Più che esterna, direi fuori come un balcone. A meno che il target non fossimo noi blogger che abbocchiamo, li prendiamo in giro e facciamo viral marketing. Ma non penso sia così.
Milano, piazzale Maciachini. Su soffiata di Alessio, sempre lui, Mr. Oz.
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Cliccano solo le casalinghe di Voghera?
Grazie a Gaspar, arrivo a questo post. Negli USA, pare, le persone che cliccano di più sono donne non molto giovani, del Midwest, che vivono fuori dai grandi centri urbani, che cercano concorsi e opportunità di vincere stronzate etc. E in Italia? Ci sono studi simili? Continuiamo a dire che il pubblico del web è colto, istruito, benestante, cittadino, fatto di quadri e professionisti etc. L’unica cosa di cui ci dimentichiamo è che queste persone, proprio perchè colte, indipendenti e senza tempo da perdere, della pubblicità se ne strabattono. Se così non fosse, basterebbe andare fuori dai teatri a fare volantinaggio per acquisire nuovi clienti. Stranamente, invece, chi ha poco tempo e tanta capacità di cercarsi le offerte che vuole tratta queste intrusioni tipiche da interruption marketing per quello che sono, e cioè una rottura di coglioni. O mi sto sbagliando anche questa volta?
Coglione, prendi l’autobus
Quando sento alla radio la pubblicità della Lancia Ypsilon Blue&Me – con tanto di connessione blùtut, che deve essere la pronuncia italiana di bluetooth, un po’ come offìs deve essere la pronuncia francese di office – mi cadono le braccia (non scrivo i coglioni perchè l’ho già usato nel titolo e poi va a finire che vado in keyword saturation). Con la nuova Lancia Ypsilon nasce la prima community car con cui potrai ciattare, ascoltare mp3 e conoscere nuovi amici. Nuovi amici della famosa community di quelli che sono in macchina, un gruppo di persone che ha molto in comune, un po’ come la community di quelli che in questo momento si stanno scaccolando. Coglione, dai retta a me: prendi l’autobus, che magari incontri una figa. Non si sa mai.
IAB – il giorno dopo
Ottima l’organizzazione, l’area espositiva e la partecipazione. Spassosa la gag di Marco Testa, a cui deve aver scritto la presentazione un qualche suo giovane co.co.pro che gli tirato un brutto scherzo. Si legge sullo schermo in una slide che il 50% degli investimenti sulla tv generalista non raggiungono il target di destinazione. Testa legge, poi alza lo sguardo, guarda la seconda fila e più o meno dice… ma no, signor Buitoni, cosa ha capito? Questa è un’esagerazione dei miei giovani filo-internettari che sono un po’ dei talebani…
Poi c’è quell’altro, il Presidente di UPA, Malgara. Pare abbia detto che Internet va bene per i prodotti di nicchia, la tivù per quelli di massa. Non è così, mi creda. La tivù va bene per i prodotti che si rivolgono al cervello di un bambino di 4 anni: giocattoli, detersivi che lavano più bianco, automobili da guidare lungo meravigliosi paesaggi in Toscana e acque minerali che ti fanno diventare una figa. Perchè, come noto, if you have nothing to say, then sing it! Internet usato in modo intelligente va bene per tutto il resto.
Ultima cosa, IAB è un convegno sulla pubblicità. Non so voi, ma io ho sentito un gran parlare di blog, wikipedia, skype, myspace, youtube, web2.0 e un sacco di altre cose che sono di sicuro molto più interessanti della pubblicità, ma che c’entrano ben poco e confondono inutilmente le idee. E’ un autogol, come sembrano pensare e non senza delle ottime ragioni Mafe e Maurizio, oppure un glorioso ritorno ai bei tempi della Gold Economy, quando le buzzword erano B2C, B2B, banner, personalizzazione, targeting etc?
