Partito Democratico

Curioso, non trovi, che gli ex comunisti e gli ex democristiani si siano voluti ispirare, dieci anni fa, a un partito di una nazione che era una ex democrazia da più di 40 anni.

Dallas, 22 novembre 1963: viene assassinato il Presidente, John F. Kennedy. New York, 21 febbraio 1965: viene assassinato Malcolm X. Memphis, 4 aprile 1968: viene assassinato Martin Luther King. Los Angeles, 6 giugno 1968: viene assassinato Robert Kennedy.

A che “democrazia” si appellano questi del cosiddetto Partito Democratico? A una democrazia nella quale “chiunque può diventare Presidente, tanto se poi non va bene lo ammazzano”, come scrisse non so più chi una trentina di anni fa sulla Smemoranda?

Proletariato

Poche cose gridano più “proletariato”! (e anche: sfruttamento del capitale!) che dei pendolari stranieri che prendono il treno (ho chiacchierato un po’ lo scorso mese con due pakistani che da Lodi si stavano portando su Milano per il turno serale) per venire a Milano a portare in giro in bicicletta piatti caldi per milanesi (relativamente) benestanti che hanno, collettivamente, per così dire, centinaia di migliaia di auto parcheggiate sui marciapiedi e in altri posti dove sarebbe vietato.

E tutto questo mentre la “sinistra con l’iPhone”, quella che una volta in Francia chiamavano “gauche caviar”, il PD, insomma, plaude, probabilmente, a questa “integrazione grazie all’uso della tecnologia”. E chi se ne frega se questi alfieri, senza saperlo e senza volerlo, della “società multiculturale” sono solo dei lavoratori non protetti e soggetti a un caporalato digitale che le tasse le “paga” in qualche paradiso fiscale.

E poi magari si chiedono anche come mai non li vota nessuno.

Duracell

Siamo nel 2018 e i telecomandi delle televisioni funzionano ancora con le spirali di ferro e le pile usa e getta con cui trenta anni fa facevamo andare il Walkman.

E voi mi volete far credere che fra 2 anni avremo un’auto elettrica “che si guida da sola”? E che addirittura risolveranno i problemi delle città – anzi, delle smart city?

Avete visto troppa televisione. E siete dei tecno-paninari senza speranza.

The Real Zuckerberg

The striking thing about the real Zuckerberg, in video and in print, is the relative banality of his ideas concerning the “Why” of Facebook. He uses the word “connect” as believers use the word “Jesus,” as if it were sacred in and of itself: “So the idea is really that, um, the site helps everyone connect with people and share information with the people they want to stay connected with….” Connection is the goal. The quality of that connection, the quality of the information that passes through it, the quality of the relationship that connection permits—none of this is important. That a lot of social networking software explicitly encourages people to make weak, superficial connections with each other (as Malcolm Gladwell has recently argued), and that this might not be an entirely positive thing, seem to never have occurred to him.

Zadie Smith (2010)