Il Car Sharing, ci raccontano, serve a far dismettere un certo numero di seconde auto. E, idealmente, anche un po’ di prime auto, che con 700 mila auto su 1,35 milioni di abitanti, e 100 mila auto parcheggiate sui marciapiedi, secondo me abbiamo bisogno di eliminare anche molte prime auto. Se posso prendere un’auto e pagarla al minuto quando mi serve e anche “Entrare in centro”, forse riusciremo a diminuire il numero di auto in città.
Bene. Ma quante auto private possiamo pensare di riuscire a eliminare?
Dieci per ogni auto del Car Sharing, ci dicono alcuni studi. Quindi, se vogliamo dimezzare il numero di auto dei milanesi, dobbiamo avere a disposizione ben 35 mila auto del Car Sharing. Per il momento siamo sì e no a quota 2 mila. Siamo ottimisti: è un inizio.
Come funziona il Car Sharing
A Milano, gli operatori di car sharing pagano al Comune 1.100 Euro all’anno per auto, comprensivo del diritto a entrare in Area C e del diritto di parcheggio su strisce blu e gialle [fonte]. Considerato che la sola entrata in Area C costa 5 Euro al giorno, mi pare che il Comune abbia fatto loro un ottimo prezzo. Non a caso, ci stanno provando in tanti.
Come viene usato il Car Sharing
Il car sharing viene in larga parte usato per andare in centro e tornare verso casa. Quei 1.100 Euro che il Comune ha chiesto agli operatori sono in effetti un sussidio, un notevole sconto sul totale di ticket Area C più il costo dei parcheggi. Un sussidio per aggirare un precedente e meno popolare provvedimento di questa stessa giunta: Area C.
Cosa fare?
Io eliminerei quei 1.100 Euro che il Comune chiede agi operatori per ogni auto — e che sono solo lo 0,05% del budget annuale del Comune — ma farei pagare ogni singola entrata in Area C. Oggi il car sharing è una cosa trendy per andare a fare l’ape nel posto giusto e spendere di meno che con la propria auto. Bene, ma: risponde a un criterio sociale?
Per me il Car Sharing dovrebbe servire non tanto per entrare in centro ma per mettere una “pezza” dove e quando il servizio pubblico ha delle carenze, tipo in periferia.
Un’idea diversa di car sharing
Il car sharing potrebbe servire per il famoso “ultimo km”: ci sono già tentativi in questo senso, ad esempio a Dallas. O per la notte fonda, o quando i mezzi sono in ritardo.
Cosa potrebbe fare il Comune per orientare il servizio verso obiettivi più utili per la città?
Potrebbe obbligare gli operatori a dare una tariffa più bassa a chi ha un abbonamento ATM (o BikeMi), perché si presuppone che costoro useranno le auto in comune solo per una tratta, per poi prendere i mezzi. Potrebbe obbligare gli operatori a delle Open API per la prenotazione delle auto, in modo da facilitare il lavoro di chi vuole creare app* per il trasporto multi-modale. Potrebbe inserire le auto del car sharing nella app di ATM stessa.
E’ ovvio: deve poter essere profittevole per gli operatori. Ma anche più utile per Milano.
