Chi preferiresti avere come sindaco di Milano: un avvocato o un idraulico?
Io un idraulico.
Un avvocato è quello che abbiamo ora, e probabilmente neppure l’ultimo degli avvocati, se è vero, come è vero, che dichiarava 800 mila Euro all’anno, prima di diventare sindaco.
Un avvocato è uno che aspetta per mesi che la situazione inquinamento peggiori, e poi, arrivato a 30 giorni di fila oltre i limiti tollerati dalla UE e passato il Santo Natale dei regali, ovviamente, chiede ai cittadini di diminuire un po’ l’immissione di acqua in una vasca che non scarica da nessuna parte, ma solo dalle 10 alle 16. Non contento della mezza misura da mezza pippa, si rende ridicolo dicendo in giro di aver fatto una scelta coraggiosissima.
Un idraulico, invece, è uno che capisce che se hai una vasca che non scarica, vuoi perché sei nel brutto mezzo di una pianura, vuoi perché vento non ce ne è mai, vuoi perché piovere non piove quasi mai d’inverno, allora devi cercare di far sì che la vasca non diventi mai piena. Ci vuole tanto a capire che bisognerebbe iniziare a disincentivare l’uso dell’auto non all’ultimo minuto e solo se la danza della pioggia non funziona — e dopo i regali di Natale, beninteso — bensì quando si accendono i riscaldamenti a ottobre?
Ci vuole così tanto a raddoppiare il ticket di Area C e i parcheggi da metà ottobre a metà aprile? Ci vuole tanto a triplicarli se le cose peggiorano, e se non è sufficiente quadruplicarli, quintuplicarli etc? Non so tu, ma io preferisco nettamente gli idraulici.
