Not quite so

In an otherwise pretty interesting post, I spot this…

If it’s cheaper to produce content than to buy advertising space…

Not quite so. Wait a second. The goal should not be merely “to produce content”, but rather to offer interesting perspectives and information that will make as many people become aware of your company, its products and services as you could do with advertising. Which is different. Merely “producing content” doesn’t quite cut it.

There is one question that matters and one question only: does it work?

Hashtag e riforme

Non lascio. L’hashtag è io sono sereno, anzi zen.

– Enrico Letta

La riforma costituzionale più urgente di tutte è vietare
l’uso di Twitter ai bimbiminkia che si fingono statisti.

Ma quale “relazione” ???

Leggo, fra altre amenità, che sarebbe…

…tempo di superare la fase dell’uso tattico dei social media, smettere di accumulare fan e follower senza costruire relazioni.

Ma che “relazioni” dovrebbero costruire? Le stesse che vengono “gestite” dai cosiddetti CRM? Alzi la mano chi vuole una “relazione” con il Burro Prealpi. O con Audi. O British Airways. O Samsung.

Diamoci una svegliata: i “consumatori” non vogliono nessuna “relazione” – e nessuna “conversazione” – con il 99 per cento delle aziende, e tanto meno coi “community manager in outsourcing” delle agenzie pr/comunicazione a cui queste aziende si affidano. La sola “relazione” che vuole il cliente finale è: mi fai un ottimo prodotto a un buon prezzo, magari mi fai uno sconto, e se ho un problema me lo aggiusti e siamo d’accordo che ho sempre ragione io. O sono io che sono poco “romantico”?

Fuga da Facebook TL;DR

“Fuga da Facebook” di Marco Camisani Calzolari é un libricino agevole, di sole 100 pagine. Per coloro che non hanno voglia di leggerlo, ecco la versione TL;DR (too long; didn’t read).

Capitolo 1: aziende care, non lasciatevi fregare dagli incantatori di serpenti del cosiddetto ‘Social Media Marketing’ e simili, e tenetevi stretti il vostro sito, sul vostro dominio. Banale, se vuoi, ma è una cosa da dire. Cosa succederebbe se Facebook sparisse domani? O se cambiasse le regole, come già ha fatto? Lo sai che in media solo il 17% dei fan della tua pagina Facebook vedono i tuoi importantissimi post aziendali? (se vuoi farli comparire nel feed degli altri 83%, devi pagare).

Capitolo 2: nessuno è interessato a diventare ‘amico’ del suo burro. Ben pochi sono interessati alle ‘conversazioni’ con i brand, ‘conversazioni’ che sono fatte di solito da stagisti che le Web PR Agency pagano una miseria e rivendono a peso d’oro alle aziende; il Social Commerce è una panzana; stai attento a chi si siempie la bocca di ROI senza sapere di cosa diavolo sta parlando; é un mondo brutto e strano là fuori, pieno di bot e di fake, e inoltre di ‘metriche’ autoreferenziali o false.

Capitolo 3: la Back Home Strategy, é una strategia che si basa sul creare comunità proprietarie possibilmente integrate con Facebook ma non dipendenti da Facebook, e su app per gli smartphone. Che sono cose in cui Marco crede e che vende alle aziende. Il che é perfettamente lecito, intendiamoci, anche se io invece di sviluppare app per ogni tipo di dispositivo mobile mi concentrerei piuttosto sul fare dei siti mobile-ready, per testare prima le acque e vedere cosa succede.