Le startup europee

Ho deciso di perdere del tempo a guardare una delle tante collezioni di liste delle “Migliori startup di… Berlino, Amsterdam, Helsinki, Madrid” etc.

Due considerazioni:

1- sono elencate anche “startup” che hanno più di 10 anni (!)

2- le uniche start-up europee che hanno senso secondo me sono non quelle che puntano a farsi comprare dai giganti della Silicon Valley — quelle sono solo un centro esterno di R&D a basso costo per gli americani che poi le comprano coi soldi “risparmiati” sulle tasse mettendo le sedi europee in Paesi farlocchi tipo Irlanda e Lussemburgo — bensì quelle che vanno contro la Silicon Valley, ad esempio chi sta provando a mettere in piedi browser, motori di ricerca, servizi di posta o di storage che rispettano la privacy.

Duo meraviglia

Ma quindi il duo meraviglia bianconero dopo aver distrutto il valore, anche economico, di Icardi, adesso fa partire la squadra per una tournée in Asia con Puscas, che non è neppure il nipote di Puskás, come centravanti titolare? Ma non possiamo rimandarli a Torino?

Non solo: in un mondo in cui valgono 200 milioni di Euro Pogba e Neymar, due che io non vorrei neanche gratis, come è possibile che il duo meraviglia non riesca a vendere Icardi per 50 milioni? Ma perché lo vogliono regalare ai carcerati di Torino, mi pare ovvio.

Aziende Internet e non

Secondo una vulgata molto di moda, ormai sarebbero tutte aziende Internet.

Ryanair? Vende i biglietti online.

La tua ferramenta?

Hanno un account Instagram che usano per mostrare viti e bulloni, quindi…

La vera prova

Come si fa a capire chi è una vera azienda Internet e chi no?

Molto semplice: se fanno pubblicità offline — come Google, Facebook, Amazon, Netflix, Booking, Expedia etc — sono un’azienda Internet.

Se invece si sono fatti infinocchiare dalla loro agenzia di pubblicità e fanno “pubblicità su Internet” sono dei minchioni Old Economy.

Le aziende e il digggital

Nella grandissima maggior parte delle aziende, chi decide su marketing e pubblicità non è il CEO. E se anche decidesse il CEO, il CEO non è certamente Steve Jobs.

Il CEO è uno che non ha la più pallida idea di cosa sia Internet.

E neanche di cosa sia o fosse la pubblicità, di solito.

Spesso vive fra la paura di passare per vecchio e la speranza che i nuovi tool siano magia nera che funziona da dio — posso mostrare la mia pubblicità solo al target giusto!

Assume dei digital marketing manager. Qualunque cosa siano. Scarsi, in media. Polli di batteria prodotti dalle cazzate create ad arte da Google e Facebook, tipicamente.

Magari uno che ha lavorato in passato per Google o Facebook. Ma che non era bravo abbastanza e quindi l’hanno lasciato andar via. A lavorare per loro altrove.

Una volta assunti, il primo obiettivo è quello di non perdere il posto di lavoro. Google e Facebook producono un sacco di dati e di prove per aiutarli a tenersi il posto.

E ricordati: Nobody ever got fired for choosing IBM. Or Google, or Facebook.

È un dialogo fra gente che vuole solo illudersi che internet non sia un rischio, un posto dove il loro brand può essere attaccato dai piccoli o dalle truffe o dai cinesi…

L’unica cosa che interessa a tutti gli attori è dirsi che “va tutto beeeene”.

Abbiamo un sacco di follower.

Ci amano.

Qualcuno ogni tanto commenta, quindi vogliono “avere una conversazione con noi”.

Va beh, con lo stagista che lavora per la digggital pi-ar agensi.

I nostri banner li ha visti solo “il target giusto”.

Non hanno spostato una virgola di percezione del brand, attitudine a comprare etc.

Ma non importa. Era il target giusto.

Più ogni tanto, per errore, anche il pubblico che guarda video nazi o jihadisti.

È un dialogo fra ciechi e sordi e soprattutto fra incompetenti.

Perché Love is mutual misunderstanding, come amava dire Oscar Wilde.

Addio a Google

Ormai ci siamo, è solo una questione di tempo. Quanto? Max 6 mesi.

Sono anni che uso DuckDuckGo al posto di Google e va benissimo.

Le Email importanti, tipo dottore, banca, servizio sanitario nazionale, Amazon e Paypal verranno passate su Tutanota; le cazzate possono benissimo rimanere su GMail.

Chrome verrà abbandonato: passo a Epic per il browsing casuale, perché non mi piacciono i bookmark di Firefox, e a Firefox per i servizi più a rischio in cui faccio login.

Ultimo step, prima di fine anno, mollare Android. Sì, si può.

Prova a farlo

Prova a farlo con un banner targettizzato.

Uno, trecentomila, due miliardi di banner…

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