Legitimate interest una sega. Chi definisce cosa è legittimo?

Ed è legale nell’Unione Europea una porcata di questo tipo?
Tra l’altro, trovata su un editore serio davvero, la BBC.
Legitimate interest una sega. Chi definisce cosa è legittimo?

Ed è legale nell’Unione Europea una porcata di questo tipo?
Tra l’altro, trovata su un editore serio davvero, la BBC.
Già forse tre o quattro anni fa un amico e lettore di questo blog, uno che capisce bene dove tira il vento, mi disse: se vuoi cambiare devi buttarti sulla realtà aumentata.
E io, basito: cioè vuoi dire che sarà la nuova frontiera per i markettari senza cervello?
Oggi ne ho avuto la conferma: è la prossima stronzata.
Su Linked ho appena visto una posizione per Head of Metaverse.
Metaverse/AR/VR. Fatemi scendere, e di corsa, per favore.
E la cosa più strana è che era per un’azienda del settore lusso.
Mentre il metaverse per me è uno dei tanti modi — Netflix, calcio, maria libera — di tenere buoni e rincoglioniti l’ex classe operaia. Altro che paradiso.
Il metaverse è una delle tante distopie che, temo, diventeranno realtà.
Ti lascio con un link: The Metaverse Has Always Been a Dystopian Idea.
Non sono in grado, ovviamente, di giudicare l’operato complessivo di Sala e della sua giunta. Però il programma con il quale Sala è stato eletto comprendeva 32 punti.
Il primo di questi aveva l’obiettivo di arrivare al 20% di spostamenti in città in bicicletta. Secondo l’ultimo rapporto disponibile, la percentuale nel 2019 era del 6,8%.

In qualunque città del mondo, un fallimento del genere renderebbe Sala assolutamente unfit to rule Milan. O ci piace fare il verso a The Economist solo con Berlusconi?
Se l’Italia fosse una democrazia, i giornali chiederebbero a Sala di spiegare perché non ha raggiunto il primo — e più importante; o più modaiolo? — obiettivo che si era dato.
Visto che l’Italia è quello che è, i giornali dopo aver bevuto le balle di Sala lo scorso giro cercano di farci bere la sua nuova balla, la città dei 15 minuti.
Bastano due dita di fronte per vedere che i negozi di quartiere chiudono e non torneranno più perché gli spazi diventano loft o case per massaggi o simili.
Mi pare evidente: il futuro di Milano è un posto dove si andrà tutti al supermercato in auto — magari elettrica, fra 20 anni. Altro che città dei 15 minuti…
No, non intendo il fallimento della cosiddetta blogosfera, fra ridicole classifiche, sedicenti blogstar, gente che scriveva per essere indicizzata e gente che si vendeva per due lire o un tramezzino, come diceva il buon Metitieri. Quello lo davo per scontato.
Né il sorpasso da parte dei social media, l’orribile sito blu in particolare, con il passaggio da un mondo in cui scrivono pochissimi, i giornalisti, a un mondo in cui scrivono i pochi che vogliono mettere su un blog a un mondo in cui scrivono tutti, purtroppo.
Intendo proprio il fallimento a livello di software, con WordPress che è diventato troppo complicato e nessuno che prova a prendere il posto di WordPress perché non ne vale la pena: i blog non sono più iperindicizzati come prima, e i feed RSS non se li incula nessuno.
Oggi un blog non ha più senso, stretto a morte fra cinguettii, cagate di chiunque sia annoiato in ufficio sull’orribile sito blu e le newsletter — che quelle sì, se scritte bene e con passione quelle possono arrivare dove conta, altro che gli RSS nel tuo feed reader…
Oggi un “blog” è poco più che un archivio personale sul web delle tue newsletter.