Non dimostra nulla

La scienza è un’altra cosa, e pretese scientifiche non ne ho. Ma visto che nessuno finora si era preso la briga di buttare via mezz’ora per farlo, ho deciso di farlo io. I dati della prima colonna sono presi da Google Ad Planner, gli altri da Facebook e Twitter. Dove c’è il segno “/” non vuole dire che il sito non è visitato da nessuno, ma solo che non ha un numero sufficiente di visitatori perché Google si senta in grado di fare una stima. Ho messo il blog di Massimo Mantellini, che qui tutti conosciamo, come sito di controllo. Quelli sotto, diciamo che hanno tutti meno di 10 mila visitatori unici al mese, o metà di quanti ne faceva questo blog ai tempi d’oro (2006) secondo Google Analytics. I visitatori unici sono contati per il sito del partito, e/o per il blog del suo leader. Su Facebook e soprattutto su Twitter, che è quello che ci interessa in particolare, ho preso i dati del segretario o leader, che sono molto più alti di quelli dell’account del partito, e spesso gestiti direttamente dal politico (non serve un computer!), come è chiaro leggendo l’alto valore dei tweet ad esempio di Formigoni, che penso dovrebbe avere di meglio a cui pensare rispetto a prendere in giro i cappellini di Bersani…

Grillo ha barato su Twitter? E chi lo sa. A guardare questi dati, però, sospetterei piuttosto che siano stati altri a barare…

Partito non democratico non di sinistra

E’ una cosa curiosa, questo PD. Si alleano con l’UDC di Casini e Cuffaro e con Lombardo in Sicilia. Sostengono Monti e la Fornero e sono su posizioni più di destra del presidente di Confindustria. Si riempiono la bocca di Obama e Hollande ma non hanno uno straccio di idea alternativa dal punto di vista economico. Hanno al proprio interno gente come la Bindi, Letta e Fioroni. Sono contrari ai referendum, ai girotondi, alle raccolte di firme dei cittadini. Dicono che è meglio votare PDL che votare Grillo. Il giorno dopo, fanno un congresso, e nessuno dice niente a Letta per le oscene dichiarazioni. In compenso, si scopre che sono contro i diritti civili, e continuano a opporsi ai giovani del partito che vanno bene solo se si mettono «a servizio». L’unica cosa “di sinistra” rimasta al PD è dire ok alla Torino-Lione e all’acquisto dei cacciabombardieri americani.

“Coi soldi dei privati”

Lo si sente dire sempre più spesso: questa o quella importantissima, fondamentale opera pubblica, che sia una linea di metropolitana, un pezzo di autostrada o Expo 2015 poco importa, verrà realizzata “con il contributo dei privati”. E tu pensi: però, pensa che gentili, sti privati. Pensi anche, magari: ah, va beh, che cazzo me ne frega, se poi non serve a nulla ci smenano i privati.

Poi, però, riaccendi il cervello. Da un lato, ti ricordi che la più grande azienda privata del Paese ha ciucciato soldi pubblici per 100 anni, facendo disastri in serie, da Arese a Termini Imerese. Dall’altro, ti chiedi: ma chi saranno mai, questi privati? Tu conosci per caso qualcuno a cui hanno offerto di investire dei soldi, che so, in una autostrada o in un inceneritore? Io no.

E ancora: ma siamo sicuri che siano “i privati” a fare un favore allo Stato? Non è per caso possibile che sia l’esatto contrario? Perchè, vedi, lo Stato, o più spesso gli enti locali, promettono ai “privati”, che vuol poi dire alle banche, che quella metropolitana la prenderanno x persone al giorno, e quell’autostrada avrà un certo tal traffico. Sono investimenti sicuri, per i privati.

Se per caso questi progetti dovessero essere un flop, lo Stato, o il Comune, dovranno pagare delle pesanti penali. E’ chiaro il giro? Le banche chiedono “investimenti” che non sono investimenti ma modi sicuri e a zero rischio di far fruttare i loro soldi. I Comuni accettano le loro condizioni, si legano mani e piedi e poi, non contenti, ringraziano anche “i privati” per i capitali.

E il peggio deve ancora arrivare. Se devo garantire che un numero x di persone prenderanno quella metropolitana, è possibile che io non voglia aiutare chi vuole andare a lavorare in bici? Se il mio meraviglioso inceneritore deve bruciare a pieno ritmo, è possibile che mi interessi poco o nulla diffondere una cultura della raccolta differenziata? Secondo te?

La verità è che quelli che comandano stanno svendendo il futuro a chi non sa che proporre “crescita” – del PIL, del cemento e dell’inquinamento – neanche fossimo negli anni ’50, e sabotando sul nascere qualunque possibilità di un mondo diverso, con ritmi diversi, un rapporto con l’ambiente e il territorio diversi. Tutto in nome del PIL, dei loro affari e delle loro tangenti.

Obiettivi

Qualcuno di voi ha capito quali sono gli obiettivi che la Giunta Pisapia
vuole raggiungere entro il 2016 riguardo al traffico? Che so, qualcosa tipo:

– dimezzare il numero di auto private dei milanesi
– centuplicare il numero di auto del car sharing
– triplicare il numero di coloro che usano la bici per spostarsi
– diminuire di un terzo le auto che entrano in città tutti i giorni

O dici che non ci sono obiettivi dichiarati, e si naviga a vista?