Metropolitana M4 a Milano

La vera domanda sulla Metropolitana M4 a Milano è la seguente: una volta che sarà pronta dimezzeremo le carreggiate destinate alle automobili da viale Argonne fino a San Babila e in tutta via Lorenteggio? Diventerà tutta una zona a 30 km/h?

Oppure, dopo aver fatto lo stesso con i tram 50 anni fa (dimenticandoci pure di togliere le rotaie), avremo solo sgomberato le strada da quegli antipatici autobus in modo che possano essere più libere per chi deve scorazzare in auto?

Si potrà “entrare in centro” lungo queste due grandi direttrici con le macchinine bianche e blu e con quelle degli altri servizi di Car Sharing a qualunque ora, oppure la cosa sarà consentita solo di notte quando la Metropolitana M4 sarà chiusa?

Là dove c’erano i portali

Là dove c’erano i portali oggi sono tutti Social Network.

Ti ricordi gli anni ruggenti della Niu Economi? Ognuno doveva avere un “portale”. Mica solo le telco. Anche la fabbrichetta di mobili o complementi da giardino di Vercurago con Minoprio o simile ridente paesello della Brianza o del Varesotto doveva avere un “portale”.

E poi i “portali” dei Comuni, dell’Amministrazione Pubblica etc. Si sono salvati forse solo i giornali. O qualcuno parlava pure di “portale del Corriere della Sera”?

Oggi là dove c’erano i portali ci sono i Social Network. Mi hanno appena segnalato “Il Social Network dei lavoretti” (Tabbid dot com). Una volta avrebbero detto “il portale”.

Ma la fuffa a livello di siti inutili e complicatissimi con contenuti che nessuno avrebbe mai letto che venivano venduti alle aziende è molto simile al livello di simil-pubblicità “sosciàl” inutile e da bimbominkia che non vende, che non ha reach e che non fa brand che viene venduta alle aziende oggi. Hanno solo cambiato il nome alla Niu Economi.

Sinistra Italiana

Sinistra Italiana: un nuovo partito di sinistra “che può puntare al 15%”. Fra coloro che vestono le Clark e i pantaloni di velluto anche al mese di luglio.

Poi quando fallirà o farà l’ennesima alleanza elettorale col PD, qualcuno dirà che lui l’aveva detto, che era chiaro che “non era vera sinistra”. Perché la vera sinistra è sempre altrove, meglio se in un Paese di cui sappiamo poco, oppure un’altra.

Una volta era il comunismo in cui sarebbero scorsi latte e miele per strada a essere rimandato per sempre, come il cristiano “regno dei giusti” che hanno preso a modello.

Oggi è addirittura il “partito della sinistra” che è difficile da raggiungere.

Un fallimento totale

Oggi si chiude Expo. Ripeti con me: E’ stato un fallimento totale.

Prima domanda: sai qualcosa di più su come viene prodotto il cibo che mangi, tanto il cibo prodotto qui quanto quello importato da lontano? Su concimi, diserbanti o anti-parassitari chimici? Sugli OGM? Sulle condizioni di lavoro di chi lo produce, sui rischi per la salute di chi lavora in agricoltura, su quanto vengono pagate queste persone, sulla deforestazione…

No. Neppure io.

Seconda domanda: sai qualcosa di più su come vivono le persone che vivono della terra con un dollaro al giorno, di come lavorano la terra, di piccole cose che si potrebbero fare per dar loro un grande aiuto? O su come, al contrario, le multinazionali, sponsor di Expo oppure no, non facciano che cercare di rubare terre a questi poveri Cristi?

No. Neppure io.

Quindi Expo è stato un fallimento totale.

(Tranne che per Coca Cola, Farinetti e McDonald’s)

Ma come? Hanno venduto 20 milioni di biglietti. Venduto, innanzitutto, è una parola grossa. In secondo luogo, la grandissima maggior parte – parliamo dell’80-90% – dei biglietti per questo evento “internazionale” sono stati dati o comprati in Italia. In terzo luogo, ci avevano giurato e stragiurato che sarebbero andati in pari, e invece…

Mentre ci sono eventi più interessanti che magari fanno solo 200 mila visitatori ma che probabilmente fanno utili. A dicembre, per dire, torna L’Artigiano in Fiera.

Ma dici davvero?

Sì, dico davvero. Le uniche cose positive di Expo 2015 sono secondo me il logo, indubbiamente bello, e l’ottimo lavoro di ATM e Trenord che hanno assicurato i collegamenti alle mandrie di aventi biglietti gratuiti o fortemente scontati per l’inutile pagliacciata. Leggi anche cosa ne pensano Gianni Barbacetto e Marco Maroni.