Per chi si costruiscono le metropolitane

Per i costruttori, ovviamente.

E, ancor peggio, per liberare le città dagli autobus che danno fastidio alle auto.

Già tutto detto e scritto, ma ora abbiamo le prove.

Le prove

Facciamo finta che ogni auto trasporti in media 1,6 persone, anche se in verità ne trasporta sicuramente di meno. Avere 3,7 milioni di spostamenti in auto in meno all’anno, che sono poi la miseria di 10 mila in meno al giorno, vorrebbe dire quasi 6 milioni di viaggiatori che vanno non più in auto ma in metrò. Sugli 86 milioni previsti per la M4.

Ripeti con me: le metropolitane servono a chi le costruisce e a eliminare gli autobus dalle strade perché vi possano scorazzare meglio e più veloci (sic) le auto. Fino a quando la situazione tornerà esattamente quella di prima, che nessun ampliamento di autostrada, terza, quarta o quindicesima corsia, ha mai risolto nessun problema.

Piste automobilizzabili

Ogni volta che si parla di piste ciclabili — che è peraltro una cosa di cui non amo parlare, perché sono contrario all’idea che ogni tipo di utenza, bici, auto e trasporto pubblico, debba avere (poco) spazio in ogni strada, e sono invece convinto che vada, più semplicemente, disegnato un network di strade solo per le bici, un 25-50% delle strade di Milano da chiudere alle auto — salta sempre fuori qualcuno che mi dice che…

Le hanno fatte in zona-x, e non le usa nessuno.

Vi abbiamo fatto questo favore, quindi ora non scassate i coglioni per un anno.

E la cosa peggiore è che chi pensa che le piste ciclabili siano una concessione sono i politici di sinistra, e addirittura molti elettori di sisinstra — vedi: pistes octroyées.

Ma come le hanno fatte, ste benedette piste ciclabili? Col culo, come al solito?
Sono separate? Sono sicure? Sono ben segnalate? Sono continue? O sono una merda?

Le piste automobilizzabili

Se le “piste automobilizzabili” — che sono le auto che dovrebbero essere l’eccezione e non la regola, in città — fossero fatte col culo come le “piste ciclabili”, nessuno userebbe l’auto. Ora che ci penso, mi sa che l’unico modo di cambiare Milano è esattamente quello: sputtanare il network di strade fino a che non vorrà più andare in auto non solo chi, come me, non ama l’auto, ma anche chi adora l’auto e la userebbe anche per andare al cesso.

Ho anche un piano, ma avrei bisogno di un architetto, un geometra e un avvocato…

La domanda sulle piste ciclabili

La domanda sulle piste ciclabili che dovremmo fare ai nostri amministratori è: vi rendete conto che ogni volta che investite soldi, tempo, attenzione vostra e mediatica e spazio urbano in una infrastruttura che verrà usata poco perché fatta col culo, storta, stretta, pericolosa, non protetta, in mezzo agli scarichi delle auto o isolata dagli altri pezzetti isolati di piste ciclabili — ogni volta che fallirete, insomma, un certo numero di persone, anche persone che sarebbero a favore del dare meno spazio alle auto e più spazio alle biciclette, penseranno: ecco, forse è vero, forse a Milano — o a Torino — non può funzionare.

Vi rendete conto che è meglio non fare le cose e rimandarle al giorno in cui si spera che le saprete fare, che farle col culo? Ve ne rendete conto, o non capite proprio un cazzo?

Le automobili e la sinistra

È un rapporto ben strano, quello fra le automobili e la sinistra.

In Italia è pieno di persone di sinistra, di ‘sinistra’, oppure anche di persone non di sinistra, e anche di persone di destra, che pensano che i parcheggi in strada, nelle nostre città, siano un diritto e non debbano essere messi all’asta, che secondo me è l’unica soluzione.

Ah, così chi può si prende il parcheggio e gli altri pedalano!

Esattamente!

Proprio così!

Con le centinaia di migliaia di Euro che si potrebbero raccogliere da chi ha davvero bisogno dell’auto per lavoro e che la dovrebbe poter scaricare, almeno in parte, e da chi non vuole privarsene, si può iniziare a costruire una città dove diventerebbe finalmente chiaro a tutti che spostarsi in città con mille o più kg di ferraglia non ha senso.

Perché oggi, purtroppo, può addirittura sembrare razionale andare in auto a Milano.

Il secondo mutuo

Perché la libertà, in particolare per i meno abbienti, non è il diritto al parcheggio gratuito sotto casa, come ci ha fatto credere Albertini, bensì il diritto a vivere in una città dove non è necessario pagare un secondo mutuo, quello per l’auto.