Democrazia Renziana

Viviamo in una fase di dittatura o pre-dittatura che in confronto il berlusconismo era quanto si auguravano i padri costituenti. Tutto quello che la cosiddetta “sinistra” non lasciava passare a Berlusconi, ora lo sta facendo il bimbominchia di Rignano sull’Arno.

Legge elettorale truffa; peggioramento del diritto del lavoro; stravolgimento della Costituzione; compravendita di parlamentari. E non è finta qui: occupazione della televisione pubblica peggio che ai tempi di Berlusconi; giornalisti che plaudono invece di fare domande; abuso delle dichiarazioni a cui quasi mai seguono i fatti, ben peggio del “Fatto!” del primo Berlusconi che venne tanto preso in giro; un giorno dice una cosa, tipo “siamo d’accordo con Tsipras”, e il giorno dopo dice la cosa opposta, e nessuno dice niente.

Twitter usato come se fosse l’Istituto Luce; veline o supposte tali al governo, ma meno belle e altrettanto sciape di quelle di Berlusconi; abuso del decreto-legge. Politica intesa come potere e nient’altro, promozioni e incarichi a chi appoggia la linea di Renzi, o promozioni per levarsi di torno critici scomodi, come nel caso di Tito Boeri. Politica come puro scambio, con favori o dispetti alle aziende del Condannato in cambio dell’appoggio ai diktat politici del Bimbominchia. E tutti zitti. Nessun girotondo, nessun giornale di sinistra che lo attachi, niente scioperi, niente sindacati di traverso. Nulla. Anzi, tutti in piedi ad applaudire quanto è spregiudicato e quanto ha fatto fesso l’uno o l’altro. I pochissimi che si oppongono, è noto, sono o dei professoroni, o dei rosiconi, o dei gufi.

Wanamaker was more than right

Turns out good ol’ John Wanamaker was more than right:

Half the money I spend on advertising is wasted; the trouble is I don’t know which half.

– John Wanamaker

Google admitted that 56.1% of all the impressions served on Google’s Display Network — that is, served by a serious company, not by an un-named organisation running a dubious ad network from the middle of nowhere — could never have been seen.

But that’s only half of the story. Or 56% of it, if you wish. The more interesting part, and the one nobody talks about, is: what do you track? Tracking systems will tell you that a user “has seen” a certain banner ad and will speculate that even though he did not bother to click on it, he was in fact influenced by it when, on a later date, he encountered another ad or did a search on Google, clicked and then converted.

But can we trust this to be true, especially when Google is selling not merely Adwords on the search results, but a large part of the banner ads as well via Doubleclick? Another good question could be: is this guess done on ads that the users have seen, or on those served to them? A further one: why do we “attribute” part of the merit to banner ads nobody clicked on, but fail to do the same with print, radio or tv ads?

Onesto? Quanto onesto?

Aiutami a capire: Marino è onesto, come mi piacerebbe poter pensare, o è, più modestamente, “onesto per essere uno del PD”? Che però purtroppo è un po’ come dire che uno è “di carnagione chiara per essere uno degli Harlem Globe Trotters”.

E anche tutti questi altri personaggi di area-PD, dai più o meno falsi dissidenti alla Ciwati fino ai candidati “espressione della società civile”, che siano Ambrosoli o l’ex prefetto di Milano, ai tempi candidato sindaco, poco cambia. A cosa servono? Mi spiego meglio: il PD ha bisogno di persone esterne perché i propri quadri sono scarsi? O ha bisogno di facce pulite per nascondere la merda che c’è dietro? E se è così, come probabilmente è, perché queste persone per bene si prestano a questo gioco?

Altro che disintermediazione

Mi pare ormai evidente che i “new media”, i “social media” in particolare e Twitter più di tutti, servano quasi solo per lanciare i messaggi sui “vecchi”, di media, che una volta che arriva su uno, poi gli altri lo rilanceranno a loro volta. E che il processo sia fin troppo facile, considerando che i vecchi media sono in mano al regime.

Mi pare anche evidente che il tutto è degno di un “futurismo” di tipo mediatico che abbiamo già visto all’opera in altri due poco brillanti ventenni. O McLuhanismo, se preferisci. Basta che una cosa venga detta su un media “nuovo”, anche se fallimentare sotto quasi tutti i punti di vista, e viene ripresa come se fosse giusta.