Rimescolamento dei popoli

Stasera ho sentito dire da un comunista, Damilano, che il 1989 ha rappresentato la fine delle frontiere e il rimescolamento dei popoli. Non la fine del comunismo.

E la fine delle politiche di sinistra da parte dei partiti di sinistra. No, è stato la fine di inutili frontiere e l’inizio dell’immigrazione, che è il nuovo sogno della cosiddetta sinistra.

Vox populi, vox dei

Le elezioni politiche sono l’unico tipo di crowdsourcing che funziona.

Non benissimo, magari, ma prova ad accettare i contributi di decine di milioni di persone per la costruzione di un ponte, un’operazione chirurgica a cuore aperto o anche solo una campagna pubblicitaria o la costruzione di un sito web e poi ne riparliamo.

Funziona e ci dà il peggior tipo di governo possibile, tranne tutti gli altri.

Funziona anche se c’è chi vorrebbe dire al prossimo come deve votare.

Funziona anche se le leggi elettorali sono spesso fatte senza cognizione di causa; o perché veniva comodo con i vecchi collegi elettorali, come il Mattarellum; o perché aiutava una parte politica, come il Porcellum; o perché ci si voleva orientare verso una soluzione cesarista, come nel tentativo renziano del cosiddetto sindaco d’Italia (sic).

Funziona forse anche perché spesso siamo messi di fronte a scelte che sono chiare solo sulla carta e che per un motivo o per l’altro verranno messe in pratica solo parzialmente. Funziona anche in Paesi rissosi, ignoranti e immaturi. Funziona purché non ci si aspetti troppo. Funziona perché se contasse qualcosa, non ce lo lascerebbero fare.

Quindi contribuite con i vostri famosi due centesimi e andate in pace.

Freedom

Ogni volta che penso alla parola freedom — per non dire nulla del fatto che quel fenomeno di Veltroni abbia voluto ribattezzare il partito di Primo Greganti Partito Democratico — penso alla libertà di sterminare un intero popolo; a tre secoli di schiavitù; allo sfruttamento sistematico dei poveri; alla distruzione dell’ambiente; alla trasformazione di un intero Paese in un enorme centro commerciale. E, buon ultimo, al fatto che nessun Paese al mondo abbia un numero neppure paragonabile di persone senza freedom, in carcere.

Quasi l’1% della popolazione. Ben più che in Cina, Iran o Arabia Saudita.

Penso sempre a George Carlin. Oggi mi viene in aiuto Naked Capitalism.

È già stato scritto tutto

Il dramma è che è già stato scritto tutto.

Orwell ci ha spiegato il comunismo e la Stasi, ben prima di Google e Facebook.

Huxley ci ha spiegato che la vera dittatura da cui non riusciremo mai a renderci liberi è quella fondata sulla cose che ci anestetizzano e che ci danno un piacere effimero.

Calvino ci ha spiegato Instagram. Tolstoj ci ha spiegato Facebook.

Ray Bradbury ci ha raccontato degli AirPod.

Mildred stava sorvegliando il pane tostato arrivare nel suo piatto. Aveva le orecchie tamponate da api elettroniche che l’aiutavano col loro ronzio ad ammazzare il tempo.

— Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Basta leggere.

Non è difficile. Basta non accendere la TV. Basta non avere un iPad.

Basta non voler riempire ogni attimo di nulla. O, peggio, di stronzate.