La domanda sulle piste ciclabili

La domanda sulle piste ciclabili che dovremmo fare ai nostri amministratori è: vi rendete conto che ogni volta che investite soldi, tempo, attenzione vostra e mediatica e spazio urbano in una infrastruttura che verrà usata poco perché fatta col culo, storta, stretta, pericolosa, non protetta, in mezzo agli scarichi delle auto o isolata dagli altri pezzetti isolati di piste ciclabili — ogni volta che fallirete, insomma, un certo numero di persone, anche persone che sarebbero a favore del dare meno spazio alle auto e più spazio alle biciclette, penseranno: ecco, forse è vero, forse a Milano — o a Torino — non può funzionare.

Vi rendete conto che è meglio non fare le cose e rimandarle al giorno in cui si spera che le saprete fare, che farle col culo? Ve ne rendete conto, o non capite proprio un cazzo?

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