La quarta volta

È almeno la quarta volta in vent’anni che il PD e precedenti brand decide che, finita l’esperienza di un governo, è meglio tirare avanti fino a fine legislatura.

Ti diranno che questo atteggiamento è nello spirito della Costituzione. Quella stessa Costituzione, peraltro, che avrebbero voluto stravolgere con la cosiddetta riforma di Renzi.

Però poi bisogna anche guardare ai risultati, e forse farsi qualche domanda.

1998

Cade il primo governo Prodi. Si decide che D’Alema deve diventare il primo ex PCI a fare il Presidente del Consiglio. Risultato: Berlusconi stravince le elezioni politiche del 2001.

2011

Fra cene eleganti e spread, cade l’ultimo governo Berlusconi. Bersani decide di passare la patata bollente a Monti. Risultato: il M5S quasi vince le elezioni politiche del 2013.

2016

Vince il NO al referendum sulla Costituzione. Cade il governo Renzi. Si decide di fare un nuovo governo, con Gentiloni. Risultato: il M5S stravince le elezioni politiche del 2018.

2019

Un mojito di troppo, e cade il governo giallo-verde. Si fa un altrettanto improbabile governo giallo-rosso. Risultato: cade l’Umbria. Vedremo Toscana ed Emilia Romagna.

Fascismi veri e immaginari

Seguo la cosiddetta ‘politica’ dal 1990, quando l’arrivo sulla ribalta dello statista di Cassano Magnago rese i dibattiti politici se non più interessanti, almeno più coloriti.

In questi anni, il PD-e-precedenti-brand ha dato del fascista a chiunque abbia osato mettersi fra loro e il potere. Il che, considerato quanto sono scarsi, non era così difficile.

Prima Bossi, uno che invece di venerare il tricolore come i fascisti, ci si puliva il culo. Poi Berlusconi, uno per il quale lo Stato era solo uno strumento per poter fare soldi. Più di recente, Grillo, un comico. Un comico che era amico di Dario Fo e Sandro Pertini.

Forse ancora più interessante il caso della nuova Lega, dapprima rispettata da Napolitano ai tempi di Maroni e poi ignorata i primi tempi con Salvini. Fino a quando sono cresciuti, al punto di diventare un competitor e di venir chiamati fascisti. Non trovando di meglio da fare, il PD ha addirittura fatto un governo coi fascisti di prima, quelli del comico.

Tutte le stagioni

Gentiloni è l’uomo giusto per tutte le stagioni. Ministro delle Telecomunicazioni, Ministro degli Esteri, possibile candidato sindaco per il Comune di Roma, poi presidente del Consiglio e ora, pare, Garante alla Concorrenza dell’Unione Europea.

I casi sono due e solo due: o è un genio incompreso, il Leonardo da Vinci della politica, oppure è un piacione che non sa un cazzo di niente e che esegue gli ordini giusti.

I due cretini

PD e M5S hanno lasciato un tema, la lotta all’immigrazione indiscriminata, che era ed è di sinistra — alla fine, più disperati disposti a raccogliere i pomodori o lavori simili ci sono, e più scende la loro paga oraria — a un partito di destra e ora si dovranno sorbire la flat tax.