Proletariato

Poche cose gridano più “proletariato”! (e anche: sfruttamento del capitale!) che dei pendolari stranieri che prendono il treno (ho chiacchierato un po’ lo scorso mese con due pakistani che da Lodi si stavano portando su Milano per il turno serale) per venire a Milano a portare in giro in bicicletta piatti caldi per milanesi (relativamente) benestanti che hanno, collettivamente, per così dire, centinaia di migliaia di auto parcheggiate sui marciapiedi e in altri posti dove sarebbe vietato.

E tutto questo mentre la “sinistra con l’iPhone”, quella che una volta in Francia chiamavano “gauche caviar”, il PD, insomma, plaude, probabilmente, a questa “integrazione grazie all’uso della tecnologia”. E chi se ne frega se questi alfieri, senza saperlo e senza volerlo, della “società multiculturale” sono solo dei lavoratori non protetti e soggetti a un caporalato digitale che le tasse le “paga” in qualche paradiso fiscale.

E poi magari si chiedono anche come mai non li vota nessuno.

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