4 dicembre

Due anni e sembra ieri.

E infatti non si è ancora levato dai coglioni.

Ci misero di meno — 15 mesi, mi sono documentato — a togliere la falce e martello dal simbolo del partito.

Come? Non c’era nessuna falce e martello nel simbolo del partito di Casini? Hai ragione anche tu.

Le primarie del PD

Come andranno le primarie del PD?

In un partito normale…

No, lasciamo perdere. Un partito normale non si sarebbe mai consegnato a uno il cui soprannome a scuola era “il Bomba” e il cui principale merito era di aver vinto in po’ di puntate a un telequiz…

In un partito subnormale ma comunque in grado di attribuire la responsabilità del doppio fallimento del 4 dicembre 2016 e del 4 marzo 2018, le primarie le vincerebbe agilmente la persona meno vicina a “il Bomba”, e cioè Zingaretti.

In un partito subnormale e tuttora in mano ai ras del giglio tragico de “il Bomba”, invece, non vincerà nessuno. Dati dei sondaggi alla mano, faranno candidare tanti candidati inutili quanti saranno necessari perché Zingaretti non possa vincere. Né Minniti stesso.

A quel punto, si chiuderanno in un conclave per decidere il da farsi. Non trovando un candidato musulmano gay che vive ai Parioli, qualcuno avrà un’idea brillante: è ora di avere una donna a capo (capa?) del partito. Habemus capam!

La Bindi? No, la Bindi potrebbe anche essere una buona idea, quindi scordatelo. Maria Etruria l’altotesina mi sembra troppo anche per loro.

Io punto sulla Serracchiani.

Sì, lo so: anche io preferirei un calcio nei coglioni. Ma a questi i calci nei coglioni piacciono. E non solo li amano, ma amano darseli da soli.

Questi sono quelli della “bicamerale”. Sono quelli che alla Camera hanno ricordato a tutti di aver promesso di non toccare le tv di Berlusconi e che si sono vantati di averlo anzi aiutato a moltiplicare il fatturato del suo gruppo n volte. Sono quelli che hanno messo Mastella alla Giustizia. Sono quelli che hanno voluto il governo Monti. Sono quelli che dissero: “Grillo fondi un partito”. Sono quelli che avrebbero voluto “smacchiare il giaguaro” (sic) e che un mese dopo ci hanno fatto un governo insieme. Sono quelli che “Enrico stai sereno” e quelli che avevano giurato di non andare mai al governo “senza passare dalle urne” e poi invece hanno governato, senza passare dalle urne, coi compagni Alfano, Lorenzin e Verdini. Sono quelli che “se perdo il referendum abbandono la politica” e invece li avremo fra i coglioni per altri venti anni. Sono gli alfieri del “nuovo” che avanza che sono arrivati a candidare persino il compagno Casini…

Dopo le Primarie

Dopo le primarie, le uniche elezioni che di solito vincono, arriveranno le elezioni europee. Probabilmente non andranno benissimo.

Il nuovo segretario (segretaria?) deciderà di svecchiare il brand, come una casa farmaceutica che per anni ha venduto pillole per l’erezione che causavano solo la perdita dei capelli…

Parte degli anziani elettori degli ex PCI, PDS, DS e PD non capiranno che sono sempre gli stessi. Molti altri, invece, lo capiranno fin troppo bene.

Non mi pare così difficile prevedere un futuro sotto al 10% per chi per una breve stagione si era illuso di essere addirittura un partito da 40%.

Proletariato

Poche cose gridano più “proletariato”! (e anche: sfruttamento del capitale!) che dei pendolari stranieri che prendono il treno (ho chiacchierato un po’ lo scorso mese con due pakistani che da Lodi si stavano portando su Milano per il turno serale) per venire a Milano a portare in giro in bicicletta piatti caldi per milanesi (relativamente) benestanti che hanno, collettivamente, per così dire, centinaia di migliaia di auto parcheggiate sui marciapiedi e in altri posti dove sarebbe vietato.

E tutto questo mentre la “sinistra con l’iPhone”, quella che una volta in Francia chiamavano “gauche caviar”, il PD, insomma, plaude, probabilmente, a questa “integrazione grazie all’uso della tecnologia”. E chi se ne frega se questi alfieri, senza saperlo e senza volerlo, della “società multiculturale” sono solo dei lavoratori non protetti e soggetti a un caporalato digitale che le tasse le “paga” in qualche paradiso fiscale.

E poi magari si chiedono anche come mai non li vota nessuno.

Startup in Italia

Startup in Italia: gente che non ha bisogno di lavorare — ma che non ha abbastanza soldi per aprire un bar o un co-working — che dice di voler risolvere (fra un weekend a Santa e uno a Courma) problemi che, peraltro, nessuno ha e che cerca stupidi che siano disposti a lavorare gratis…

La “sinistra” dei “mercati”

Ieri ho sentito parlare dell’ultimo rifugio di quelli che non riuscirebbero a vincere delle elezioni neanche se fossero da soli: Quando lo spread arriverà a 400, arriverà Draghi.

Non mi è chiaro se Draghi avrebbe dovuto, nel caso, sottoporsi a un dibattito parlamentare e ottenere la fiducia, oppure se sarebbe stato imposto direttamente da Berlino.

No, non ho chiesto. Fortunatamente ero impegnato in conversazioni più intelligenti con il figlio di mio cugino, di 5 anni, per riportarlo sulla retta via e farlo tornare interista.

La gauche-caviar è passata da “ha da arrivà Peppone” a “ha da arrivà lo spread”.

Matteo Effe

Ho deciso di fare come il mio idolo, Matteo Effe.

Ho comprato tre t-shirt identiche.

In sconto, praticamente al prezzo di una.

Così non dovrò più sovraccaricare di lavoro i miei due neuroni
per cercare di abbinare il colore dei calzini con la polo.

Basterà a fare di me il nuovo Stìv Giòbs?