Io non ho nulla contro Renzi. Anzi, mi stava anche simpatico, prima della sua campagna per le primarie un po’ troppo markettara, e prima che iniziasse ad andare da “Amici” con su il giumbotto come Fonzie nel tentativo di sembrare “uno di noi”. E no, non sono uno di quelli preoccupati perché Renzi sarebbe “più a destra” della linea del partito, che non me ne frega nulla né del partito né della linea del partito, che se “sinistra” vuol dire difendere a spada tratta il “posto fisso” di chi ce l’ha e fottersene degli altri, io non so cosa farmene, di questa “sinistra”. E no, non penso neppure che Renzi sia un berlusconiano. Penso anzi, al contrario, che sia l’unico del PD che vuole battere Berlusconi, con cui gli altri inciucciano fin dai tempi in cui Renzi andava alle scuole elementari.
Detto questo, penso però che Renzi dovrebbe non solo criticare e spronare il suo partito, ma anche guardare in faccia la realtà. Il partito in cui milita non ha solo tanti militanti e tanti volontari, ma anche molte persone che campano di politica, chi per lavoro, chi per carriera, chi per ricevere favori. Il partito per cui milita ha ricevuto 45 milioni di Euro di “rimborsi elettorali” per le sole elezioni dello scorso febbraio, probabilmente già pagati dallo Stato, diversamente dai crediti che tante imprese vantano nei confronti dello Stato da anni. Il partito in cui milita non può stare in piedi senza quei soldi, come diverse persone all’interno del PD hanno onestamente fatto notare. Sarebbe il caso che Renzi smettesse di promettere quello che, se resta nel PD, sa benissimo di non poter fare.
E’ inutile andare in giro a raccontare di aver pubblicato online i nomi dei tanti signori Rossi che hanno donato dei soldi per la sua campagna per le primarie. Va benissimo, per carità, ma quei soldi sono se va bene l’1% di quello che il suo partito ha incassato lo scorso febbraio, e non c’è ovviamente modo di diminuire le uscite del suo partito del 99%. So bene che “a sinistra” stanno aspettando uno che li faccia “vincere” come si aspetta il Messia, ma dovrebbe esserci un limite alle cazzate che uno racconta e alle cazzate a cui uno crede. Se Renzi esce dal PD, dovrà provare a mettere in piedi un’organizzazione come il M5S, e non sarà semplice. Se rimane nel PD, lo potrà sicuramente svecchiare un po’ e magari far vincere, ma non cambiare il dna partitocratico del partito.
