Fuga da Facebook TL;DR

“Fuga da Facebook” di Marco Camisani Calzolari é un libricino agevole, di sole 100 pagine. Per coloro che non hanno voglia di leggerlo, ecco la versione TL;DR (too long; didn’t read).

Capitolo 1: aziende care, non lasciatevi fregare dagli incantatori di serpenti del cosiddetto ‘Social Media Marketing’ e simili, e tenetevi stretti il vostro sito, sul vostro dominio. Banale, se vuoi, ma è una cosa da dire. Cosa succederebbe se Facebook sparisse domani? O se cambiasse le regole, come già ha fatto? Lo sai che in media solo il 17% dei fan della tua pagina Facebook vedono i tuoi importantissimi post aziendali? (se vuoi farli comparire nel feed degli altri 83%, devi pagare).

Capitolo 2: nessuno è interessato a diventare ‘amico’ del suo burro. Ben pochi sono interessati alle ‘conversazioni’ con i brand, ‘conversazioni’ che sono fatte di solito da stagisti che le Web PR Agency pagano una miseria e rivendono a peso d’oro alle aziende; il Social Commerce è una panzana; stai attento a chi si siempie la bocca di ROI senza sapere di cosa diavolo sta parlando; é un mondo brutto e strano là fuori, pieno di bot e di fake, e inoltre di ‘metriche’ autoreferenziali o false.

Capitolo 3: la Back Home Strategy, é una strategia che si basa sul creare comunità proprietarie possibilmente integrate con Facebook ma non dipendenti da Facebook, e su app per gli smartphone. Che sono cose in cui Marco crede e che vende alle aziende. Il che é perfettamente lecito, intendiamoci, anche se io invece di sviluppare app per ogni tipo di dispositivo mobile mi concentrerei piuttosto sul fare dei siti mobile-ready, per testare prima le acque e vedere cosa succede.

20 Responses

  1. Francesco 26 November, 2012 / 22:14

    Mi convince tutto tranne la Back-Home strategy finale. Il punto 3, insomma.

    C'è davvero bisogno di creare un altro "corporate social network" dove fare community? Gli utenti vogliono davvero l'ennesima app, che molto probabilmente non cambierà in meglio la loro vita?

    Creare un nuovo Idea Storm, con lo stesso successo che ha avuto, probabilmente richiede molti più soldi e salti culturali, piuttosto che una buona presenza su Facebook o Twitter. Io penso che il meglio sia nemico del bene.

    Forse tutta questa enfasi sullo strumento (e non sui contenuti e gli obiettivi) non fa bene alle aziende esattamente come l'hype sul social media marketing delle agenzie di PR online.

  2. theo 26 November, 2012 / 22:34

    Nuooo! Coniglio, hai aggiornato dopo la pubblicazione :D

  3. Massimo 26 November, 2012 / 22:42

    Ho tolto un paio di "cazzo". Nient'altro, mi pare :-)

  4. Marco Camisani Calzo 27 November, 2012 / 02:38

    Grazie Massimo della onesta recensione TL;DR :)

    Sul 3 sono d'accordo, prima siti mobile ready e poi il resto…

  5. Roberto Rota 27 November, 2012 / 03:41

    Non posso che dire grazie, cercavo di mettere ordine e far mente locale su alcuni punti, sparsi in un bordello i pensieri, e me li sono ritrovati scritti qui che meglio non si può.

    rob

  6. Andrea Di Maio 27 November, 2012 / 07:13

    Al di là del discorso delle comunità verticali, mi sarei aspettato qualcosa sull'uso di FB e derivati al di fuori del marketing. Mi sembra che sia questo l'aspetto più interessante e dirompente dei social media, che superano le distinzioni fra funzioni aziendali. Le stesse dinamiche cui fa riferimento il libro (uso FB o mi faccio la mia comunità?) stanno avvenendo all'interno (uso una piattaforma di collaborazione aziendale o lascio i miei impiegati liberi di usare FB etc per collaborare fra loro?), e sarebbe stato interessante esplorare l'intersezione delle due.

    Magari sarà per il prossimo libro, ma questo mi ha lasciato un po' così: mi aspettavo onestamente qualcosa in più.

  7. Massimo 27 November, 2012 / 12:00

    @Francesco: se si finisce per vendere software per vendere software – cosa che succede in un sacco di campi, intendiamoci! – probabilmente hai ragione. Che si stia parlando di comunità proprietarie, di integrazioni con FB o di mobile app o di qualunque altra cosa, secondo me bisogna sempre cercare di fare il più possibile in termini di risultati con il minor investimento possibile :)

    @Andrea: sì, avrebbe potuto essere un tema interessante, ma un altro tema, no?

  8. Andrea Di Maio 27 November, 2012 / 16:44

    @Massimo: non è affatto un altro tema, ma ho la sensazione che in Italia si sia ancora indietro per parlarne e quindi si finisca per parlare di ovvietà (di cui il libro è pieno, nonostante la taglia)

  9. Massimo 27 November, 2012 / 16:53

    Secondo me la collaborazione intra-aziendale è un tema diverso dal marketing, che è il tema principe del libro.

  10. Carlo M 28 November, 2012 / 15:27

    quando parli di internet e tecnologia sei bravo. dovresti concentrarti su questi temi…….

    però "è" si scrive con l'avvento grave.

  11. Massimo 28 November, 2012 / 16:09

    Peccato solo che mi interessino poco, sti temi.

    Gli accenti in italiano sono stupidi (o sono stupido io che non li capisco, se preferisci), in francese sono chiari.

  12. Mari&Monti 4 December, 2012 / 15:58

    Il mondo è bello perchè è vario.

    Solitamente ogni libro di strategia (aziendale o militare, c'è poca differenza) tende a dimenticarsi questa semplice regola numero 0.

    Il che applicato significa che ci sono prodotti/servizi/aziende per cui il social non serve a niente (giustamente 'nessuno vuole diventare amico del suo burro'), altre per cui una app non serve a niente, altre per cui nemmeno un sito mobbàil o immobbàil può seriamente fare qualcosa di utile.

    Ci sono altri casi in cui un prodotto (nel suo senso più ampio, può essere una marca di moto come una squadra di calcio) catalizza comunità di appassionati, e alcuni in cui il prodotto richiede un certo feedback da parte dell'azienda e/o da altri clienti finali, a volte tutte queste cose insieme.

    Insomma, il punto critico è che l'imprenditroto di turno abbia il buonsenso e l'umiltà di capire a quale varietà del mondo appartiene il suo business.

    Cosa difficile, se non impossibile….

  13. Carlo M 5 December, 2012 / 19:09

    ma l'hai preparato il tuo simpatico video per le parlamentarie di casaleggio?

  14. Carlo M 12 December, 2012 / 16:26

    Sei stato eletto o sei stato espulso?

  15. Massimo 12 December, 2012 / 20:32

    Non sono nè iscritto, nè mi sono candiato. Darò una mano a raccogliere le firme, quello sì.

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