Il paese in cui viviamo

Un paese in cui l’ASST di Milano ti chiede di scaricare, compilare, firmare e caricare una paginetta in cui dichiari di non aver manomesso un documento medico.

Perché, evidentemente, manomettere un documento medico non è un reato, mentre manometterlo dove aver firmato questo pezzo di carta lo è.

Solo una ipotesi

È solo una ipotesi, ma è possibile che i settori più sani della società italiana abbiano deciso di spingere i loro figli a fare altri sport invece di giocare a calcio?

Solo una ipotesi, ma una ipotesi che, da ex aspirante scienziato sociale, mi piacerebbe avere l’opportunità di indagare e confermare o falsificare.

Se ci guardiamo intorno, è evidente che nella pallavolo, nel nuoto, nel tennis, nel rugby e negli sport invernali ultimamente andiamo molto bene.

Morandi

Ogni mancata qualificazione della statale ai Mondiali di calcio mi ricorda il crollo del Ponte Morandi a Genova. In serate come quella di ieri per fortuna non muore nessuno, e quindi si dovrebbe poter ridere. E invece…

Chi ha avuto, ad esempio, l’idea di affidare la squadra a un analfabeta? E adesso, a toro pasado, ci vuole tanto a decidere che nessuno di questa squadra verrà mai più convocato e che si ripartirà dai giocatori della Under-21?

E invece, incredibilmente, ci si arrocca. “Gattuso resti” è la prima cosa che si sente dire. E lui se la prende con l’arbitro. Non ho visto la partita, ma 11 tiri in porta a 3 per gli altri, e la colpa è dell’arbitro. Siamo un paese fortissimi.

La morte di Ogilvy

E così quei geni di WPP, non contenti di aver cambiato la firma di David Ogilvy con un logo rosso qualunque, hanno deciso di far fuori, dopo Grey qualche anno fa, anche Ogilvy, e di riunire il tutto sotto una ridicola etichetta chiamata WPP Creative.

La cosa tragicomica è che questi signori poi vorrebbero prendersi cura dei brand.