Italia punto it

Scopro che quasi 10 anni dopo le feroci critiche al sito col logo a forma di banana e Rutelli che lo “spiega” al mondo in inglese, Italia.it sarebbe da rifare integralmente.

Il dramma non è tanto che vada rifatto, con un’altra assurda spesa, bensì che quella roba sia stata online per quasi 10 anni. E che il prossimo sito rischi di essere dello stesso livello.

Io avrei un’idea. Come sai, amo fare le cose sbagliate nel modo giusto.

Io sul dominio Italia.it scriverei semplicemente:

L’Italia la conoscono tutti e non abbiamo bisogno di presentarla.

Siamo molto più bravi a fare il caffè (a rotazione: il gelato, la pizza, il tiramisù) che a fare siti web. Vieni: non te ne pentirai!

Lo scriverei in italiano, e sotto ma più in piccolo anche nella lingua del visitatore e in inglese per sicurezza. Scriverei anche: Please learn some Italian. You’ll have more fun.

Farei girare dieci o venti foto straordinarie come sfondo, e non solo foto di posti, ma anche foto di persone, di persone che fanno cose, baristi, pizzaioli, gondolieri, artigiani.

Farei un sito di una sola pagina, con un link per prenotare a Booking.com o simile, in cambio di una fee fissa e di un po’ di promozione dell’Italia come destinazione sul loro sito.

A chi devo mandare l’IBAN per riscuotere un paio di milioni di Euro per la consulenza?

The most political decision

The most political decision you make is where you direct people’s eyes. In other words, what you show people, day in and day out, is political… And the most politically indoctrinating thing you can do to a human being is to show him, every day, that there can be no change.

— Wim Wenders

Politics and the English Language

Now, it is clear that the decline of a language must ultimately have political and economic causes: it is not due simply to the bad influences of this or that individual writer. But an effect can become a cause, reinforcing the original cause and producing the same effect in an intensified form, and so on indefinitely. A man may take to drink because he feels himself to be a failure, and then fail all the more completely because he drinks. It is rather the same thing that is happening to the English language. It becomes ugly and inaccurate because our thoughts are foolish, but the slovenliness of our language makes it easier for us to have foolish thoughts.

— George Orwell, Politics and the English Language, 1946

Il Presidente di You

Renzi non è il primo clown ad arrivare in alto nella storia della politica italiana. Abbiamo avuto un Presidente della Repubblica che cantava O’ Sole Mio in giro per il mondo.
E poi, ovviamente, la musa e la grande ispirazione di Matteo, suo papà Silvio.

Ma Renzi è il primo Presidente del Consiglio che è stato scelto con un telequiz.
Per di più, da Napolitano, neppure dagli italiani con un bel televoto.

Ed è il primo Presidente del Consiglio con un hashtag: #cambiaverso.
Cambiaverso e governa con Alfano e Verdini, e candida De Luca in Campania.

Renzi è il Presidente del Consiglio di un’epoca che ci ha detto che il protagonista del mondo è YOU. Sei tu che fai la storia, quando condividi foto dei piedi in spiaggia su Instagram e i video delle Mentos su Facebook. Mosca, Pareto e Michels, chi erano costoro?

Nello strano rapporto di Berlusconi con l’Italia c’era sì l’idea che “sono anche io un cazzone come voi” (e uno con tanti numeri di telefono di amiche sul cellulare come voi). Ma uno come voi che però ce l’ha fatta alla grandissima, e ha vinto 5 Coppe dei Campioni.

Renzi no, e lo sa, e ama quindi farsi vedere come uno qualsiasi, anzi francamente pure più sfigato dell’italiano medio. Le ridicole foto col giumbotto di pelle, il regalo della maglia della Fiorentina alla Merkel, le scarpe da agente immobiliare, le foto goffe sugli sci.

Pare che quando De Gasperi andò negli Stati Uniti la prima volta, si dovette far prestare il cappotto, che non ne aveva uno (o ne aveva uno brutto e vecchio). Renzi ne ha uno dell’Upim, e in foto con la Merkel se lo allaccia tutto storto. Io non credo per errore.

Nulla sembra essere lasciato al caso. Tutto sembra volerci far credere che sia solo il ragazzo sfigato dell’oratorio e non il cinico e famelico squalo che con tutta probabilità è. Perché un Paese che è tutto apparenza non inizia a farsi qualche domanda?