Il vaccino come arma

Il vaccino è usato non solo contro il Covid, ma anche contro chi la pensa diversamente.

Si veda questo bellissimo articolo.

In particolare, si sta cercando di usare il vaccino contro il temutissimo populismo.

Il Portogallo

Il paese europeo con la più alta percentuale di vaccinati è il Portogallo.

In Portogallo non mi risulta che abbiano fatto guerre ai non vaccinati.

Magari è perché in Portogallo il populismo è meno forte, mi dirai.

Magari.

Magari perché hanno una scuola che forma cittadini in grado di ragionare invece che adepti delle due grandi religioni nazionali, quella cattolica e quella della sinistra.

Magari è perché hanno il più basso livello di corruzione del Sud Europa e il più alto livello di libertà dei media del Sud Europa, due cose probabilmente non slegate l’una dall’altra.

Magari è perché la destra fa la destra, ma senza urlare o soffiare sul fuoco; e la sinistra fa la sinistra, ma senza fare guerre sante contro chi non la pensa al 100% come loro.

Magari è perché da loro la sinistra non vuole privatizzare l’acqua; o fare accordi, inciuci o bicamerali con l’avversario/nemico. O mettere Renzi o Letta a capo del partito.

O invitare in sede il nemico subito dopo che è stato condannato. O candidare tutti i candidati dell’altra parte che riesce a trovare, da Sala a Milano a Casini per il Quirinale.

Il vaccino contro il populismo

Invece, l’Italia essendo quello che è, e cioè un Paese nel quale più o meno chiunque è in guerra contro più o meno chiunque, si sta usando il vaccino contro Covid e populismo.

Sono mesi che i media soffiano contro chi, per qualche motivo, non vuole vaccinarsi; e contro chi vota o ha votato per formazioni meno tradizionali di rossi e bianchi (o neri).

L’idea è di far provare a passare a tutti i costi l’idea che quella del voto contro il sistema sia stata solo una febbre momentanea, anche se la si attacca come se fosse una grave malattia.

Un errore, non una risposta a carenze gravissime del sistema; e qualcosa che rientrerà, anche se momentaneamente il sistema a quella febbre ha dovuto allearsi per sopravvivere.

Secondo me non andrà così, e questa guerra non farà che portare ulteriori voti alla destra. Il che, per la sinistra italiana, è comunque meno peggio che sentirsi superati a sinistra.

3 liste comuniste

A un amico che ieri mi diceva che Milano dev’essere l’unica città al mondo in cui si presentano 3 liste comuniste, ho risposto: Solo tre?

Ora, non so quante siano davvero.

Ma sono sicuro che nessuna ha proposto la messa al bando delle auto private in città.

Purtroppo.

Tulipani

Non capisco un cazzo di cryptoballe, però ho trovato questo sito.

Dal quale apprendo che…

1- Bitcoin vale 800 miliardi di dollari. Ovvero quasi 4 volte Exxon / Esso.
Entrerà nel trillion-dollar club, con Apple, Google, Amazon, M$FT e Aramco?

2- Vi sono 6.827 criptovalute diverse, e 90 di queste valgono oltre 1 miliardo di dollari.
Ma dici davvero? Sì. E a cosa servono? Boh, lo sa il cielo. Forse.

3- Dogecoin, una criptovaluta creata per scherzo da un simpatico giornalista del New York Times, si situa al decimo posto in classifica. Vale di 27 miliardi di dollari.

E ricordati:

Dai Bitcoin non nasce niente, dal letame nascon i fior.

Copywriter

La qualità della ‘politica’ italiana la si può giudicare dagli slogan.

Oltre che dalle foto delle facce dei candidati.

Si cura

Iniziamo dal pediatra pistolero, che ci delizia con “Milano si cura”.

Strano che non sia stato premiato a Cannes.

Bassi

Tale Bassi, di non so che partito, dice: “Milano vola alto”.

Mi fa quasi simpatia.

Come prima…

“Come prima, più di prima”, dice una qualche lista legata a Sala.

Perfetto, per una città ferma agli anni ’50, auto e grattacieli.

