Italo Calvino su Instagram

Dopo Lev Tolstoj su Facebook, eccovi Italo Calvino su Instagram:

Basta che cominciate a dire di qualcosa: «Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo!» e siete già sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse mai esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia.

– Italo Calvino, Gli Amori Difficili

The best minds of my generation

Siamo passati da I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked (Ginsberg) a… The best minds of my generation are thinking about how to make people click ads (Hammerbacher).

In un co-working milanese.

In posti carini ma artificiali nel loro voler essere a tutti i costi autentici.

E che potrebbero essere benissimo a Barcelona, Bogotà, Boston o Buenos Aires.

La prima volta degli italiani

Oggi vorrei provare a essere molto ottimista: anche se non sembra, non tutti i Renzi vengono (solo) per nuocere. È stata la prima volta degli italiani!

Il fascismo cadde per il disastro della guerra. Senza la guerra, Alessandra sarebbe al potere. Grazie agli sforzi della Boldrini, verrebbe chiamata “la ducia”.

La DC, il PSI e il famoso “pentapartito” (sic) caddero per mano del pool di Mani Pulite. Nessuno sapeva nulla della corruzione, fino a quando lo seppero tutti.

Berlusconi, che peraltro ha governato “solo” per metà del secondo ventennio italiano, cadde per un autentico colpo di Stato a opera di Merkel e Napolitano.

Col referendum del 4 dicembre 2016 e le elezioni politiche del 4 marzo 2018, le cose cambiano: per la prima volta, gli italiani si disfano di un burattinaio da soli.

Liberi e Disuguali

Ultimo sassolino post-elettorale. Vogliamo non scriverle, due righe su LeU?

Non solo non hanno candidato un tranviere e una sindacalista.

Non solo non hanno trovato il Jeremy Corbin italiano.

No, hanno ben pensato farsi guidare dai presidenti di Camera e Senato.

Lei, probabilmente, la donna più odiata d’Italia.

Il che è un risultato notevole, considerato che 5 anni fa non la conosceva nessuno.

E che la concorrenza, fra Boschi, Fedeli e Lorenzin, non era poca cosa.

(siamo ai livelli di Michela Brambilla e Marystar Gelmini, eh)

I due presidenti di Camera e Senato, più Bersani e D’Alema.

Ah, beh.

(ma è così difficile capire che D’Alema meno lo fai vedere in giro, e meglio è?)

Stranamente, i risultati sono stati sotto le troppo rosee aspettative.

Non solo:

– i loro eletti sono i più anziani al Senato e fra i più anziani alla Camera;

– quelli con meno facce nuove;

– e con la percentuale più bassa di donne.

 

Un ottimo risultato davvero per la Presidenta.