È già stato scritto tutto

Il dramma è che è già stato scritto tutto.

Orwell ci ha spiegato il comunismo e la Stasi, ben prima di Google e Facebook.

Huxley ci ha spiegato che la vera dittatura da cui non riusciremo mai a renderci liberi è quella fondata sulla cose che ci anestetizzano e che ci danno un piacere effimero.

Calvino ci ha spiegato Instagram. Tolstoj ci ha spiegato Facebook.

Ray Bradbury ci ha raccontato degli AirPod.

Mildred stava sorvegliando il pane tostato arrivare nel suo piatto. Aveva le orecchie tamponate da api elettroniche che l’aiutavano col loro ronzio ad ammazzare il tempo.

— Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Basta leggere.

Non è difficile. Basta non accendere la TV. Basta non avere un iPad.

Basta non voler riempire ogni attimo di nulla. O, peggio, di stronzate.

I giornali del futuro sono di carta

Ieri sono stato al MUST di Vimercate per una mostra su Depero.

Tu ti ricordi di un singolo banner che fra un secolo finirà in una mostra d’arte?

Il web, o almeno questa idea del giornale gratuito sul web pagato dai banner è un errore storico. Come le automobili in città, oppure la presenza delle aziende sui sosciàl.

Dicono: eh, ma la gggente passa x ore sui sosciàl o legge il giornale online. Se è per questo, la gente passa anche mezz’ora al cesso tutti i giorni, ma ciò non rende il cesso un posto dove abbia senso comprare pubblicità. E il paragone fra il cesso e il web ci sta tutto.

I giornali del futuro sono di carta!

Quello che metti sul web è un loss leader, in modo che poi prendano al volo le tue 4 pagine del Corriere della Sera gratis in metropolitana e non quelle dei competitor. Quattro pagine, con la quarta di pubblicità. Perché la pubblicità sulla carta funziona. O può funzionare, almeno. E sai che la compri sul Corriere, e che non finirà su un video jihadista.

O su Frank che fa le scoregge sulla gente al Parco Sempione.

Quello che metti sul web è un loss leader, in modo che poi si abbonino alla tua versione premium online. Purché tu abbia contenuti di qualità da vendere.

Quello che metti sul web è un loss leader, in modo che poi il sabato mattina comprino “Corriere della Sera Week-end”. Sveglia, che si sta facendo tardi.

Ti ricordi RSS?

Ti ricordi RSS? Bisognava dare ai lettori i propri contenuti, anche gratis e senza pubblicità, perché poi venissero anche sul sito dei giornali, dove c’erano i mitici banner.

Che però vengono venduti a una frazione (un decimo?) di quanto si sperava.

Quanti giornali mi segnalano ancora che posso scaricare il feed delle sezioni?

L’idea della content syndication non è morta. Solo che chi lo farà si farà pagare.

E pagare bene.

Giornali, Musica, TV

Apple lancerà un servizio tipo Apple Music, ma per le notizie.

Se in Music tengono il 30% dei ricavi, con le notizie chiedono il 50%.

Alla televisione americana HBO chiedono il 15%.

E c’è ancora chi ciancia della morte prossima ventura della televisione.

Opportunità con Internet of Things

Vi sono un sacco di opportunità per l’Italia con l’arrivo dell’Internet of Things.

Ad esempio, mentre Mozilla implora Amazon, Target, Walmart e Best Buy di smettere di vendere insecure connected devices (come se invece ve ne fossero di connected e secure…), le associazioni di produzione di mobili, letti, oggetti di design etc italiane potrebbero fare una bella campagna mondiale dicendo:

Noi siamo italiani, non ci facciamo i cazzi vostri. Le nostre lampade, i nostri armadi e i nostri letti non sono connessi.

Perché è inutile e anzi dannoso e ridicolo correre dietro a una modernità per la quale non siamo tagliati e che è un’autentica distopia.

Perché inserire strumenti di controllo e sorveglianza in prodotti fatti bene o di lusso è una follia. Come la TV in camera in un agriturismo.

In un agriturismo, nel 2019, devi mettere una cassaforte in cui gli ospiti possano lasciare i telefoni. Se la vogliono aprire, sono 50 Euro.

Perché bisogna avere il coraggio di dire no. Bisogna avere il coraggio di essere diversi. Bisogna avere il coraggio di prendere posizione.

Perché When The World Zigs, Zag.