Not quite so

In an otherwise pretty interesting post, I spot this…

If it’s cheaper to produce content than to buy advertising space…

Not quite so. Wait a second. The goal should not be merely “to produce content”, but rather to offer interesting perspectives and information that will make as many people become aware of your company, its products and services as you could do with advertising. Which is different. Merely “producing content” doesn’t quite cut it.

There is one question that matters and one question only: does it work?

We’re cool, and fresh, and hip

No, you’re not. You’re a bunch of clueless corporate morons.

The planning began in early March…

Please read on: apparently, it took two months to come up with a tweet that says that you should serve your cheese at room temperature. And the tweet was favourited twice!

Huge success.

And the best part of it all: they outsourced it!

They probably paid big bucks to some “agency” that employs teams of social-media and advertising experts, aka otherwise unemployed young kids. Experts in what, exactly? Do they know cheese better than those who work at President Cheese? Not to mention: would you really waste time and money on Twitter if you sold cheese? I wouldn’t.

Controanalisi elettorale

Iniziamo questa nostra controanalisi elettorale dal grande vincitore: Silvio Berlusconi.

Quando mai era capitato nel mondo civile che un politico condannato in via definitiva per un reato contro la cosa pubblica rimanesse partner di un governo (Letta), che venisse ricevuto dal Presidente della Repubblica (Napolitano) o che addirittura venisse invitato nella sede di un partito, il PD, che si dichiarava suo avversario, invitato dal nuovo segretario (Renzi), quello che doveva “cambiare tutto”, per fare “le riforme”, non solo la Legge Elettorale, ma addirittura anche per cambiare la Costituzione? Chi poteva aspettarsi che un condannato, come tale incandidabile, decidesse di tirar fuori dall’armadio un vecchio brand, i cui co-fondatori erano uno in galera e l’altro alla macchia in Libano, e riuscisse, senza quasi fare campagna elettorale, a prendere quasi il 17% dei voti?

Il M5S non è riuscito a pescare fuori dal proprio bacino — e questo è ovviamente un limite, e ha anzi perso voti andati sia a Renzi, sia alla Lega. Ma è stato penalizzato soprattutto dalla scarsa partecipazione alle elezioni europee. Sono voti che torneranno alle prossime elezioni politiche? E’ presto per dirlo, e dipenderà da molti fattori.

Renzi ha fatto il pieno dei suoi, democristiani, ex-comunisti e montiani. Potrà prendere più voti — in numero assoluto, non in percentuale — solo se manterrà almeno metà delle mirabolanti promesse che ha fatto. Il che è possibile, ma non tanto probabile.

Expo ed Epcot Center

Avevo 9 o 10 anni, e avevamo un giorno da passare a DisneyWorld in Florida.
Ho rotto le balle perché invece che sulle giostre andassimo a Epcot Center.
Penso che mio fratello mi odi ancora oggi per questo (se se lo ricorda).

Epcot Center era una noiosissima installazione pseudoscientifica che faceva
vedere come la NASA coltivava l’insalata in assenza di gravità e cose simili.

E’ da quanto sento parlare di Expo che penso – oltre all’ovvio, e cioè che sarà
un magna-magna all’italiana – a questa specie di Epcot Center milanese.

Oggi cercando “expo” sui siti web di diversi giornali europei ho scoperto
questo articolo di El País, e mi è subito tornato in mente Epcot Center:
guarda la bionda che non ha mai visto un orto come guarda l’insalata!

E quanto sarà diversa l’insalata del padiglione spagnolo da quella
del padiglione della Romania? E davvero milioni di persone verranno
a Milano – anzi, a Rho – per vedere come si coltiva l’insalata?

E che programma scientifico e culturale ci sarebbe dietro Expo 2015?

Non lo sa nessuno. Si parla di “Nutrire il Pianeta” – o, più che altro,
gli appetiti degli amici degli amici e di coop e “imprenditori”
attaccati alla sottana dello Stato – e sempre più spesso sento
parlare di “promozione dell’eccellenza eno-gastronomica italiana”.
A volte qualcuno tira in ballo addirittura la Moda. Cosa c’entra?

Seriamente: qualcuno pensa che un organismo internazionale come
la BIE – o gli altri Paesi espositori – possa essere d’accordo con
la promozione dei nostri prodotti alimentari rispetto a quelli
di altri Paesi del mondo? Qualcuno pensa che si possa combattere
la fame nel mondo a suon di bottarga o mozzarella di bufala?

Diciamoci la verità: dietro a Expo non c’è NULLA. Solo interessi.