La verità

Un Paese rimasto congelato si è svegliato, e ha deciso, dopo 20 anni in cui ci si era schierati metà da una parte e metà dall’altra, di riprendere la lotta contro il sistema partitocratico che soffoca il Paese. E’ solo un piccolo passo, ma è nella direzione giusta.

Il più eroico ‘no’ mai pronunciato

Poi, in Italia, fu subito ‘sì’, da parte di tutti (o quasi).

Giordano del quondam Giovanni Bruni frate apostata da Nola di Regno, eretico inpenitente. Il quale esortato da’ nostri fratelli con ogni carità, e fatti chiamare due padri di San Domenico, i quali con ogni affetto et con molta dottrina mostrandoli l’error suo, finalmente stette sempre nella sua maledetta ostinazione, aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori e vanità. E tanto perseverò nella sua ostinazione, che da’ ministri di giustizia fu condotto in Campo di Fiori, e quivi spogliato nudo e legato a un palo fu brusciato vivo, aconpaniato sempre dalla nostra Compagnia cantando le letanie, e li confortatori sino a l’ultimo punto confortandolo a lasciar la sua ostinatione, con la quale finalmente finì la sua misera et infelice vita.

– Giornale dell’Arciconfraternita di San Giovanni Decollato in Roma, 16-17 febbraio 1600

Succedeva oggi, 412 anni fa. Ermanno Rea, La Fabbrica dell’obbedienza.

Quello che la sinistra non ha capito

Quello che la sinistra non ha capito é che non é cool incentivare la concorrenza sul Milano-Napoli in alta velocità. Sarebbe molto più cool fare un cul così al monopolista che ha eliminato gli InterCity – 15 anni fa si viaggiava molto meglio di oggi! – e che tratta i treni pendolari come fossero carri bestiame. Quello che la sinistra non ha capito è che, passati i tempi in cui si usava – tutti, non solo la sinistra! – il pubblico per piazzare amici e conoscenti, o per “dare lavoro”, o per provare ad appianare le differenze fra regioni ricche e regioni meno ricche, il futuro non è il privato, perchè al privato non fotte un cazzo del servizio pubblico. Quello che la sinistra non ha capito è che forse, tutto sommato, questo Paese è meno scemo di quello che si pensa, e capisce o potrebbe capire, con un po’ di sforzo, che l’intervento pubblico è fondamentale, non per fare i panettoni di Stato con l’IRI, ma per garantire servizi in tutti quei campi, dalla sanità alla scuola, all’acqua, al trasporto pubblico, in cui vi è in effetti un risparmio per i cittadini se i servizi li offre uno Stato efficiente invece che un privato che mira, giustamente, al profitto. Quello che la sinistra – la Camusso, in particolare! – non ha capito è che non si può imporre alle aziende che siano loro a garantire un lavoro a vita ai dipendenti, e che questo tipo di assicurazione, di nuovo, è più razionale e meno costosa se la fa uno Stato efficiente (flexicurity). Quello che la sinistra non ha capito è che il mantra del futuro non è meno Stato in assoluto, ma meno Stato dove non ha senso, e meno corruzione, meno intrallazzi, meno ruberie e meno politici – compresi politici di sinistra! – infiltrati nel pubblico (e nel privato).

Abolire le province

Anche tralasciando il fatto che io abolirei piuttosto le regioni, non si può. E non perchè non si possano riallocare i compiti delle province o delle regioni, ma perchè i “posti di lavoro” inutili, negli enti locali, nella burocrazia, o i notai tutti, o i commercialisti di cui abbiamo il record pro-capite al mondo perchè fare le dichiarazioni delle tasse è inutilmente troppo complicato, o gli avvocati perchè non ci si può mai difendere da soli (sul diritto del lavoro in Francia sì, per dire) non sono stati creati per caso. Sono stati scientemente creati da un lato come “via italiana al welfare state”, per così dire, e dall’altro, ovviamente, per crearsi serbatoi di voti clientelari e yes-men nella pubblica amministrazione. In Italia le cose che vanno male vanno male per scelta ancora più che per semplice incuria o inerzia. Ed è dura se non impossibile cambiare le cose, perchè questi, ovviamente, adesso hanno “diritto” al “posto di lavoro” anche se non fanno un cazzo o se fanno solo danni, e poi un mutuo da pagare, le rate del SUV e le vacanze dei figli. E vorrai mica far crollare l’economia, vero?