Avevo 9 o 10 anni, e avevamo un giorno da passare a DisneyWorld in Florida.
Ho rotto le balle perché invece che sulle giostre andassimo a Epcot Center.
Penso che mio fratello mi odi ancora oggi per questo (se se lo ricorda).
Epcot Center era una noiosissima installazione pseudoscientifica che faceva
vedere come la NASA coltivava l’insalata in assenza di gravità e cose simili.
E’ da quanto sento parlare di Expo che penso – oltre all’ovvio, e cioè che sarà
un magna-magna all’italiana – a questa specie di Epcot Center milanese.
Oggi cercando “expo” sui siti web di diversi giornali europei ho scoperto
questo articolo di El País, e mi è subito tornato in mente Epcot Center:
guarda la bionda che non ha mai visto un orto come guarda l’insalata!
E quanto sarà diversa l’insalata del padiglione spagnolo da quella
del padiglione della Romania? E davvero milioni di persone verranno
a Milano – anzi, a Rho – per vedere come si coltiva l’insalata?

E che programma scientifico e culturale ci sarebbe dietro Expo 2015?
Non lo sa nessuno. Si parla di “Nutrire il Pianeta” – o, più che altro,
gli appetiti degli amici degli amici e di coop e “imprenditori”
attaccati alla sottana dello Stato – e sempre più spesso sento
parlare di “promozione dell’eccellenza eno-gastronomica italiana”.
A volte qualcuno tira in ballo addirittura la Moda. Cosa c’entra?
Seriamente: qualcuno pensa che un organismo internazionale come
la BIE – o gli altri Paesi espositori – possa essere d’accordo con
la promozione dei nostri prodotti alimentari rispetto a quelli
di altri Paesi del mondo? Qualcuno pensa che si possa combattere
la fame nel mondo a suon di bottarga o mozzarella di bufala?
Diciamoci la verità: dietro a Expo non c’è NULLA. Solo interessi.

Ci sarà Bottura che cucinerà gratis alla mensa dei poveri.
E con lui, a turno, altri 23 chef di fama.
E' così che si combatte la fame nel mondo.
Siamo gente raffinata, noi.