e non si può certo escludere che lo stesso accadrà in Italia, anzi…

– perché in Australia hanno fatto uno studio e hanno detto
che è solo servita ad aumentare il lavoro del personale sanitario…

– perché diversi paesi hanno ormai abbandonato questo tentativo
tecnocratico e tecnosoluzionista, ad esempio Singapore e il Canada.

 

E, soprattutto, perché qando si decide di lanciare una app come Immuni bisognerebbe dire pubblicamente che obiettivo ha, come verrà sostenuta dal governo, ogni quanto tempo si farà un punto per vedere se sta avendo successo oppure no, e se non ha avuto successo oppure se ha raggiunto il suo scopo bisogna poi anche avere il coraggio di eliminarla.

Silicon Valley’s Lost Decade

What happened in Silicon Valley in the 2010s ?

Airbnb: founded in 2008, raised over $6 billion, managed to destroy entire areas of Amsterdam, Barcelona, Paris and Rome, among other cities, because rich tourists wanted to live like a local for a few days, and apparently failed to turn a profit…

Crypto: Silicon Valley’s favourite speculative asset and bullshit story was further improved by NFTs and their wet dreams of web3. In the meantime, in India they are working on real payments systems and are in talks about taking them to Australia and France.

Facebook: Zuck’s hot-or-not website turned into a juggernaut that resulted in the largest data abuse ever, violence against the Rohingya minority in Myanmar, Trump at the White House and Brexit. Not bad for a company that wanted to unite the world.

Google: they changed their name to Alphabet, dropped every pretence of not doing evil and stopped caring about the quality of their search results entirely. A crop of new search engines are emerging, including Brave, Kagi, Neeva, Qwant and Mojeek.

Scooters: Bird and Lime came from nowhere and raised $2 billion in an impressive play to save Americans from walking. A number of companies copied them in Europe, and cities were all too happy to let the market solve problems they are supposed to work on.

Tesla: in spite of cars and suburbia being America’s greatest failure of the XX Century, Tesla was hailed as the solution to the problem. Cars are a very hard addiction to kick, and it’s a lot easier to pretend that moving to EVs will solve our every problem.

Twitter: they helped spread democracy during the Arab Spring, in countries that are neither Arabic, nor have become democracies. On the other hand, they gave Trump a platform. If that were not bad enough, they are soon to be owned by Elon Musk.

Uber: bust taxis, create the illusion that cheaper and more luxurious rides were possible at the same time and traffic could be solved by magic by an app. $31 billion burned and a wasted decade in which nobody tried to solve our cities’ hard problems.

WeWork: only in Silicon Valley can a real estate company become a tech company — sure, that would be proptech, raise $22 billion, fail to turn a profit, go public etc. Another poster child of a decadent decade of hubris, groupthink and drinking the Kool-Aid.

Scatole

Gli adulti la mattina vanno con delle piccole scatole in una grande scatola dove passano larga parte della loro giornata, a fare cose di dubbia utilità e che danno loro poco piacere. A fine giornata, sono convinti di aver dato un importante contributo al mondo.

Convinti come sono che così vada il mondo, fanno lo stesso con i figli: li portano in una scatola per buona parte del giorno, in modo che possano imparare ad annoiarsi in modo che da grandi possano anche loro passare tutto il giorno in una grande scatola.

Gli adulti vanno in altre scatole a mangiare; a bere (ovvero a rincoglionirsi); a lasciare che qualcuno proietti suoni e immagini nei loro (vuoti) crani. A questo scopo comprano anche scatole più piccole, da tenere a casa, e altre ancora da tenere in mano.

Tutta la vita degli adulti è scandita da queste scatole delle più varie dimensioni, e nessuno o quasi osa mettere in discussione la cosa. Quando qualcuno osa farlo, la risposta e il consiglio, scocciato, che viene dato al reo è di “non rompere le scatole”.

Che bello lo scèring!

Ho scaricato una app che aggrega diversi servizi di bici (anzi, baik, come si dice a Milano), monopattini, scooter e auto.

Lasciamo perdere motorini e auto; da Città Studi a CityLife (6,5 km) costa:

– 6.13 € con un monopattino di Voi
– 6.13 € con un monopattino di Tier
– 6.32 € con una bici di Tier
– 7.75 € con un monopattino di Bird
– 8 € con una bici di Lime

Vs. 25 centesimi con una bici elettrica del BikeMi (i primi 30′ dovrebbero bastare).

Certo, il BikeMi costa 36 € all’anno, ma mi chiedo: non sa più far di conto nessuno?