Cosa vorrei da Giuliano Pisapia

Vorrei che Giuliano Pisapia mi costringesse a vendere l’automobile. E non alla vecchia maniera sovietica, o la vendi o ti mando in Siberia. No, vorrei che mi costringesse a vendere l’auto The Capitalist Way, come fanno a Londra. Vorrei che Pisapia facesse una conta del numero di posti in cui è decente e sensato parcheggiare l’automobile per strada a Milano, escludendo quindi i parcheggi in curva, quelli in mezzo alla strada, i marciapiedi e quelli nei controviali, che in nessun altra città del mondo che ho mai visitato sono ridotti a parcheggi a cielo aperto. A quel punto, e constatato che il numero di parcheggi in strada a Milano sono sufficienti per solo la metà o al più per due terzi del numero di automobili presenti a Milano, vorrei che Giuliano Pisapia istituisse un’asta per vendere a chi paga di più il diritto di parcheggiare l’auto in strada. Si potrebbe, ad esempio, fare a buste chiuse, come fanno le società di calcio quando devono giocarsi il cartellino di un giocatore di cui sono comproprietarie: ciascuna scrive quanto è disposta a pagare per il 50% dell’altra società, e chi offre di più vince. Vuoi parcheggiare l’auto a Milano per strada? Bene. Dimmi quanto sei disposto a pagare, e quelli che pagano di più – a partire da una base d’asta minima che potrebbe essere 300 Euro al mese nelle zone esterne e 500 Euro al mese in Zona 1 – vincono. Gli altri, vendono la macchina. O prendono 100 Euro di multa tutte le sere. Come succede a Londra, per dire.

Ah, sì, e poi, coi soldi tirati su, non solo investimenti massicci per i mezzi di superficie ATM – che le metropolitane saranno anche un chiodo fisso della sinistra, ma sono anche uno dei tanti errori della sinistra, che ci vogliono molti più soldi e almeno 10 anni di tempo per una linea della metropolitana, e poi non ho capito perchè chi usa i mezzi pubblici deve andare sotto terra mentre chi scorazza col SUV può stare alla luce del sole! – ma anche il più grande car sharing d’Europa, che ai milanesi piace avere l’auto sotto casa, ma averne ognuno una di proprietà è semplicemente uno spreco di risorse e di spazio pubblico, l’estensione del bike sharing a tutta la città, piste ciclabili e, meglio ancora, anche n strade ciclabili, aperte solo alle bici, che ha molto più senso che in alcune strade vadano solo le auto, in altre solo gli autobus e in altre ancora solo le bici. E un ticket da almeno 10 Euro (e parcheggio extra) al giorno per chi entra a Milano da fuori, e una flotta di mille autobus comodi e col wifi (in modo che si possa scalare mezz’ora di lavoro in autobus la mattina dalle 8 ore giornaliere) per portare in Milano la mattina e poi riportare fuori la sera i pendolari. Che risolvere il problema del traffico si può e si deve, e se si ha fantasia, risorse economiche e soprattutto una determinazione di ferro non deve neppure essere poi così complicato, 40 anni dopo che siamo andati sulla Luna…

Stravincere. Di più.

Sono convinto che, una volta stravinto, adesso Giuliano Pisapia dovrebbe cercare di andare oltre. Non nel senso di “non fare prigionieri”, come usano dire i fascisti vari amici di Silvio. Secondo me dovrebbe iniziare a fare le cose importanti che ha promesso di fare, e continuare con grandi dosi di ironia ma anche di buonsenso tali da spiazzare per anni gli avversari. Uscirsene ridendo dicendo che non si parlerà più de Il Comune di Milano, ma de La Comune. Annunciare un car-sharing basato sulle Trabant. E poi mettere in opera un car sharing vero. Con auto italiane, tipo delle Fiat 500 elettriche verdi acide. Cercare di mobilitare i non molti anziani di Milano che ancora parlano dialetto per fare dei brevi corsi di dialetto gratuiti a chi milanese non è. Cose così. Come quelli di Google, che al primo incontro con Wall Street hanno fatto leggere l’analisi finanziaria dell’azienda allo chef.

Giordano del quondam Giovanni Bruni

Giordano del quondam Giovanni Bruni frate apostata da Nola di Regno, eretico inpenitente. Il quale esortato da’ nostri fratelli con ogni carità, e fatti chiamare due padri di San Domenico, i quali con ogni affetto et con molta dottrina mostrandoli l’error suo, finalmente stette sempre nella sua maledetta ostinazione, aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori e vanità. E tanto perseverò nella sua ostinazione, che da’ ministri di giustizia fu condotto in Campo di Fiori, e quivi spogliato nudo e legato a un palo fu brusciato vivo, aconpaniato sempre dalla nostra Compagnia cantando le letanie, e li confortatori sino a l’ultimo punto confortandolo a lasciar la sua ostinatione, con la quale finalmente finì la sua misera et infelice vita.

– Giornale dell’Arciconfraternita di San Giovanni Decollato in Roma, 16-17 febbraio 1600

Se ti sei mai chiesto da dove arrivano fascismo e comunismo, con la loro pretesa di mandare davanti a tribunali farsa chiunque non si piegasse al regime, di far loro confessare colpe che non avevano e poi di mandarli a morte, eccoti servito.

In un qualunque Paese normale europeo, Giordano Bruno sarebbe un eroe nazionale.
Qui da noi, non lo conosce quasi nessuno, ed è davvero un peccato. Con il suo omicidio iniziano per l’Italia 4 secoli quasi solo bui e da cui non siamo ancora usciti.

FDR on Fascism

Unhappy events abroad have retaught us two simple truths about the liberty of a democratic people. The first truth is that the liberty of a democracy is not safe if the people tolerate the growth of private power to a point where it becomes stronger than their democratic State itself. That, in its essence, is fascism—ownership of government by an individual, by a group or by any other controlling private power.

Franklin Delano Roosevelt, 1938