Il paese in cui viviamo

Un paese in cui l’ASST di Milano ti chiede di compilare, firmare e caricare una pagina in cui dichiari di non aver manomesso un documento medico.

Perché, evidentemente, manomettere un documento medico non è un reato, mentre manometterlo dopo aver firmato questo pezzo di carta lo è.

Solo una ipotesi

È solo una ipotesi, ma è possibile che i settori più sani della società italiana abbiano deciso di spingere i loro figli a fare altri sport invece di giocare a calcio?

Solo una ipotesi, ma una ipotesi che, da ex aspirante scienziato sociale, mi piacerebbe avere l’opportunità di indagare e confermare o falsificare.

Se ci guardiamo intorno, è evidente che nella pallavolo, nel nuoto, nel tennis, nel rugby e negli sport invernali ultimamente andiamo molto bene.

La morte di Ogilvy

E così quei geni di WPP, non contenti di aver cambiato la firma di David Ogilvy con un logo rosso qualunque, hanno deciso di far fuori, dopo Grey qualche anno fa, anche Ogilvy, e di riunire il tutto sotto una ridicola etichetta chiamata WPP Creative.

La cosa tragicomica è che questi signori poi vorrebbero prendersi cura dei brand.

La nostra mission…

Nella palestra da coatti che frequento, oltre a musica di discutibile qualità, sparano ogni mezz’ora sta cazzata che…

La nostra mission è il tuo benessere.

Ora, tralasciando, anche se non è facile, l’uso o misuso della parola inglese mission, tralasciando quanto è orrendamente aziendalista, berlusconiano e anni ’80 etc… non si rende conto nessuno che è tutto al contrario?

La nostra mission? A me non frega un cazzo della vostra mission.

Esattamente come nella maggior parte della pubblicità, ci si focalizza sull’azienda, su chi pensano di essere (degli illuminati che…), su come vorrebbero essere visti, mentre bisognerebbe dire al consumatore cosa può aspettarsi di buono per sé.

Il tuo benessere è la nostra mission.

Ma niente, i copywriter non servono a nulla e tanto presto farà tutto l’Ei-Ai