Rimescolamento dei popoli

Stasera ho sentito dire da un comunista, Damilano, che il 1989 ha rappresentato la fine delle frontiere e il rimescolamento dei popoli. Non la fine del comunismo.

E la fine delle politiche di sinistra da parte dei partiti di sinistra. No, è stato la fine di inutili frontiere e l’inizio dell’immigrazione, che è il nuovo sogno della cosiddetta sinistra.

Vox populi, vox dei

Le elezioni politiche sono l’unico tipo di crowdsourcing che funziona.

Non benissimo, magari, ma prova ad accettare i contributi di decine di milioni di persone per la costruzione di un ponte, un’operazione chirurgica a cuore aperto o anche solo una campagna pubblicitaria o la costruzione di un sito web e poi ne riparliamo.

Funziona e ci dà il peggior tipo di governo possibile, tranne tutti gli altri.

Funziona anche se c’è chi vorrebbe dire al prossimo come deve votare.

Funziona anche se le leggi elettorali sono spesso fatte senza cognizione di causa; o perché veniva comodo con i vecchi collegi elettorali, come il Mattarellum; o perché aiutava una parte politica, come il Porcellum; o perché ci si voleva orientare verso una soluzione cesarista, come nel tentativo renziano del cosiddetto sindaco d’Italia (sic).

Funziona forse anche perché spesso siamo messi di fronte a scelte che sono chiare solo sulla carta e che per un motivo o per l’altro verranno messe in pratica solo parzialmente. Funziona anche in Paesi rissosi, ignoranti e immaturi. Funziona purché non ci si aspetti troppo. Funziona perché se contasse qualcosa, non ce lo lascerebbero fare.

Quindi contribuite con i vostri famosi due centesimi e andate in pace.

Cosa vuol dire digitale

Abbiamo già detto che la pubblicità digitale non esiste.

Quel digitale non è una caratteristica della pubblicità in sé, come potrebbe essere pubblicità aggressiva, ripetitiva, oppure creativa. E non è neppure un metodo di produzione della pubblicità, perché oggi tutto viene prodotto in modo digitale.

L’unica cosa digitale della pubblicità digitale è il metodo di inserzione degli annunci.

Digitale vuol dire: inserzione digitale.

C’è un sistema automatizzato che mette le pubblicità non dove le vorrebbe davvero mettere l’inserzionista e/o l’editore, ma dove c’è posto e di fronte agli occhi di quelle persone per le quali quella pubblicità è quella che ha il bid più alto.

È un sistema efficiente di piazzamento delle pubblicità negli spazi pubblicitari.

Efficienza vs efficacia

Ora, se sei il venditore di questi spazi pubblicitari, mi pare evidente che tu possa essere entusiasta di un sistema così efficiente di matching di spazi e inserzionisti.

Garantisce che non ci saranno mai spazi vuoti, ma non molto di più.

Ma se sei un inserzionista non preferiresti uno spazio pubblicitario efficace, o almeno più efficace del banner, il formato meno efficace della storia della pubblicità?

Che benefici hai se altri, i venditori, hanno creato un sistema di vendita efficiente?

Elogio dell’inefficienza

Ti chiedi mai perché sono stati forzati a creare un sistema di vendita efficiente?

Chi vendeva spazi pubblicitari efficaci o ritenuti tali, e quindi di conseguenza costosi, poteva benissimo supportare i costi di un sistema di vendita non efficiente.

A volte questa relativa inefficienza poteva addirittura rendere gli spazi più efficaci.

Il fatto che fosse difficile per aziende sconosciute andare in televisione oppure comprare l’ultima pagina di pubblicità di un grande quotidiano garantiva che il fatto stesso di essere presente su quel medium o in quella posizione fosse in un certo senso una garanzia.

Se sono lì, è perché sono grandi, hanno una struttura, hanno soldi da spendere. E ci saranno un domani, se dovessi avere problemi col loro prodotto o servizio, si spera.

Efficienti per necessità

Se invece hai spazi pubblicitari nuovi, poco efficaci o che costano poco per singolo spazio, devi inventarti un modo molto diverso, agile ed efficiente di venderli.

Devi necessariamente aprirti a migliaia e migliaia di nuovi piccoli inserzionisti che in televisione o sui giornali non investivano. E devi automatizzare il tutto.

Funziona per chi vende, meno per chi compra. In primis, perché se è poco efficace, non diventa efficace solo perché è efficiente da vendere o da comprare.

In secondo luogo, perché il consumatore che vede questi banner sa che averli comprati non implica più essere una grande azienda con grandi budget.

Infine, se le pubblicità non sono viste da tutti, ma ognuno ne vede di diverse a seconda del proprio profilo, non è più pubblicità. È direct marketing.

Efficiente da vendere. A volte utile e altre no come come direct marketing, per chi compra. Ma mai uno strumento di creazione di marca, per nessuno.

È e rimane uno strumento uno strumento povero, con cui è difficile far passare messaggi, che chiunque può comprare e con creatività, proprie e altrui, terribili.

Dizionario della nuova Niu Economi

Ecco il dizionario della nuova Niu Economi:

App: quelle icone colorate che clicchi sul telefono.

Cloud: il moderno refugium peccatorum.

Facebook: dove scrivono cazzate i tuoi amici.

Gamification: idea secondo la quale la vita è una raccolta a punti.

Instagram: il social network di chi avrebbe voluto fare il fotografo.

Monopoli: concentrazione di potere economico che una volta era vietata.

On demand: caporalato via app.

Privacy: scordatela.

Profitti: scordateli.

Pubblicità: quella roba fastidiosa che ti segue in giro per il web per settimane.

Sharing economy: i poveri affittano il poco che hanno ai ricchi.

Smart city: una roba che fa figo e regaliamo i dati dei cittadini alle grandi aziende.

Social network: una valida alternativa alla noiosa vita di ufficio (anche: social notwork)

Televisione: quella roba che guardi su Netflix con l’iPad.

Twitter: dove scrivono cazzate i VIP (di cui vorresti essere amico).

 

Vedi anche: L’ideologia di Internet: Dalla A di App alla Z di Zipcar