Tre milioni di alberi dove?

A Milano vogliono piantare tre milioni di alberi. Di nuovo. E poi: dove?

Al posto delle cento o duecento mila auto parcheggiate illegalmente, sui marciapiedi o fra gli alberi che erano stati piantati in epoche migliori fra i marciapiedi e la strada?

No, gli alberi li piantiamo fuori città, dove non danno fastidio alle auto.

Come le piste ciclabili, che facciamo intorno ai parchi. Prima intorno ai giardini di Porta Venezia, poi intorno al Parco Sempione, ora intorno alla zona di City Life.

Tre milioni di alberi, un’altra operazione cosmetica per non cambiare nulla.

Pubblicità digitale (bis)

Mi dispiace, ma non è pubblicità se… utilizza il peggior formato della storia, un formato col quale è difficilissimo far passare un messaggio. Utilizza il formato più ignorato della storia. Chi ti ha mai detto: hai visto che figo quel banner di ieri? Utilizza il formato più odiato della storia, e l’unico boicottato da mezzo miliardo di persone. Utilizza un formato che in un quarto di secolo non è riuscito a contribuire a creare un singolo brand. Utilizza il formato più cheap — in tutti i sensi della parola — della storia. Utilizza un formato che chiunque può comprare, col risultato che non passa il messaggio… “siamo grandi”. Utilizza un formato che, dopo aver fallito più volte come formato pubblicitario, è stato trasformato in un formato di direct response. Utilizza una targettizzazione spinta: ogni persona potenzialmente vede un messaggio diverso e quindi non è una promessa pubblica.

Mi pare evidente: purtroppo con un simile formato si può solo fare direct marketing.

The Internet Is For Porn and Direct Marketing

I am troubled by posts like the latest one from Doc Searls that praise the advertising of olden days and seem to imply that advertising on the Internet was hacked.

The Old Days

The good ol’ days were actually terrible. Advertising has always been a borderline and devious field. Advertising did create great brands, but for what kind of products?

Snake oil remedies. Booze. “The best sigarettes for your health”. And take two tablets of Alka-Seltzer after you ate more than you should have in the first place.

Mass-produced orange juice. Because, you know, squeezing the damn oranges yourself was too much of a hassle. And frozen mass-produced orange juice.

Tropicana. Or Minute Maid. Stuff that tastes exactly the same if you’re in Boston or Buenos Aires, Barcelona or Beijing. Ever wondered how that is possible?

What about margarine? Processed food? Frozen food? Frozen processed food. Refined everything. Diet soda, fat-free cheese and decaf coffee.

After WW2 a lot of shit was sold to consumers. Advertising certainly played a large role in making it possible, but I’m not sure there’s much to celebrate.

And last but not least: it’s true, advertising helped pay the bills. But not just for the New York Times. It also gave us the New York Post. And The Sun.

Then Ad Tech

Ad Tech did not come out of nowhere. Contrary to what Doc Searls seems to imply, advertising on the web was not hacked while it was sleeping.

The web was oversold to companies on the promise of interactive advertising and a one-to-one future. It didn’t work and we ended up where we are now.

Why was it assumed that consumers who were dodging advertising on television would want to interact with companies and their ads on the web?

The dotcom bubble burst, ad space on the web wildly outgrew demand and prices tanked. It was off to the races to see who could squeeze something out of the wasteland.

First it was affiliate marketing programmes and guaranteed results schemes such as Advertising.com. Then come Adsense. Finally, Google acquired DoubleClick.

Interactive advertising, then online advertising, then display advertising were rebranded as programmatic advertising. But they are still selling the same dumb banner ads.

Only, targeted. More targeted than ever. Targeting, in fact, is the only thing they are selling. Hey, we know this shit ain’t working, but at least you’re hitting the right target.

Except when your ads end up on videos of Neo-Nazis or Jihadists, that is.

Now, don’t get me wrong: I certainly dislike Ad Tech, and I have a lot of respect for people like Doc Searls who are looking for an alternative way to sell ads at Linux Journal.

But I’m not sure it’s going to work, and I am especially doubtful that it’s going to work for larger publishers. I have the feeling that there’s probably no going back.

No going back to a world — one of normal advertising on the Internet — that never was and probably never will be. Repeat with me: The Internet is for porn and direct marketing.

Reality Check

Ti ricordi le puttanate galattiche del Cluetrain Manifesto? I mercati che ne sanno più dei padroni; la forza dei consumatori; l’intelligenza collettiva della Rete etc.

Reality check: Chiara Ferragni; gli influencer; i tronisti di Instagram e i cretini che danno la carta di credito per un’offerta imperdibile per l’iPhone X a soli 19.99 Euro…

Le startup europee

Ho deciso di perdere del tempo a guardare una delle tante collezioni di liste delle “Migliori startup di… Berlino, Amsterdam, Helsinki, Madrid” etc.

Due considerazioni:

1- sono elencate anche “startup” che hanno più di 10 anni (!)

2- le uniche start-up europee che hanno senso secondo me sono non quelle che puntano a farsi comprare dai giganti della Silicon Valley — quelle sono solo un centro esterno di R&D a basso costo per gli americani che poi le comprano coi soldi “risparmiati” sulle tasse mettendo le sedi europee in Paesi farlocchi tipo Irlanda e Lussemburgo — bensì quelle che vanno contro la Silicon Valley, ad esempio chi sta provando a mettere in piedi browser, motori di ricerca, servizi di posta o di storage che rispettano la privacy.

Duo meraviglia

Ma quindi il duo meraviglia bianconero dopo aver distrutto il valore, anche economico, di Icardi, adesso fa partire la squadra per una tournée in Asia con Puscas, che non è neppure il nipote di Puskás, come centravanti titolare? Ma non possiamo rimandarli a Torino?

Non solo: in un mondo in cui valgono 200 milioni di Euro Pogba e Neymar, due che io non vorrei neanche gratis, come è possibile che il duo meraviglia non riesca a vendere Icardi per 50 milioni? Ma perché lo vogliono regalare ai carcerati di Torino, mi pare ovvio.