Adeu to the Machine

Cinque anni e mezzo con lo stesso telefono con Android.

Loggato, qualunque cosa facessi, con il mio account Gmail.

Gli ultimi anni senza usare Chrome e Search — e con un sacco di altra paccottiglia di BigG disattivata, tipo Drive, Google Play Edicola, Film, Giochi, Libri e Musica; Google+, Hangouts, Street View e YouTube — ma usando Calendar, Contatti, Gmail, Maps e Google Play Store.

Chissà quanti GB di dati forniti alla Machine di Google.

E, per non farsi mancare proprio nulla, usando SwiftKey.

Poi mi sono rotto i coglioni. Grazie /e/! Adeu to the Machine!

Fine agosto

Fine agosto, fine della transumanza. Domani si torna in pianura.

Rimangono da fare tante cose, ma non mi posso certo lamentare.

E una cosa importante l’ho risolta, e l’ho risolta alla grandissima.

Basta Google, basta tracker

Ho comprato un telefono senza Android e senza Google: una grande idea!

E ho deciso per la tolleranza zero: hai un tracker? Vai a fare in culo.

Ho eliminato Firefox Preview e perso ormai ogni fiducia in Mozilla.

Ho installato e poi eliminato NewPipe e l’ho sostituito con WebTube.

Qualunque servizio può essere isolato con una app o un browser dedicato.

Li isoli, e fanno meno danni Twitter, o anche Facebook o i servizi di Google.

E tutti gli altri. Nel mio caso, tutti quelli con una cartina, che non ho certo scelto di fare a meno di Google Maps per farmi fottere da car2go che uso una volta al mese.

Già che ci sono: raccontami come lo fai sul telefono con la mela da mille Euro.

E con Whatsapp come fai?

Whatsapp è una cosa tristissima. Non appena installi Whatsapp su un telefono Android normale, il figlio di puttana con le ciabatte copia tutto ciò che hai messo nei tuoi contatti del telefono o di Gmail. Tutto. Che so, i compleanni degli amici, le note che hai messo con i nomi dei loro figli che non ti ricordi mai, il numero della tua carta di credito che volevi tenere a mano durante un viaggio, le preferenze sessuali delle ex, qualunque cosa.

Whatsapp è una cosa tristissima. È un po’ come Windows, o anche peggio. È la prova che il prodotto, purtroppo, non conta quasi un cazzo. Contano i network effect. Punto. Se vai a vedere il numero di download su Android, vedi: Whatsapp, oltre 1 miliardo di download. Telegram, oltre 100 milioni di download. Signal, oltre 10 milioni di download. Jami, open source, decentralizzato e nettamente il migliore di tutti… oltre 50 mila download.

Con Whatsapp usi il secondo profilo del tuo telefono, quello di lavoro, che in teoria potrebbe essere controllato dal tuo datore di lavoro. Un motivo in più per non voler mai più lavorare da dipendente, come se ci fosse bisogno di un motivo in più. Installi Shelter, ti fa una copia, vuota, dell’app Contatti, e in questa inserisci solo quei cinquanta numeri di telefono che sai che userai con Whatsapp, e solo i numeri di telefono. Fottiti, Zuck.

I pieni poteri non esistono

I pieni poteri non esistono, e Salvini lo sa benissimo.

Non lo sanno invece i suoi avversari, e ci sono cascati in pieno.

Eccoli a parlare di difesa dal fascismo, o di un teorico centro-sinistra fatto da un solo partito, e per di più di centro-destra; oppure ergersi a difesa di una Costituzione che uno di loro, quello con il poster di Bob De Mita in cameretta, voleva spazzare via.

I pieni poteri non esistono in un Paese che non ha capito che il fascismo arrivò al potere in larga parte a causa di un vuoto di potere, e che ha sognato di poter essere governato da una assemblea di saggi e di fatto ha scelto di non essere governato da nessuno.

I pieni poteri non esistono e chiunque fosse davvero interessato alla difesa della Repubblica dovrebbe urlare al Capitano: Torni a bordo, cazzo! Venga lei a fare la finanziaria, a farci vedere come funziona la Reaganomics con 40 anni di ritardo!

Salvini vince comunque

In tanti hanno pensato, durante questa strana crisi di governo agostana, che il caldo fosse andato alla testa a Salvini. Feltri ha parlato addirittura de l’ora del coglione.

Quindi: Salvini è davvero così scemo? No. Ed è la domanda a essere sbagliata.

La domanda giusta dovrebbe essere: Salvini è davvero così astuto?