Chi sbaglia paga

“Chi sbaglia paga”, ci dice il bel, si fa per dire, faccione di Salvini.

Prossimamente: “Chi fa da sé fa per tre” e “Non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco”.

E Sala?

Sala e la ‘sinistra’ cambiano gli slogan come se fossero mutande.

Il PD anni fa lanciò “Italia Bene Comune”, detto da un partito che vuole privatizzare l’acqua. I risultati furono quelli che furono, e lo slogan fu presto rottamato.

Sala 5 anni promise di portare gli spostamenti in bici al 20%. Non c’è riuscito, e quindi adesso ha copiato qualcosa di diverso da Parigi, la “Città dei 15 minuti”.

New Entry: il M5S

Per la prima volta, vedo cimentarsi con gli slogan anche i pentecatti.

Difficilmente avrebbero potuto fare peggio.

“Milano PrimaDonna”. Ma davvero? Cosa vuol dire?
Milano ha già avuto un sindaco donna, Letizia Moratti.

È un augurio che la loro candidata possa diventare primo cittadino? L’ultima cosa di cui questa città ha bisogna è un’altra primadonna, che sia donna o uomo poco cambia.

4 domande per Beppe Sala

Ho quattro domande per Beppe Sala e solo per Beppe Sala, perché è Beppe Sala che ha amministrato la città gli ultimi 5 anni, e l’altro io non lo considero neppure un candidato.

1. Obiettivo 2 milioni di abitanti?

Una dozzina di anni fa circa, la ‘destra’ che governava Milano ammise, anzi proclamò con orgoglio, che il loro obiettivo era di fare crescere la popolazione di Milano da 1 milione e 350 mila abitanti circa a 2 milioni entro i limiti del Comune.

La ‘sinistra’ insorse. È uno scandalo. E l’ambiente? L’inquinamento?

Io oggi vedo gru ovunque. Avete quindi lo stesso obiettivo della destra?

2. Il 20% di spostamenti in bici

Lei 5 anni fa mise la ciclabilità addirittura come primissimo punto del suo programma e promise, a pagina 25, che Milano sarebbe passata da un 6% di spostamenti in bici al 20%.

Le ultime stime disponobili, per il 2019, parlano del 6,8%, e per di più in discesa.

Ci può raccontare perché non siamo neppure vicini all’obiettivo?

3. La città dei 15 minuti

Questo giro ha cambiato promessa e slogan. Perché? Adesso promette quello che ha promesso Anne Hidalgo a Parigi, ovvero la città dei 15 minuti.

Non è un controsenso, in una città in cui si continua a favorire la grande distribuzione mentre i negozi chiudono e vengono sostituiti da appartamenti o da showroom?

4. Le auto elettriche

A Milano abbiamo un numero pazzesco di auto parcheggiate in modo irregolare, sui marciapiedi, in curva, in mezzo alla strada, fra gli alberi dei controviali etc.

Qualcuno parla di 100 mila auto. Qualcuno dice addirittura 200 mila.

So che lei è un grande fan delle auto elettriche.

Quando saranno tutte elettriche, secondo lei il problema sarà risolto?

5. Una quinta domanda…

Vedi anche: Una quinta domande per Beppe Sala.

La forza di Milano

La forza di Milano sono le automobili, secondo il candidato — pediatra! — di Forza Italia. Che partito di pirla! Peggio addirittura degli altri.

La forza di Milano sono 700 mila auto in una città di 1,4 milioni di abitanti.

La forza di Milano sono 100 mila auto parcheggiate illegalmente tutte le notti.

La forza di Milano sono 800 mila auto che entrano in città tutti i giorni feriali.

La chiamano mobilità

A Milano nelle ore di punta si gira a 10 km/h mentre a Copenhagen i semafori sono tarati in modo che le biciclette li trovino sempre verdi se girano a 20 km/h.

A Milano vinciamo cagate tipo Expo e le Olimpia di Milano-Cortina-PortoCervo, mentre Amsterdam ci soffia da sotto il naso l’Agenzia Europea del Farmaco.

La forza di Milano sono eventi che bruciano denaro pubblico e stufe che bruciano petrolio.