Trovo che sia curioso che i giornali, che negli ultimi 5 anni sul web hanno fatto solo della gran SEO, si lamentino adesso di come Google rubi il loro lavoro e le loro notizie…
Dell and Twitter
Big news, boys: Dell had sales of $3 Million on Twitter. Which, for a company with revenues of 60 billion dollars a year, is about 0,005%. A major hit.
For their PR department.
Il Grande Inganno del Web2.0
E’ quasi due libri, visto che per metà parla di biblioteche e di cose di cui non so nulla. Per l’altra parte, mi sembrava quasi di averlo già letto, perchè è un libro2.0, uno potrebbe quasi dire, quasi scritto con – oltre che dedicato a – noi blogger: ci sono molte cose che avevo già letto nei commenti di vari blog, in particolare in quello di Mantellini, o di cui ho parlato via email con Fabio.
E’ un bel libro.
Vi sono almeno 4 pezzi di libro che vale assolutamente la pena di leggere:
-Il web2.0: una brillante operazione di marketing, p. 19
-Il desiderio di link e la piramide dei blog, p. 44
-Chi vuole distruggere l’idea comunitaria della Rete?, p. 53
-Ridurre i costi sfruttando gli Ugc, p.68
Fabio Metitieri, Il Grande Inganno del Web2.0 – Editori Laterza
Ciao Fabio
Pare sia vero, purtroppo. Nel mio piccolo, devo essere stato uno dei pochi a non averci quasi mai litigato, anche perchè ultimamente condividevo la maggior parte di quello che diceva. L’ho conosciuto circa 5 anni fa, per una intervista non banale su dating e social network. Ricordo che fu uno dei non molti a ringraziarmi per un piccolissimo omaggio natalizio fatto a tutti i giornalisti con cui avevo avuto a che fare. Ricordo il suo interesse per il mio libricino sulle dotcom andate a gambe all’aria. Ricordo che è stato forse il primo ad attaccare “il web2.0”. Ricordo il suo stile, spesso fin troppo polemico e che ha fatto sì che i suoi lettori ed estimatori fossero meno di quanti meritava – o di quanti meritavano di leggerlo. Pur molto triste per la sua scomparsa, sono felice che sia almeno riuscito a portare a termine il suo ultimo libro, Il Grande Inganno del web2.0. Ciao, Fabio.

