Sant Jordi

Fin dal primo mattino, fin dal mio quartiere, librerie con i banchetti direttamente in strada e venditori di rose ovunque, dagli attivisti politici che raccoglievano soldi per il partito a ragazze che volevano pagarsi gli studi a chi semplicemente cercava di trovare il modo per arrivare a fine mese. Nessuna protesta o minaccia del “sindacato dei fiorai”. In centro, un kilometro e mezzo della più bella strada della città, Rambla de Catalunya, completamente chiusa al traffico per tutto il giorno. Decine e decine di stand di librerie piccole e grandi. E anche qui, rose, tantissime. Stand di partiti politici, da Convergencia a Esquerra Republicana de Catalunya, con gente che stringeva mani, senza guardie del corpo. Nessun ristorante della strada, solitamente piena di avventori a tutte le ore del giorno e della notte, pare se la sia presa con “il sindaco comunista” che ha fatto loro perdere fatturato, come sarebbe sicuramente successo da noi. Ressa, ma ressa vera, per comprare libri. Bellissimo.

Su Renzi e il PD

Io non ho nulla contro Renzi. Anzi, mi stava anche simpatico, prima della sua campagna per le primarie un po’ troppo markettara, e prima che iniziasse ad andare da “Amici” con su il giumbotto come Fonzie nel tentativo di sembrare “uno di noi”. E no, non sono uno di quelli preoccupati perché Renzi sarebbe “più a destra” della linea del partito, che non me ne frega nulla né del partito né della linea del partito, che se “sinistra” vuol dire difendere a spada tratta il “posto fisso” di chi ce l’ha e fottersene degli altri, io non so cosa farmene, di questa “sinistra”. E no, non penso neppure che Renzi sia un berlusconiano. Penso anzi, al contrario, che sia l’unico del PD che vuole battere Berlusconi, con cui gli altri inciucciano fin dai tempi in cui Renzi andava alle scuole elementari.

Detto questo, penso però che Renzi dovrebbe non solo criticare e spronare il suo partito, ma anche guardare in faccia la realtà. Il partito in cui milita non ha solo tanti militanti e tanti volontari, ma anche molte persone che campano di politica, chi per lavoro, chi per carriera, chi per ricevere favori. Il partito per cui milita ha ricevuto 45 milioni di Euro di “rimborsi elettorali” per le sole elezioni dello scorso febbraio, probabilmente già pagati dallo Stato, diversamente dai crediti che tante imprese vantano nei confronti dello Stato da anni. Il partito in cui milita non può stare in piedi senza quei soldi, come diverse persone all’interno del PD hanno onestamente fatto notare. Sarebbe il caso che Renzi smettesse di promettere quello che, se resta nel PD, sa benissimo di non poter fare.

E’ inutile andare in giro a raccontare di aver pubblicato online i nomi dei tanti signori Rossi che hanno donato dei soldi per la sua campagna per le primarie. Va benissimo, per carità, ma quei soldi sono se va bene l’1% di quello che il suo partito ha incassato lo scorso febbraio, e non c’è ovviamente modo di diminuire le uscite del suo partito del 99%. So bene che “a sinistra” stanno aspettando uno che li faccia “vincere” come si aspetta il Messia, ma dovrebbe esserci un limite alle cazzate che uno racconta e alle cazzate a cui uno crede. Se Renzi esce dal PD, dovrà provare a mettere in piedi un’organizzazione come il M5S, e non sarà semplice. Se rimane nel PD, lo potrà sicuramente svecchiare un po’ e magari far vincere, ma non cambiare il dna partitocratico del partito.

Barcelona es mou

Barcelona es mou. E si muove bene. 5 linee di Metro fatte e finite; 2 linee di Passante gestite da un’altra società locale che servono la “zona alta” e che vengono contate come L6 e L7; una linea mancante, “alla milanese”, la L8; e tre nuove linee per ora per la maggior parte in costruzione (sì, stavano facendo a gara con Madrid a chi aveva più linee di Metro). Più qualche pezzo urbano gestito da Renfe e i Tram che sono vere metropolitane di superficie lungo le parti alte e basse (ma non centrali!) della Diagonal.

Raramente devi aspettare più di un paio di minuti, e solo una volta sono salito su una carrozza strapiena come è normale a Milano negli orari di punta. Il biglietto singolo costa 2 Euro, il carnet da 10 biglietti 9,80 Euro, e l’abbonamento mensile 52 Euro. Non so se coprono una percentuale maggiore o minore delle spese rispetto ad ATM, ma il servizio è di sicuro molto migliore. Probabilmente hanno capito che lo scopo del servizio pubblico non è di “fare utili” per distribuire bonus ai “dirigenti”.

Lo stesso traffico di superficie, pubblico e privato, “si muove” bene. E’ fluido, insomma, e stanno anzi pensando di renderlo ancora più fluido razionalizzando cento anni di percorsi e fermate degli autobus, rivedendo in toto la struttura della rete di superficie, creando itinerari per autobus dritti e in corsie protette (qui basta una riga continua bianca e una scritta “BUS” e nessuna auto invaderà la corsia dell’autobus), in verticale (Linee V), in orizzontale (Linee H) e in diagonale (Linee D).

Sarebbe bello – soprattutto per chi vive nel centro di questo “sistema di comunicazione”, ovvero l’Eixample – se il prossimo step prevedesse non solo traffico più fluido, ma proprio meno traffico, perché il traffico è un male in ogni caso, anche quando è fluido (ed è fluido anche grazie a strade a 3, 4 o 5 corsie in un solo senso di marcia), che 40 auto potrebbero essere sostituite da un solo bus, o da bus e bici. E muoversi in una città moderna è necessario, ma vivere è anche meglio.

Essere di sinistra

Essere di sinistra in Italia non è una cosa semplice. Anche da capire, proprio. Per dire, devi odiare Israele 364 giorni all’anno, e poi un giorno all’anno essere contrito – anzi, più contrito degli altri, che se no non sei “di sinistra” – perché ne hanno messi qualche milionata nei forni. Forse è per questo che, abituati a simili acrobazie, nessuno o quasi, da sinistra, sta criticando Napolitano per la scelta dei 10 “saggi”. Sì, certo, sono tutti uomini, ricchi, anziani etc. C’è di peggio. C’è chi, leghista, ha la moglie condannata per truffa alla Regione Lombardia, altro che Roma ladrona. C’è chi, presidente dell’Istat e quindi in teoria in grado di far di conto, ha avuto l’incarico di studiare come livellare i compensi dei politici italiani a quelli europei, e non è riuscito a farcela. C’è uno che ha detto che Eluana Englaro è stata uccisa (“Era ancora in grado di partorire”: rimane irraggiungibile, il suo padrone).

Poi c’è uno “di sinistra”. Uno che promise pubblicamente a Berlusconi, alla Camera dei Deputati, addirittura, che i suoi interessi non sarebbero mai stati toccati. E questi qui, per quanto incredibile possa sembrare la cosa, non sono stati nominati da uno “di destra”. No, no, sono stati nominati da uno “di sinistra”, anzi da uno così di sinistra che era comunista, e così comunista che era a favore dell’invasione sovietica dell’Ungheria. Forse è anche per tutti questi motivi che, pur essendo a favore della scuola pubblica, della sanità pubblica, dell’indirizzo (sensato) dell’economia e del controllo della finanza, della lotta non solo a ogni forma di illegalità ma anche semplicemente a posizioni economiche dominanti etc, non solo ho sempre fatto fatica a capire la sinistra italiana, ma non ho mai tenuto ad avere un bollino “di sinistra”. Forse anche perché non ho mai puntato a un “posto”.