Ancora sulle conversazioni

Tu mi dirai: ma no, dai: non è così. Nessuno è così scemo da pensare che qualcuno voglia avere una conversazione con una marca di burro, di sapone o di marmellata!

Nessun consumatore, sono d’accordo. Ma il QI medio dei markettari è inferiore.

E non è solo questione di QI. Quando passi giornate intere a disquisire di cazzate, va a finire che ti convinci di qualsiasi cosa e finisci per credere alle tue stesse balle.

Ma c’è un limite a tutto

Davvero? Anche alle puttanate dei markettari e dei fanboy della Silicon Valley?

Cerchiamo di essere ottimisti. Proviamo a credere che sia così. Proviamo a credere che nessun markettaro pensi che vi sia davvero gente interessata a diventare amica di una marca di burro e a scambiare quattro chiacchiere con una marca di shampoo.

Il che vorrebbe dire, tra l’altro, con l’account dell’agenzia PR di una marca di shampoo. Account la cui vita inutile gira intorno a raccogliere ‘like’ inutili sui social media.

Cosa vuol dire ‘conversazioni’?

È possibile che voglia in effetti dire chit-chat? Chiacchiericcio, insomma.

Ovvero: una volta erano solo le grandi aziende a potersi permettere di parlare.
Oggi lo può fare chiunque, e chiunque può raccontare tutte le balle che vuole.

E cosa fa quindi una grande azienda? Invece di far pesare il fatto che comunicano
dove comunicano solo le grandi aziende, si mettono al livello del chiacchiericcio.

Il che è una autentica follia, un suicidio in piena regola. Ma è di moda.

Messaggi ironici e divertenti

Secondo il parere di molti, quello di Ceres è un caso di successo sui sosciàl.

Io ho molti dubbi. Sei una marca di birra, non un comico che sta provando a sfondare a Zelig. Non so tu, ma io non so cosa farmene, dei loro messaggi ironici e divertenti.

Che messaggio mi sta arrivando? Che birra è Ceres? Di dove è? Che gusto ha?

Ho capito: scrivendo cazzate e facendo i simpatici hanno più engheigment. E poi?

Pubblicità. In televisione.

Prendiamo, invece, due altre birre che hanno scelto una strada diversa.

Birra Moretti è, almeno inizialmente, una birra chiaramente friulana.

Birra Messina ha deciso di fare uno spot in siciliano, coi sottotitoli in siciliano.

Ceres, quelli simpatici… Chi sono costoro? Di dove sono costoro?

Cosa sono? Una birra duepuntozero? Una birra sosciàl? Una birra per millennial?

Conversazioni con i consumatori

Questa delle aziende — anzi, dei brand — che devono avere conversazioni con i consumatori è una di quelle cazzate che fanno fatica a passare di moda.

La cosa che più mi intriga e che più mi colpisce è che non ci sia, che io sappia, una classifica del tipo di prodotti con cui i consumatori vogliono conversare…

Non sei curioso di sapere se chiacchierano più volentieri con i biscotti o la pasta all’uovo? Con gli spaghetti o i fusilli? I pelati o la pizza surgelata? La banca o l’operatore telefonico?

Con l’assicurazione o la marca dell’olio del motore? Con lo shampoo o il callifugo?

Ne vedo tanta, di gente che parla da sola. Con le cuffiette bianche, o anche senza.
Ma con le aziende… No, quella è solo un’allucinazione da markettari.

Berlinguer

Quando…

– chiami il partito Partito Democratico

– copi il logo di Forza Italia

– abbandoni la sede di via delle Botteghe Oscure

– eleggi Renzie come Segretario

– eleggi quel paninaro forzitaliota di Sala

– diventi il partito delle zone ZTL

– dichiari che un’allenza con Berlusconi è OK

poi non devi sorprenderti se qualcun altro prova a usare il nome di Berlinguer.

Le automobili e la sinistra

È un rapporto ben strano, quello fra le automobili e la sinistra.

In Italia è pieno di persone di sinistra, di ‘sinistra’, oppure anche di persone non di sinistra, e anche di persone di destra, che pensano che i parcheggi in strada, nelle nostre città, siano un diritto e non debbano essere messi all’asta, che secondo me è l’unica soluzione.

Ah, così chi può si prende il parcheggio e gli altri pedalano!

Esattamente!

Proprio così!

Con le centinaia di migliaia di Euro che si potrebbero raccogliere da chi ha davvero bisogno dell’auto per lavoro e che la dovrebbe poter scaricare, almeno in parte, e da chi non vuole privarsene, si può iniziare a costruire una città dove diventerebbe finalmente chiaro a tutti che spostarsi in città con mille o più kg di ferraglia non ha senso.

Perché oggi, purtroppo, può addirittura sembrare razionale andare in auto a Milano.

Il secondo mutuo

Perché la libertà, in particolare per i meno abbienti, non è il diritto al parcheggio gratuito sotto casa, come ci ha fatto credere Albertini, bensì il diritto a vivere in una città dove non è necessario pagare un secondo mutuo, quello per l’auto.