Smart City e Internet of Things

Tutti a parlare di Smart City e Internet of Things, ma nessuno che ci faccia nulla.

Prendi Milano: 700 mila auto dei milanesi (e altrettante che arrivano da fuori città), circa il doppio pro-capite che nelle normali città europee, e metà di queste auto parcheggiate dove non dovrebbero stare: sui marciapiedi, in curva, sulle aiuole, sui controviali etc.

Prendi una decisione secca, ma anche l’unica che abbia senso prendere: tracci 350 mila parcheggi regolari e li metti in all’asta a chi offre di più. Tutto il resto è spazio che recuperiamo per il pubblico. Anche se i cittadini non capiscono un cazzo e non lo vogliono.

Un po’ come con la Legge Sirchia (siano lodati lui e Berlusconi!): no, ma poi come faccio se non posso farmi la “svaporetta” (sic)? E poi, ovviamente, anche i fumatori che ammettono che si sta tutti molto meglio adesso. La “democrazia” è sopravvalutata.

Crei una piattaforma per vendere i posti all’asta. Chi si aggiudica un posto (per minimo 6 mesi) paga (le aste partono direi da almeno 50 Euro al mese) e riceve un sensore da mettere sull’auto che dialoga con un sensore sul marciapiede. Quando viene segnalata un’auto parcheggiata senza sensore, esce il carro-attrezzi e la rimuove. Prima multa 100 Euro più rimozione, seconda 200 Euro più rimozione, terza 400 Euro più rimozione etc.

Oppure, continuiamo con “la città dello sharing” e coi “congressi sulle Smart City”.

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