E’ da un po’ che volevo scrivere un post intitolato Impariamo da Apple. Ora i disclaimer: non ho mai letto un libro su Apple. Non sono un Fanboy. Ho però un Macbook Air da tre anni, ed è il miglior oggetto che io abbia mai comprato. Ho un telefono Android, sia perché la mia vita è molto più legata a Google che non a Apple, sia per motivi di costo. Non ho un tablet: ne ho comprato uno con Android anni fa, e l’ho venduto dopo pochi mesi.
Voglio scrivere un post intitolato Impariamo da Apple perché mi sembra che Apple venga tirata in ballo solo quando fa comodo. Ad esempio: nessuno che dica che Apple spende in pubblicità solo offline. Hanno addirittura chiuso il loro programma di affiliazione coi banner, perché hanno capito, immagino, che mostrare i loro banner prima o dopo di banner raffinati di suonerie, casinò o siti per scopare non è proprio una grande idea.
O nessuno che dica che il 90% almeno della loro pubblicità è sul prodotto: pubblicità diretta, che comunica il beneficio del prodotto, non “i valori del nostro brand” (che nel caso del 90% dei brand sono invisibili, perché non ci sono). Tutti amano citare la pubblicità “I’m a Mac vs I’m a PC”, e sicuramente ha avuto successo. Ma è l’eccezione alla regola. Regola che è, appunto, di far vedere il prodotto, spiegare a cosa serve e dire: siamo fighi o no?
Tutti a elogiare Apple, però nessuno mai che dica che in Apple giustamente le decisioni non venivano prese per alzata di mano, che di sicuro non è mai stata l’assemblea dei genitori alle scuole medie: decidevano Jobs o Ive, e amen. Oppure, tutti a parlare di “apertura verso i consumatori”, e invece Apple in realtà è un’azienda con un grado di segretezza tale che la Corea del Nord avrebbe solo da imparare. Ma anche questo viene taciuto.
E, ovviamente, tutti a riempirsi la bocca dell’importanza dei cosiddetti Social Media, e nessuno che dica che Apple se ne fotte allegramente di provare a essere simpatici coi clienti sui social media. I clienti non vengono consultati né in ricerche di mercato (se inventi il futuro non hanno senso) né in “conversazioni con gli utenti sui Social Media” o simili panzane. Il genio crea, gli altri, che siano competitor o consumatori, seguono.
I clienti, infine. I clienti vanno trattati bene, ma devono fare i clienti. Devono fare solo tre o quattro cose: adorarli (non avrai altro dio al di fuori di Apple); pagare, e pagare per cambiare e aggiornare i prodotti anche quando vanno ancora benissimo; ringraziare dopo che il customer care ha risolto eventuali problemi; e dire a tutto il mondo che Apple è una figata e gli altri fanno cagare (che non è neppure tanto falso, tra l’altro).
