E lo chiamano Linkiesta

Ma che inchiesta c’è bisogno di fare quando si hanno già tutte le risposte? Quando la giornalista, Lidia Baratta, deve solo convincere il lettore di una tesi già nota.

È tutta colpa di Grillo. O di Toninelli, reo di voler far rispettare le leggi, magari assurde e antiquate, ma tuttora in vigore, che riguardano il noleggio con conducente, ncc.

Leggo il titolo, e mi suona strano. Alla giornalista no. Non ti fai domande quando hai già le risposte in tasca e devi solo inventarti una storia per quegli stupidi dei lettori.

Come è possibile che ci siano ben 200 mila persone in Italia che fanno gli autisti privati? Ma piovono subito altri numeri perché, come noto, i numeri non si discutono.

Questi 200 mila autisti fatturano 2,5 miliardi di Euro l’anno. Cifra ragguardevole, penso, visto che so che ATM e Trenord fatturano entrambe circa 800 milioni di Euro.

Tassisti cattivi

E Toninelli vuole solo salvare il culo a quei pezzenti (e/o evasori) dei tassisti, scrive. A gente che dichiara in media solo 15 mila Euro all’anno. Dunque… Facciamo due conti?

Ma due conti semplici semplici, intendo, non una vera inchiesta o inkiesta che dir si voglia. 2,5 miliardi diviso 200 mila uguale… 12.500 Euro per autista.

Quindi le auto del noleggio con conducente dichiarano in media meno dei tassisti, anche se devono mantenere auto più di lusso? Domande che la giornalista non si fa.

200 mila non è possibile

Per quelli che fanno inkieste ma non sanno o non vogliono far di conto: a Milano, con 1.350.000 abitanti e 5.000 taxi, abbiamo un taxi ogni 270 persone.

Quante sono le auto nere a Milano? Se dovessi tirare a indovinare, io direi un decimo dei taxi. Secondo DriverHub, invece, sono 7.000, ovvero una ogni 193 abitanti.

Se anche fosse vero, se anche avessimo un’auto ogni 193 abitanti a Milano, puoi davvero pensare che ve ne sia una ogni 300 nell’intero Paese — cioè praticamente tanto comuni quanto lo sono i taxi a Milano — incluso in posti isolati quali il bel mezzo della pianura padana, le zone alpine o appenniniche o l’interno della Sardegna?

Ah, IlSole24Ore dice che gli autisti sono 8.900, non 200.000 come dice Linkiesta.

Ma non importa. À la guerre comme à la guerre. È tutta colpa di Toninelli, devo buttare merda addosso al governo e quindi mi invento le cose di sana pianta.

E poi mi lamento perché in Italia imperano le fake news. Quelle degli altri.

The Internet Is for Upstarts

As said, The Internet Is For Porn and Direct Marketing.

And for upstarts.

Internet advertising has been around for a quarter of a century and it has created no discernible brands in any category, as Bob Hoffman rightly pointed out.

That’s hardly surprising. The banner ad is the worst advertising format ever.

Those who like to blame Ad Tech for everything say that, if only banner ads were not targeted, they would carry a signal, and could contribute to the emergence of brands.

Not so.

The format sucks. You can’t tell a story. It’s the same format on The New York Times and on your cousin’s website. Internet users are flooded with way too many banner ads.

There are more problems that need to be solved than some would like to think.

Away

On the other hand, to say that the Internet has created no brands is not true.

Away, Glossier and Warby Parker are huge hits.

I’m sure there a quite a few more mid-level brands that made it.

This is what the Internet is for, apart from porn and direct marketing.

It’s a shitty, distributed, low-cost Kickstarter to help small companies emerge.

Then, if they ever make it, they will start doing real advertising.

Offline

Real advertising means offline.

Like the Big FANG. Facebook, Amazon, Netflix and Google.

Do the big brand you work for a favour: act like a grown-up.

Like the Big FANG, not like some small company operating in a basement.

Do real advertising, not the tricks the small guys do to get noticed.

Don’t make your brand look dumb just because you want to look cool.

I know, I know…

I know, we were all hoping for better things for this child of ours, the Internet.

Some hoped it would spread knowledge. Not fake news.

Somebody else said it was “unconceivable that we should allow so great a possibility for service… to be drowned in advertising chatter”. No, that was not Tim Berners-Lee.*

But porn, direct marketing and helping upstarts get a breakthrough is not too bad.

* It was Herbert Hoover, then US Secretary of Commerce, speaking about radio, in 1922.

Bottoncini del cazzo

Tanti anni fa scrissi — su Facebook, purtroppo, non qui — che i bottoncini del cazzo che indicavano la presenza del blogger o, peggio ancora, dell’azienda sui vari social media erano l’equivalente di “sito ottimizzato per Internet Explorer”.

Oggi ho scoperto che c’è di più: se hai messo un bottoncino che dice “metti Like a questo post” sul tuo sito o sul tuo blog sei un trafficante di dati al pari del più grande mentitore seriale della storia nonché fondatore dell’orribile sito blu.

Google Has To Go

No, Google has to go non vuol dire Google se ne deve annà.

Google deve essere fatto fuori.

Fatto fuori da me, si intende. Sul mio telefono e nelle mie scelte.

Come azienda, continuerà per decenni.

In foto vedi il mio telefono. Ancora con Android, ancora per poco.

Chrome è stato disattivato da almeno un anno.

E Gmail non è più sulla home. Ci sono Firefox Preview e Tutanota.

Mi sono reso conto che è molto più semplice di quello che pensavo.

Gmail, per dire, ormai conta ben poco per me.

Il lato negativo, invece, è che uso moltissimo Whatsapp.

Di Google rimarrà solo Chrome sul Mac, come secondo o terzo browser.

Per accedere ai loro servizi: poco Gmail, poco Maps etc.

Presto avrò un telefono senza Google. No, non un iPhone.

Sono un tradizionalista. Mi piace il buso dove infilare il jack delle cuffie.

Ma Bob che fine ha fatto?

Sì, Bob, l’app del PD che prese il nome da Bob De Mita, ras della Campania nonché idolo dell’ex segretario, che aveva il suo poster — e quello di Mandela — in cameretta.

Adesso arriva la nuova app del PD, con cui faranno volantinaggio digitale.

Devo aggiungere altro? Chi non ha voglia di ricevere santini digitali dal Partito?

Oh, ci sarà anche una sorta di competizione civica, la gamification.

Micojoni.

E chi ci lavora? Una decina di volontari.

Agli ordini di Francesco Boccia, quello degli F35 per spegnere gli incendi.

Secondo me le premesse ci sono tutte per un altro grande successo piddino.

Tredicesimo

Pare che DuckDuckGo sia al momento il tredicesimo motore di ricerca più usato al mondo, dopo Google UK e Google Italia e prima di Google Spagna (e delle versioni di Google di diversi altri Paesi, fra cui India, Russia, Turchia, Canada, Messico e Australia).

Ma è solo questione di tempo. Ho pochi dubbi: Top10 entro la fine dell’anno.