E ora… pubblicità!

E come altro avrebbe mai potuto pensare di fare soldi Twitter? Ma come, le conversazioni, il “web2.0”, e tutte ste pistolate? Appunto. Pubblicità. E così, se il tuo fusillo-twitter aziendale non ha raccolto grandi consensi, tutto quello che devi fare è investire in pubblicità e vedrai che qualcuno in più che si iscrive lo trovi.

Non molti, secondo me, che vorrei sapere quanti degli attuali iscritti sono né dipendenti né appartenenti al circo Barnum del web2.0, Barcamp, iPhone, premio Nobel per la Pace a Internet etc, ma qualcuno lo trovi. E così anche Twitter ha deciso di consigliare di comprare pubblicità a chi di web capisce pochino.

Il che è normale, per carità: come altro avrebbe potuto fare un miliardo di dollari al mese Google se non con un sistema automatico e un po’ opaco di vendita di pubblicità sul proprio sito e su milioni di altri siti di persone che continuano a pensare di vivere in un mondo in cui vi sono da un lato “i media” e dall’altro “gli advertiser”?

Ma consentimi di essere un po’ deluso. Mi viene da pensare a cosa avrebbe potuto essere, già oggi, il web senza Adwords/Adsense. Quasi tutti questi spesso insulsi siti di “contenuti” sarebbero spariti; fare una “campagna” pubblicitaria sarebbe mille volte più difficile, su dei “target” sparpagliati in giro per la Rete e decine e decine di piccole concessionarie.

In altre parole, senza Adwords/Adsense vi sarebbero state meno scorciatoie di tipo “pubblicitario” e sarebbe stato necessario un approccio del tipo: cosa posso fare per rendere il mio sito utile peri miei clienti? E magari addirittura: cosa posso fare per essere meno rigida come azienda? Ma non succederà, pare. Certamente non a breve.

DoubleClick duepuntozero

AD 2000: DoubleClick. AD 2010: DoubleClick by Google. Duepuntozero, insomma. Da che si capisce che anche le nuove dotcom – ah, no, non si chiamano più dotcom, le dotcom erano quelle dell’altra stagione, quella che adesso pudicamente chiamano web1.0 – dipendono dalla pubblicità. Quindi, dov’è tutta sta novità di questo web2.0? A parte gli angoli smussati, le tagcloud e i nomi ancora più stronzi di quelli dello scorso giro…

Non ci sono più scuse

Google ha completato l’integrazione con Doubleclick – tenendo il nome del peggior online brand di tutti i tempi, secondo me. A questo punto, per quanto può funzionare, tanto per chi la compra quanto per chi la vende, la pubblicità online funziona. Siamo vicini all’optimum tecnico, insomma. Liberi poi tutti, chi di provare a vendere servizi premium più che pubblicità, chi di usare il web per dare servizi ai propri clienti invece che per far loro lo shampoo e il lavaggio del cervello, chi di lanciare improbabili twitter aziendali, chi di provare a vendere la propria pubblicità in modo slegato e indipendente da Google…

Obama e IAB Forum

Obama: we want change!
IAB Forum: we won’t change ;-)

E’ solo una battuta, ma a volte ho un po’ la sensazione che aspettino con ansia il giorno in cui Colgate, Dixan e Mulino Bianco compreranno banner, banner con mamme neanche 30enni con un bimbo di 10 e una bimba di 8, bellissimi, e un papà manager figaccione e poco più che trentenne che vive in campagna. Ma non c’è nulla di male, e magari quel giorno arriverà, e avranno ragione loro, e la verità è che se pensi davvero di saper fare di meglio, devi farlo, e basta.
Per il resto, oggi non ho seguito nessun intervento – tranne metà di quello di Monty, da cui mi aspettavo di meglio, dopo gli show di SMAU 2006 e IAB 2007 – ma sono rimasto molto ben impressionato dal numero di persone e soprattutto dalla sensazione di solidità di un settore che aveva causato ed era poi stato travolto dalla scorsa bolla e che invece questa volta sembra molto più vero e solido del mattone, o dei mutui, o delle banche, per dire.
Mi sembra un ottimo segnale anche il ritorno in forze di Google a IAB Forum, anche se gli stand più belli secondo me erano quelli di Yahoo! e TSW. Per il resto, ho notato un sacco di concessionarie di pubblicità, cosa che capisco poco, visto che la Grande G è metà del mercato. I piccoli ci saranno anche l’anno prossimo o no? Questo pomeriggio, mi piacerebbe seguire qualche workshop, tipo quello di Mauro Lupi e quello di Miriam Bertoli. Vediamo come va.