Bello autodefinirsi élite

Ultima Champions vinta, quella dell’Inter del triplete nel 2010. Mai vinto una Europa League, quando il Siviglia ne ha vinte 6 negli ultimi 15 anni.

E anche a tifosi, il motivo per il quale dovrebbe esserci la Juventus con il suo piccolo stadio e non il Napoli o il Borussia Dortmund che fanno il pienone non è chiaro.

Bello autodefinirsi élite e neanche tanto intelligente, di questi tempi.

In verità, la cosiddetta Supersega è solo l’ultima spiaggia di club falliti.

Supersega Europea

Previsione facile, a questo punto: rimarranno solo Juve e Real Madrid.

Così i carcerati potranno perdere la finale tutti gli anni.

i 15 minuti di Sala

Il neo-verde — come il colore dei dollari — Beppe Sala ultimamente ciancia di Milano come una “15-minute city”, copiando con un anno di ritardo il sindaco di Parigi Anne Hidalgo.

Sala, ti ricordo, è il responsabile di Expo poi passato a sindaco in modo che su Expo si facesse il meno luce possibile; è quello che in campagna elettorale cianciava di 20% di spostamenti in bici in città, che non ha fatto nulla per raggiungere quel difficile traguardo e che ora si è dimenticato della promessa (siamo sempre e abbondantemente sotto il 10%) ed è passato a una nuova promessa senza senso, in una città in cui i negozi continuano a chiudere e ad essere trasformati in appartamenti; è quello che in campagna elettorale si era fatto pizzicare più volte a lasciare l’auto posteggiata in doppia fila o dove è vietato “perché lui aveva fretta” (non come tu che non hai un cazzo da fare).

E ci sono pochi dubbi: Sala verrà rieletto, anche perché i suoi (supposti) avversari sono quelli che vorrebbero poter andare al Parco Sempione in auto…

Persino

Persino Linkedin, il sito dove se hai avuto un blog per 5 anni sei un “experienced manager in the publishing industry” ha più senso di Facebook. Persino Tuitter, il luogo dove i politici litigano su cazzate in mutande (in tv almeno si coprono).

Per non parlare di Instagram, dove in mezzo a insipide starlette almeno ci sono foto delle minne. Qualunque cosa ha più senso di un sito dove litighi su calcio o politica o chi ha detto cosa e fatto cosa con i tuoi ex compagni di classe delle medie…

Per chi si costruiscono le metropolitane

Per i costruttori, ovviamente.

E, ancor peggio, per liberare le città dagli autobus che danno fastidio alle auto.

Già tutto detto e scritto, ma ora abbiamo le prove.

Le prove

Facciamo finta che ogni auto trasporti in media 1,6 persone, anche se in verità ne trasporta sicuramente di meno. Avere 3,7 milioni di spostamenti in auto in meno all’anno, che sono poi la miseria di 10 mila in meno al giorno, vorrebbe dire quasi 6 milioni di viaggiatori che vanno non più in auto ma in metrò. Sugli 86 milioni previsti per la M4.

Ripeti con me: le metropolitane servono a chi le costruisce e a eliminare gli autobus dalle strade perché vi possano scorazzare meglio e più veloci (sic) le auto. Fino a quando la situazione tornerà esattamente quella di prima, che nessun ampliamento di autostrada, terza, quarta o quindicesima corsia, ha mai risolto nessun problema.

Stato biscazziere

Dopo lo Stato biscazziere, che dà il cashback, che a dirlo in italiano funzionerebbe meno bene, e anche ricchi premi, un set di pentole e magari anche una montanbaik a chi spende tanto, perché ha tanto, adesso arrivano i Comuni che invece di rendere le strade sicure preferiscono dare un (esiguo, in questo caso) premio a chi rischia l’osso del collo.

Una volta da queste parti, prima che si parlasse di lochèsciòn, si diceva: Ofelè fa el to mesté.