Ma quale Expo…

Se Milano vuole avere un futuro come destinazione turistica, Expo 2015 non serve a un cazzo. Bisogna per prima cosa mettere a posto la città, che è conciata come una città albanese, e poi far leva su: Moda; Design; La Scala; Inter e Milan; e soprattutto su Milano come città di Leonardo, con il Cenacolo, il Castello in cui far vedere le sue invenzioni e i Navigli da recuperare e da far tornare in uso il più possibile, per i turisti e non solo.

Istantanee da Barcelona

Bonanova, Sarria, Tres Torres, Galvany. Come in ogni, i ricchi hanno capelli e occhi più chiari della media, bimbi che sembrano usciti da pubblicità del Mulino Bianco, auto invariabilmente troppo grosse e cani assurdi che fanno “passeggiare” alle domestiche.

Il M5S è come Napster

Il M5S è come Napster. Ma legale. Ti ricordi? La sensazione che le regole fossero cambiate per sempre, e che non ci fosse più nulla da fare. Tutto ad un tratto, capire che di quelle 25 mila lire che spendevi per un CD, al tuo gruppo preferito arrivavano 1000 lire, forse 2000 se erano famosi, e che tutto il resto finiva in mano a intermediari e faccendieri vari, gente che vedeva nella musica non passione ma solo un business.

E un po’ di anni dopo, scoprire che vi era anche musica diversa, di gruppi che secondo i talent scout non avevano “i numeri”, ma che mettevano online il loro lavoro dicendoti: dammi pure tu quanto vuoi per scaricarlo. Un po’ come trovarsi a Parma, la sera finale della campagna di Federico Pizzarotti, e svuotare le tasche di qualche Euro per aiutare un partito. E pensare: non ci avrei mai creduto!

Rancorosi della peggior specie, nati e cresciuti in in mondo ormai passato, gente il cui lavoro era diventato inutile e anzi dannoso ma che lo stesso pensavano fosse un loro “diritto” che le cose non cambiassero mai. Gente che era disposta a qualsiasi cosa, balle raccontate ai giornali e cause legali milionarie, pur di non arretrare di un centimetro di fronte a un’onda che stava per travolgerli.

Il M5S é come Internet. E’ scoprire che prima o poi la disintermediazione arriva davvero, e che non avrai più bisogno di parlare con la concessionaria di pubblicità che ti racconta cazzate sui loro meravigliosi utenti “profilati” e “in target”, con il venditore con il suo orologio grande quanto il nodo della cravatta e la sua numero due figa o supposta tale che spera di fartelo venire duro.

E di che “intermediazione” si sono resi protagonisti i partiti in Italia? Non hanno fatto altro che mettere i cittadini di una parte contro i cittadini dell’altra, che fosse “destra” e “sinistra”, o “nord” e “sud”, poco cambia. Sceneggiate e litigi chiassosi da mostrare al volgo, specialmente nel Truman Show della nostra televisione, e accordi al buio dietro le quinte. Franza o Spagna, basta che se magna.

Aspetto con ansia il giorno in cui arriveranno in Parlamento i primi deputati e senatori del M5S dal Veneto o dalla Lombardia e dalla Campania o dalla Sicilia. Sono sicuro che nessuno dirà di alzarsi prima o dopo degli altri, come nel pessimo video di Maroni. Sono sicuro che prima o poi capiranno dove va a finire quel fiume di soldi che parte dal nord e non arriva al sud. E’ finita!

Sono sicuro che non sarà facile; sono sicuro che la strada sarà lunga e tortuosa; sono sicuro che ci saranno volte in cui non si sarà d’accordo. Ma sono anche sicuro che le cose cambieranno.

La M5

E’ arrivata! Mi piace? No. Troppo caramellosa. E’ una metropolitana, non un coffi-sciòp per milanesi fighetti che vanno a prendere una fettina di cischeic. E complimenti al genio che ha scelto i pavimenti color panna, davvero molto facili da tenere puliti. La metropolitana di Copenhagen – stessa tecnologia, stesso progetto di Metropolitana Milanese – è più bella, più elegante e più ariosa. Che strano, dirai. Ma soprattutto: domani verrà usata da almeno lo stesso numero di persone di oggi? Quando sarà finita, quanto costerà fra costruzione e manutenzione per passeggero trasportato all’anno? Insomma: ha senso? O stiamo facendo buchi sotto terra solo perché non abbiamo il coraggio di togliere spazio sopra all’automobile, la regina incontrastata del sistema capitalistico mondiale?