Cose banali sul Brexit

Cose banali sul Brexit che sembrano quasi profonde, visto il livello…

Gli amici del PD sanno che è “tutta colpa di Farage”.

Certe idee non vanno neppure espresse, secondo i piddini.

Quelli di esperti di politica internazionale sanno che c’è dietro Putin.

Nessuno sembra chiedersi a cosa stesse pensando Cameron.

Non ha pensato di trovarsi un Paese diviso, con la Scozia pro UE?

Non ha pensato al casino di avere l’Irlanda divisa da una dogana?

Hanno svolto bene il loro compito oppure no i media inglesi?

Perché non hanno fatto notare i possibili casini di cui sopra?

E i Laburisti hanno segnalato quei due possibili casini?

Il deal negoziato da Theresa May e Bruxelles è un buon deal?

Se non lo è, è chiaro che è colpa di entrambi?

Non del Parlamento che non dice ok. Il Regno Unito non è la Grecia.

Entrambe le parti sono pronte da almeno un anno per un hard Brexit, vero?

O non è ancora arrivato il peggio di tre anni di incompetenza totale?

Da parte di tutti, dal primo all’ultimo, tanto in UK quanto sul Continente.

Nuovi clienti e vecchi clienti

Una volta le grandi aziende volevano sempre trovare nuovi clienti.

Era per questo che compravano pubblicità sui mass media.

Oggi si sono addolciti. Ok, rincoglioniti. È per questo che aziende che una volta vendevano mille esemplari di un modello di auto al giorno in Italia, come faceva Fiat con la Punto negli anni ’90, ora si scaldano per un centinaio di like. Un centinaio di fottuti like.

I piccoli esercizi commerciali, invece, vogliono sempre che tutto il mondo sappia del loro ristorante o della loro birreria. È per questo che, anni fa, si sono fatti fregare da offerte commerciali a un passo o poco più dalla truffa come quelle di Groupon.

Mai, invece, ho visto un piccolo esercizio commerciale usare Twitter o Instagram come dovrebbero essere usati. È così difficile scrivere: Oggi la lezione di spinning la tiene Carla invece di Marco? È così difficile mettere una foto del piatto del giorno?

Tutti contro Collovati

Tutti contro Collovati, che non vuole sentire donne parlare di tattica.

Di tecnica, preparazione atletica o motivazione pre-partita sì, ma guai a lasciare che le femmine parlino di tattica. Anche sua moglie, se ho ben capito, la pensa come Fulvio.

E tutti contro Vessicchio, che allo stadio andava per vedere le gambe pelose dei guardalinee e che trovava quindi inguardabile che un guardalinee fosse in effetti una guardalinee.

Tutto bene, o, insomma, tutto male ma amen, non è morto nessuno.

Mi chiedo sempre, però, quanto tempo ancora dovremo aspettare perché qualcuno in Italia dica che anche le donne devono potersi vestire col costume, salire sul palco e recitare a memoria le stesse parole e canzoni che recitano da due mila anni gli uomini.

Insomma, va bene essere tutti contro Collovati, ma quando si farà avanti qualcuno a dire che sarebbe ora di avere anche le donne prete? Le pretesse, se preferisci.

Why Join the Navy

Why join the Navy, when you can be a pirate?, come diceva Steve Jobs.

Gran bella frase, ma ha chiaramente fatto il suo tempo.

In primis, perché Apple, e non solo Apple, ma anche Amazon, Google, Facebook, oltre ovviamente a Microsoft, sono ormai la Navy, la Marina Militare, l’Establishment, il Gotha del capitalismo mondiale, le più grandi aziende al mondo con Esso e Ikea.

In secondo luogo, dove ci stanno portando questi che pensano tutti in modo diverso ma tutti uguale? Siamo passati dal computer che secondo Jobs doveva essere uno strumento, a bicycle for the mind, agli smartphone che sono un cappio, un SUV per l’anima.

Cosa ce ne dobbiamo fare di tutti questi pirati? Lanciano qualcosa, diventano milionari. OK, tutto bene. Ma dove stiamo andando? La privacy è diventata un lusso. Il contatto umano è diventato un lusso. Arruolatevi in Marina, che fate meno danni.

Freedom

Ogni volta che penso alla parola freedom — per non dire nulla del fatto che quel fenomeno di Veltroni abbia voluto ribattezzare il partito di Primo Greganti Partito Democratico — penso alla libertà di sterminare un intero popolo; a tre secoli di schiavitù; allo sfruttamento sistematico dei poveri; alla distruzione dell’ambiente; alla trasformazione di un intero Paese in un enorme centro commerciale. E, buon ultimo, al fatto che nessun Paese al mondo abbia un numero neppure paragonabile di persone senza freedom, in carcere.

Quasi l’1% della popolazione. Ben più che in Cina, Iran o Arabia Saudita.

Penso sempre a George Carlin. Oggi mi viene in aiuto Naked Capitalism.

Importante

Quel genio di Marotta su Icardi: C’è sempre la speranza di ritrovare un giocatore importante e che fa parte di un organico importante che ha bisogno del suo apporto.

Ma l’Inter è dovuta andare fino a Torino per trovare uno così?

Non ha rotto i coglioni sta gente e l’abuso dell’aggettivo importante?

Possibile che non si trovasse di meglio a metà strada?

Che so, all’A.C. Magenta, al Novara Calcio o alla Pro Vercelli.