Il milanese

Vi sono zone d’Italia dove se vendi la focaccia a 15 Euro al kg, il giorno dopo ti trovi una testa di cavallo mozzata davanti alla porta del negozio.

A Milano no. Il milanese paga, perché lui è bio, progressista ed equo-solidale.

Perché vive in una città con 100 mila auto parcheggiate sui marciapiedi e respira aria fetida come a Calcutta, ma il milanese vuole solo cose genuine e che fanno bene.

La mia passione…

Milano è un posto pieno di gente che dice cose tipo: La mia passione è l’online marketing. Ma come si fa a essere così dei mona?

Cercati una fidanzata. Se non ti interessa la gnocca, vai al canile e adotta un cane. Vedrai che feste ti fa quando arrivi a casa!

Prendi una bici e vai a zonzo per la città per tre ore. Prendi un treno e vai a camminare in montagna o in Liguria a mangiare focaccia.

Come si fa a essere così stronzi da dire La mia passione è l’online marketing?

Soprattutto, come si fa a essere così stronzi da assumere uno che è così stronzo da dirti che la sua passione è l’online marketing?

Gli adulti

Non ho mai capito gli adulti. In ufficio a rompersi i coglioni, a cuccia (seduti) e davanti a uno schermo. Poi in metrò, o, peggio ancora, nel traffico. Traffico: altra gente impegnata ad andare non si sa bene dove e non si sa perché.

Poi fanno ritorno a casa! Dove potranno, finalmente, litigare con la moje o con i figli, o, in mancanza, col cane. Figli ai quali, ovviamente, insegneranno che è quella, la vita. La vita vera! Métro, boulot, dodo e rompersi i coglió.

Ho sempre avuto un senso di profondo disagio, se non addirittura disgusto, per questa ‘normalità’ dipinta come se fosse il Sacro Graal, quando in verità è solo: non è riuscito a fare un cazzo, e quindi ha fatto come tutti gli altri.

Poi arriva il weekend, per andare ai giardinetti con la co-gestrice della prole — manager entrambi! — a sognare, immagino, il lunedì mattina in ufficio per poter finalmente giocare con Excel e PowerPoint in relativa pace…

Angosciante

Milano non è una città — Valencia, Barcellona, Lisbona, Ljubljana, Berlino, Amburgo, Copenhagen, Stoccolma sono città. Milano è una discarica di automobili a cielo aperto.

Se poi hai la fortuna di vivere vicino a un bar di relativo successo, la situazione è angosciante: auto ovunque, sui marciapiedi, in doppia fila, in curva, sulle aiuole.

E tutti costoro sono ovviamente persone che vanno a bere e che poi guidano.