Il nulla vestito di nulla

Il PD è il nulla vestito di nulla. Certo, non si sono mai puliti il culo con la bandiera, non hanno mai detto che Eluana era viva perché “ancora in grado di fare figli”, che il fascismo mandava i dissidenti in gita al mare, che…

Ma cosa hanno fatto? Si sono indignati. Tante volte. E basta.

Hanno mai coinvolto i cittadini su legalità, ambiente, difesa della Repubblica, partecipazione? No. Mai. Lo hanno fatto altri, in modi e tempi diversi, con più o meno successo: le Agende Rosse, il Movimento Viola, Giustizia e Libertà, i referendari, Di Pietro; tanti comitati di cittadini, e ora Beppe Grillo.

Ha mai formulato il PD un vero e proprio piano contro l’egemonia culturale della destra, delle banche, della finanza, dei “mercati” etc? No. Anzi. Si sono bullati dela fatto che Goldman Sachs sperava vincesse il PD. Di cosa hanno parlato in campagna elettorale? Del nulla: praticamente solo di alleanze; ma quali alleanze? Dipende dalla Legge Elettorale, perché per loro Monti o Vendola è uguale.

Di cos’altro hanno parlato? Di cose vaghe: il “lavoro” (eh, il lavoro; ma senza avere nessuna idea), l’Europa, i giaguari da smacchiare, questo partito qui, quella roba là… Per forza che hanno bisogno di Berlusconi: senza Berlusconi, non sono nulla. Per forza che hanno paura di Grillo: Grillo è un vulcano di idee, condivisibili o meno. Loro sono il vuoto assoluto. E adesso? Si divideranno le due “anime” del partito? Non penso: il PD non è un partito, bensì un ufficio di collocamento. Il Kennedy della Brianza metterà in piedi un suo partito? Sarebbe bello, ma temo di no.

“Ma io sto con Civati”

Dire “Ma io sto con Civati” non ha senso.

Non stai, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti ma forse non lo è, votando un partito “moderatamente di sinistra”, un partito che sta con Prodi, per dire, mentre tu vorresti un partito più a sinistra, e che speri di condizionare con il tuo sostegno a posizioni più di sinistra. Le cose non stanno così. La verità è che stai votando un partito che si bulla sul proprio sito del fatto che Goldman Sachs voterebbe per il PD (!); un partito che è al governo con Berlusconi da 18 mesi (16 novembre 2011, Governo Monti); e un partito che è sommerso dagli scandali, da Penati a Sesto San Giovanni a MPS a Siena fino a ILVA a Taranto e che si è alleato con Berlusconi probabilmente anche per risolvere questi “problemini” con la “pacificazione”.

Dire “Ma io sto con Civati” è più o meno come dire “Ma io sto con Montanelli”.

E poi votare Berlusconi.

Lifetime Value of a Voter

Qual è il Lifetime Value of a Voter? Un fan, ma di quelli veri, non quelli di Facebook. Uno di quelli che segue il partito anche se i “compagni” cinesi sparano addosso agli studenti, come dei Pinochet qualsiasi; anche se cade il Muro di Berlino e viene finalmente liberata l’Europa Centrale e poi finisce anche l’Unione Sovietica; anche se l’allegra armata Brancaleone di Occhetto va a sbattere sugli scogli; anche se arriva sulla scena l’Andreotti rosso, o nero, o rosso-nero, quello coi baffini, e si va avanti per altri 20 anni di inciuci con Silvio, fino al punto di farci un governo “politico” insieme…

Il potere spacca chi non ce l’ha

Chi si aspetta il crack del Pd sta prendendo un grosso granchio. Le separazioni politiche (quelle toste) nella storia sono avvenute solo per grandi divisioni valoriali ed ideali (Comunisti e Socialisti, liberali e fascisti ecc.). Qui non siamo di fronte ad uno scontro sul modello di società o più semplicemente su quali ceti sociali rappresentare, sui principi da difendere a spada tratta ecc.. Il Pd non può essere scosso da queste nobilissime pulsioni perchè è una specie di porto di mare. Socialista e comunista, democristiano, liberale e liberista, laburista e interclassista, laico e cattolico, per i diritti civili ma anche no, per la pace e per le missioni di guerra e via incoerendo. E questo non costituisce un problema per loro, anzi la pratica del “tutto e il contrario di tutto” la definiscono “una risorsa” (perché pensano che porti più voti). Quello che può dividerli è il solo collant che li ha uniti e che li tiene insieme : il potere. E su di esso litigano, si azzuffano, si fanno gli sgambetti, ma poi, quando vedono il pericolo, trovano la quadra. Se non fosse così non si spiegherebbe, per esempio, come “Giovani Turchi” e rivoluzionari di professione dichiarati come Orsini e Fassina, si alleino con un semiberlusconiano come Renzi. Si spiega con la possibilità di “un patto di spartizione generazionale” e cioè a me il Governo (Renzi) e a voi il partito (Turchi). Un patto contro i vecchi, capitanati da quel Napolitano, che (sic) proprio i giovani leoni del Pd, “con grande senso della lungimiranza” hanno praticamente riportato al Quirinale “ a furor di popolo”. Gli esodati, i disoccupati, i cassintegrati e tutti gli ati che fanno la fame si rassegnino. Date retta , lasciateli perdere. Loro (il Pd) ormai sono saldamente in mani “nemiche”. Per chi è di sinistra è ora di fare altre cose.

– Ciuenlai (via Facebook)