Un portale in Borsa

Incredibile: vogliono quotare un portale in Borsa. Ma che un portale: due. Virgilio e Libero. Una strana storia d’amore, quella del pescatore che cambia sesso e diventa Alice; poi cambia idea, se lo fa riattaccare e torna Virgilio. A quel punto, incontra Arianna, l’ex motore di ricerca di Libero, e convolano a strane nozze in ItaliaOnline.

Eppure, che dire? Non avranno gli angoli smussati, un logo bicolore fighetto o le tagcloud, né seguono la moda più recente, il design flèt, come si dice con bella espressione pugliese. Ma fra i due hanno quasi sicuramente il più grande numero di email registrate — usate, è un’altra cosa — del Paese, e un sacco di pagine inutili su cui mettere banner.

Ah, sì. Ed è l’unico portale che è al 100% italiano, dice l’egiziano. Ah, beh. Allora…

Creare posti di lavoro

Creare posti di lavoro è il mantra dell’Italia. A volte dicono addirittura “creare occupazione”, che è noto che se uno non è occupato, poi gli possono venire strani grilli — parola scelta non a caso — per la testa, tipo che non ha bisogno di tutte le cose che ha e per le quali scambia il tempo che gli rimane da vivere su questo pianeta.

Tutto in Italia deve “creare occupazione” o, meglio ancora, mancanza della stessa, stress per la sua mancanza, e ovviamente una lotta impari con chi non ha nulla e che è disposto a qualsiasi cosa. Tutto, anche ciò che chiaramente dovrebbe distruggere occupazione o, come preferisco dire io, far risparmiare ore-uomo di lavoro alla società.

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Lo stato della blogosfera italiana

A furia di leggere i miei vecchi post pieni di broken link sono arrivato a una mesta conclusione su lo stato della blogosfera italiana: dei blog che parlavano di web e tecnologia, ne rimangono tre: Mantellini, Diegoli e De Biase, quest’ultimo con una home assurda e molto bella al tempo stesso, e un indice che ricorda quello del Televideo.

Poi ci sono quelli scritti a più mani: èngheig (engage.it), la comunità delle marchette del mondo dell’adv. Esce la velina che dice che la tal azienda fa questa iniziativa, la si pubblica e amen. E’ su WordPress, ma nessun commento, e ovviamente nessun dubbio espresso dalla redazione prima o nessun check dopo su come è andata la campagna.

Infine c’è CheFuturo, che è una bellissima idea di Riccardo Luna che però a mio modesto avviso soffre di alcuni problemi, tipo un alto turnover di chi scrive gli articoli, una certa tendenza tutta italiana di alcuni di costoro a usare lo spazio per farsi delle auto-marchette e, non ultimo, il fatto che di vita e di commenti ve ne siano proprio pochi.

Creare una Pagina Facebook

Creare una Pagina Facebook per portare traffico al tuo sito, aziendale o non, è utile più o meno quanto lo è soffiare nelle vele per far andare più forte la tua barca a vela.