Celo celo manca

Un operaio?

Celo. Una sindacalista? Celo. ‘na ragazzetta pariolina? Celo. Un prefetto? Celo. Un figlio di un imprenditore? Celo. Ma cos’è, l’arca di Noé? Ma prima o poi, i ‘posti’ finiscono.

Un gay?

Manca. Un pompiere? Manca. Uno della Basilicata? Manca. Presto, qualcuno mi trovi un pompiere gay della Basilicata! Idealmente, di sinistra e che non sappia niente di politica.

Elezioni di medio termine

Ma è possibile che non vi sia un singolo giornalista in Italia in grado di tradurre dall’inglese all’italiano usando la sua testa? Mid term non è medio termine! Mid è metà, non medio. E term è mandato, non termine. Mid term vuol dire metà mandato, mentre medio termine non vuol dire un cazzo. E’ come le convergenze parallele. Non ha nessun senso. Prego.

Splendidi ottantenni

Ma sono l’unico che trova imbarazzante il fatto che il nuovo Presidente della Repubblica abbia già 81 anni? Prima ancora di iniziare il suo settennato, intendo. O che sia stato, a suo tempo, reso senatore a vita dall’attuale Presidente della Repubblica, un arzillo 85enne a cui avevano chiesto tutti di rimanere per altri sette anni? O che il candidato della destra a Presidente del Senato fosse – tralasciando il resto – un 87enne? E che i due Presidenti di Camera e Senato siano ambedue in età pensionabile, come pure il prossimo Premier e quello che ha appena chiuso. O che Fiorello, che fa il presentatore, è giovane – a 45 anni. Come Linus, che fa il diggei e il testimonial di un sito di icommers. E Zapatero, che fa il Presidente del Consiglio in Spagna. Ma ditemi, siamo davvero così tanto un Paese di vecchi o è tutto e solo uno spot per la cucina mediterranea?

Tassa di successione for dummies

Chiamatemi pazzo, ma secondo me la tassa di successione avrebbe dovuto essere il punto centrale della campagna elettorale del Centro-Sinistra. Invece di lasciar passare la versione berlusconiana piena di paura secondo cui i comunisti sono degli orchi cattivi che vogliono tassare anche l’ultima cosa che vi è rimasta oltre alle mutande dopo 5 anni di Nuovo Miracolo Italiano, Prodi e i suoi alleati avrebbero dovuto usare non 281 pagine di programma che nessuno ha letto ma proprio la tassa di successione per far capire il proprio messaggio al Paese. In cinque punti:

1 – quanto. A partire da quale cifra entra in gioco la tassa di successione? E’ una cifra pro-capite? E oltre a quella cifra, cosa succede? La percentuale da pagare allo Stato sale al salire del valore o no? Non invece quel rivoltante teatrino che hanno fatto, in cui ognuno sparava la propria e alcuni elettori si sono preoccupati.

2 – perché. Per tassare il passaggio di ricchezza sulle fortune milionarie per poter togliere tasse invece a chi crea ricchezza, alle imprese e ancor più a chi inizia nuove imprese. Altro che comunista, questa idea è propria di una destra economica. Purtroppo, in Italia abbiamo solo una destra peronista e padronale.

3 – chi. Chi ha fatto questa Legge quanto ci ha guadagnato? Visto che il conflitto di interessi sembra una cosa lontana, tiriamo fuori i numeri: quanto ha risparmiato il Silvio? E’ giusto? Chi metterà quei soldi al posto suo? Noi poveri peones a cui, non contento, ha promesso di far risparmiare qualche cento euro di ICI?

4 – America. Vi pare possibile che i signori del Centro-Sinistra non sappiano e non facciano sapere che un nutrito gruppo di miliardari americani – miliardari in dollari – fra cui Bill Gates si è sempre detto contrario all’abolizione della tassa di successione? Per usare una delle metafore di Berlusconi, cosa sono, tutti dei coglioni?

5 – promessa. Altro che un ridicolo e disatteso contratto con gli italiani. Tutti i candidati alla Camera dei Deputati e al Senato del Centro-Sinistra che hanno passato dei beni ai loro figli si impegnino a pagare allo Stato quanto avrebbero pagato secondo la nuova e più equa norma che sarà votata non appena al Governo.

Poi, se vuoi votare Forza Italia lo stesso, accomodati. C’è spazio per tutti, in questo mondo.