Pistes octroyées

Leggo questo articolo con intervista all’assessore al traffico di Milano Marco Granelli. Parlando della riapertura del metrò a Milano, dice che la capienza sarà al 30 per cento.

Vuol dire che si passerà da un milione e 400 mila passeggeri al giorno a 400mila. Non possiamo pensare che diventino un milione di auto.

L’analisi mi pare ineccepibile.

È dove si inzia a parlare di soluzioni che mi cadono le braccia. Il bike sharing, perché qualunque cosa con un nome inglese è meglio. E gli scooter elettrici (monopattini: in Italia per scooter si intende motorino!), che a Milano mi pare non si fili nessuno.

E poi, udite udite, ben 35 km di piste per le bici disegnate per terra fra il marciapiede e le auto parcheggiate, dove e se c’è posto. Siamo bravi, eh? Bravi, buoni e di sinistra!

Piste concesse dall’alto per grazia del sovrano. Sovrano di sinistra, ma pur sempre sovrano.
E poi quell’aggettivo, questa mobilità definita, in modo insopportabile, dolce.

Cazzo è, una meringa? Più che dolce, è l’unica possibile. Come andranno in giro quel milione di persone che non potranno prendere la metropolitana? In auto, ovviamente.

Signori, guardate che non state facendo nessuna concessione a nessuno.

Siete, e siamo, purtroppo, nella merda fino al collo, e non è proprio il momento di fare quelli buoni, verdi, di sinistra, smart, dolci, eco-solidali o simili puttanate.

È un problema enorme, e se non vogliamo un milione di auto in più, e neppure 900 mila, l’unica soluzione è di chiudere un certo numero di strade alle auto e lasciarle alle bici.

Serve un network di strade con cui si possano spostare fino a metà dei milanesi, e limitazioni alle auto. Non è una questione di destra o di sinistra, ma di sopravvivenza.

3 Responses

  1. marione 22 April, 2020 / 10:56

    perchè non dovremmo volere un milione di auto in più? (che non saranno mai un milione, tra l’altro). Ben vengano.

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