La morte di Grey

Grey, l’agenzia di pubblicità, è stata ammazzata. È stata ammazzata dai propri padroni, un’azienda che una volta produceva carrelli per la spesa e che oggi ciancia di essere una Creative transformation company, whatever the fuck that means.

In mezzo, per uno strano caso del destino, WPP ha comprato un grande numero di agenzie di pubblicità, senza però capire mai molto di pubblicità. Se hai due brand, AKQA e Grey, quanto devi essere scemo per preferire il primo al secondo?

E questa gente poi vuole disegnare strategie di branding per la tua azienda?

1917

Grey fu fondata nel 1917, l’anno della rivoluzione in Russia.

Grey fu la prima fra le cosiddette Seventh Avenue Agencies, in mano a impresari non WASP, in questo caso ebrei che lavoravano per le aziende, spesso di ebrei, che producevano vestiti nel Garment District di New York, a fare il grande salto.

Grey fu dove trovò il primo lavoro importante Bill Bernbach, e dove produsse pubblicità come queste per Orbach’s, un grande negozio di vestiti newyorkese.

Grey fu l’agenzia dove Bernbach divenne inquieto, contrario all’idea della pubblicità scientifica e dove finì per scrivere questa lettera ai suoi capi.

Grey è stata l’agenzia di Procter & Gamble per 6 o forse 7 decenni. E quelli di P&G, loro sì ne capiscono di brand e di riconoscenza e non si sono scordati della cosa.

Grey lavora per un quinto delle Fortune 500, le 500 più grandi aziende al mondo.

Vs.

AKQA is a digital design and communications agency.

Mala tempora.

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