Qual è il vero scopo delle metropolitane? Gli scopi veri, non quelli dichiarati.
Le metropolitane servono innanzitutto per dare commesse ai costruttori.
Se i lavori sono in ritardo per problemi finanziari di Comune o Regione,
tanto meglio: il costruttore incassa delle penali senza fare nulla.
Anche quando non servono, le metropolitane servono per “creare lavoro”.
Se i lavori sono in ritardo, tanto meglio. Abbiamo “creato lavoro”
più a lungo, e quindi avremo più persone che ci saranno riconoscenti.
Le metropolitane servono per questioni di prestigio, per far vedere che si
è una grande città e che si è in gamba e si gestisce qualcosa di complicato.
In verità, è noto che chi è in gamba preferisce le cose semplici.
Jaime Lerner, brillante architetto e urbanista brasiliano che è stato per
tre volte sindaco di Curitiba, ama dire che un problema è interessante e la
soluzione sarà buona quando lo devi risolvere togliendo uno zero al budget.
Le metropolitane servono a liberare le strade dagli autobus, che a loro
volte nel dopoguerra eliminarono i tram per lo stesso motivo, ovvero per
far sì che le automobili potessero (e che oggi possano) scorrere meglio.

Una delle poche cose positive delle metropolitane è che i lavori bloccano
a lungo il traffico delle automobili. Il dramma, e la triste riprova di tutto
quello che ho scritto sopra, è cosa succede una volta terminati i lavori.
Quando c’è una nuova e fiammante metropolitana, e già che la gente si è
abituata a non passare più di lì in auto, cosa fanno? Parchi, giardini,
altalene, giochi delle bocce, panchine e le strade solo per le biciclette?
No, riaprono la strada al traffico.

