La (disperata) ricerca di un leader a sinistra è qualcosa che ha più a che fare con la psicopatologia che con la scienza politica, ma vediamo cosa riesco a fare.
In primis, perché fanno casting peggio di Berlusconi ai tempi d’oro? Perché hanno sempre bisogno di “un volto nuovo” o di qualcuno “fuori dai partiti” ?
In questo decennio, il leader deve essere donna, un po’ come lo scorso decennio doveva essere movimentista, e quindi vinse quello di Rignano-on-the-Arno.
Il renzismo era un movimento, da contrapporre all’altro movimento (5*). Ora si sono convinti che gli italiani vogliano essere guidati da una donna.
Guai ammettere che Meloni abbia qualche qualità, tipo che è una pratica, diretta o razionale. No, ha vinto solo perché oggi sono di moda le donne.
Il nuovo volto nuovo deve unire il Partito, la più alta forma di democrazia e di civiltà nell’Unione Sovietica, anche se il PD è pieno di cattolici e baciapile.
Unire il Partito, magari anche vincere ma soprattutto lasciar fare quelli che ne capiscono davvero, ma che per qualche strano motivo non vincono mai.
Unire il Partito non è difficile, considerando chi sono gli elettori del PD, cioè gente che non aspetta altro se non che venga proclamato il nuovo papa.
Il nuovo papa è sempre buono, bravo e giusto, e porterà il Partito alla ineluttabile vittoria che però per qualche strana ragione manca da sempre.
Nonostante non abbiano mai vinto, pensano di essere in grado di proiettare l’ineluttabilità della prossima vittoria sulla società italiana tutta.
I geni che comandano nel Partito, però, non si rendono conto di essere degli autentici Re Mida al contrario. Tutto quello che toccano diventa merda.
Non appena viene presentato il nuovo papa, gli italiani decidono che piuttosto voteranno per chiunque altro, uno in canotta, un puttaniere, un comico.
Da parte sua, il nuovo leader deve avere ben chiaro il suo ruolo e che a decidere saranno quelli di seconda fascia, i Franceschini e compagnia.
Se non vince non importa a nessuno, ma se volesse dettare una linea politica, alla prima grande sconfitta elettorale chi comanda davvero lo farà fuori.
Crisi e via, fino alla presentazione di un nuovo leader che gli elettori mangiatori di panini con le salamelle fritte accoglieranno come il nuovo papa etc.