Prima si è attaccato al carro del M5S e ha invertito il risultato elettorale, raddoppiando, alle europee, il risultato già eccezionale ottenuto alle politiche di un anno prima.

Una volta esaurito il bacino di voti prosciugabili, e in vista di una legge finanziaria che probabilmente non vuole fare, ha staccato la spina. Perché Salvini vince comunque.

Se si va a votare, non vince da solo e neppure con l’appoggio della Meloni e avrà bisogno del vecchio Caimano, ma vince comunque. Se vanno al governo gli altri, stravince.

E gli altri, i ciula gialli e i pidioti, faranno di tutto perché stravinca.

Come fare del tutto a meno di Google

Sto giocando da tre settimane con un Samsung Galaxy S7 ricondizionato che ho comprato con già installato /e/. Solo una rom alternativa di Android, come continua a ripetermi Paolo. La più grande minaccia a Google che io abbia mai visto, controbatto io.

Apple è un competitor, ma al tempo stesso prende 9 miliardi di dollari all’anno da Google per mantenere Google Search come il motore di ricerca di default in Safari.

Quello di /e/ Foundation per ora è un progetto piccolo, ma è un qualcosa di totalmente diverso. Non ho più una singola app di Google. Scarico le app open source da F-Droid.

Come browser uso quello di DuckDuckGo e quello di /e/, una versione di Bromite. Per le email uso Tutanota. Uso NewPipe al posto di YouTube e Feeder al posto di Feedly.

Note, calendario e contatti li posso salvare nel cloud, il famoso computer di qualcun altro, con una installazione di Nextcloud, open source, gestita direttamente da /e/.

Le App Commerciali

Rimaneva il problema, per nulla banale, delle app commerciali. Facilissime da scaricare usando Aurora Store, ma che comunque ponevano seri problemi di privacy.

Perché la cosa curiosa è che le app di Google non sono piene di tracker. Google sa tutto di tutti con pochi tracker nelle loro app e tracker presenti in 4 siti web su 5.

E Google è gestita da persone serie, al contrario di Facebook, solo per fare un esempio. O al contrario della maggioranza delle altre mille e passa aziende che ci tracciano…

Questi piccoli fanno il lavoro sporco e svendono i tuoi dati per due lire a chi li userà per comprare monnezza, ehm, banner targettizzati, attraverso Google.

Questi piccoli o non tanto piccoli, tipo car2go, vanno eliminati. Se hanno una buona interfaccia mobile, li si usano dal browser, altrimenti si smette di usarli e amen.

Shelter From the Storm

E rimaneva, soprattutto, il problema di Whatsapp. Difficile farne a meno, ma peggio della gramigna. Whatsapp si copia TUTTE le info dei contatti Gmail che hai sul telefono, comprese eventuali note che sicuramente avresti dovuto salvare da un’altra parte.

Con Shelter, però, puoi creare un secondo profilo (un profilo “work”) sul tuo telefono e quindi puoi “isolare” le app che scegli di installare in questo secondo profilo.

È un po’ la stessa idea di Facebook Container, anche se, a dire il vero, Firefox ti consente di creare tutti i container che vuoi, mentre con Shelter hai semplicemente due profili.

Da qui la domanda: meglio mettere tutte le app che mi servono ma che hanno dei tracker nel secondo profilo, col rischio però che qualcuna di queste app si porti a casa anche i dati delle altre, oppure meglio metterci solo Whatsapp e un file ridotto con pochi contatti e poche info su questi contatti? Una volta risolto il rebus, si passa definitivamente a /e/! :-)

Il voto no

In questa semi-democrazia sotto tutela — e dove, tra l’altro, non si capisce bene che titolo abbiano i tutelanti — sembra che si debba a tutti i costi evitare un ritorno al voto.

Perché il Parlamento può esprimere un altro governo. Forse. E di nuovo fra forze che hanno poco in comune, anche meno in comune rispetto a quelli che sono durati 15 mesi.

A seconda di quanto uno è più o meno ottimista, si potrebbe dire i tutelanti sostengano che non si debba andare al voto perché hanno paura dell’uomo nero, o verde, di turno.

Al quale, peraltro, finiranno per fare un favore. Non vincerà adesso, se non si andrà a votare, ma vincerà fra quattro anni, perché non si può rimandare per sempre.

Oppure perché credono davvero in una democrazia puramente parlamentare che a dire il vero da un quarto di secolo c’è solo sulla Carta, e che avrebbero voluto cancellare.

O, più semplicemente, perché gli attuali parlamentari preferiscono trovare una soluzione mentre sono loro, e non altri, a ricevere un ricco stipendio e fin troppi onori.