Abolire le Regioni
Perchè, invece di cianciare di inutili “Ministeri per la Semplificazione” da trasferire al Nord, nessuno propone l’abolizione non delle province ma delle regioni, e la trasformazione di tutte le province che lo richiedano in province autonome, come Trento e Bolzano? Le regioni sono un falso storico. Abruzzo e Molise ora sono separate, ma rimangono strani artifici quali l’Emilia-Romagna e il Friuli-VeneziaGiulia, oltre alle due province autonome che formano, per così dire, il Trentino-AltoAdige. Il Veneto non esiste, è solo il retroterra di Venezia, Novara è probabilmente più lombarda di Cremona o Mantova, alla Lombardia è stata data una bandiera regionale, quella con la “rosa camuna” imposta da Roma (quella storica è quella bianca con la croce rossa poi usata dalla Lega prima dei deliri celtici e “padani” del Bossi), la Toscana esiste solo come definizione identitaria contro il resto del Paese, visto che fra di loro si odiano. Ovviamente, tutte province speciali, quindi nessuna speciale: l’unica che ha senso, Bolzano, una simpatica conquista coloniale dell’Italia fascista, che si riunisca pure col resto del Tirolo, se vuole. Perchè non ha nessun senso che prenda soldi in più dallo Stato Trento, la provincia storicamente più favorevole di tutte – l’unica, forse – all’unità d’Italia, o Aosta, quando è di sicuro più simile al francese il milanese che quella roba che parlano in Val d’Aosta! Idem per il Friuli Venezia Giulia, che non si capisce bene perchè debba avere dignità di lingua il friulano se non ne ha altrettanta il veneto – anzi, il veneziano! – una lingua che si parlava in tutto il Mediterraneo orientale, con una propria letteratura e in cui sono stati scritti per secoli e secoli trattati di pace…

ohhh stavolta sono completamente d’accordo (ovvero: ogni tanto ne dici una giusta…) la vera rovina dell’italia sono le regioni, non le provincie.
http://www.ilcommento.it/commentoold/raccolta4-15mar06.pdf
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=39338
anche leonardo è d’accordo. mettete su un movimento per l’abolizione delle regioni!
http://leonardo.blogspot.com/2011/07/i-venti-vicere.html#comments
1) perché le Regioni hanno competenze e compiti, facoltà legislativa e materie su cui legiferare e le provincie no (o non così tanto)
2) perché il risparmio sarebbe molto inferiore
Le competenze le si possono dare ad altri, no? Sul risparmio, il secondo link nel primo commento di Carlo sembra sostenere il contrario.
Eccerto, diamo alle province le competenze delle Regioni. Così invece di eliminare un ente inutile, ne eliminiamo uno utile per spostare le competenze su quello inutile. Il tipico lavoro ben fatto, all’italiana. Detto da te, mi stupisce… :)
il secondo link dice che “costano come una guerra” senza numeri.
Tambu, è solo una questione di scelte. E se aboliamo le province, non dovremo forse dare le loro competenze ai comuni o alle regioni? E allora? :)
come ti ho detto sopra, le competenze, i poteri e i doveri delle province sono infinitamente inferiori a quelli delle regioni. Sarebbe un lavoro fatto al contrario.
Sarà.
mi tocca citare un passaggio della attualissima intervista a gianfranco pasquino:
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Alcuni esponenti politici denunciano i rischi di frammentazione del Paese dovuti alla c.d. “devolution”, eppure le materie devolute dallo Stato sono già di competenza regionale in numerosi altri Paesi europei. Non c’è qualche esagerazione, forse dovuta anche alla campagna elettorale in corso?
“Nessuna esagerazione. L’Italia e’ il Paese di Arlecchino. Le regioni italiane sono artificiali e, nella loro maggioranza, incapaci di autogoverno. Gli italiani, elettori, politici, studiosi, non sono affatto federalisti. Siamo quasi tutti, nel migliore dei casi, ‘municipalisti’. Bisogna abolire le regioni e aumentare i poteri dei comuni opportunamente incoraggiati ad accorparsi.”
Abolire le regioni…?
“Esattamente. Istituzioni che potevano servire 35 anni fa o, come avrebbe voluto la Costituzione italiana, nel 1948. Non sono mai decollate e sono oggi, anche nel quadro dell’Unione Europea, e tenendo conto di tutte le opportunità dell’e-governance, ovvero dei sistemi elettronici, decisamente obsolete. Sarebbe un bel risparmio di denaro, di tempi, di burocrazia e, anche, lo dirò con chiarezza, una bella riduzione del peso reale della partitocrazia.”
Pasquino è uno bravo. E se penso a quei pirla della Lega, la Padania, il Parlamento di Mantova, adesso i Ministeri a Milano e Monza. Che circo.
pienamente d’accordo. posso aggiungere che la puglia, regione in cui vivo, in realtà sono almeno tre territori distinti. E la picola basilicata, in cui sono cresciuto, sono due territori, piu o meno corrispondenti alle provincie esistenti, completamente diversi.
Le provincie sono quanto di piu vicino abbiamo ad unità culturalmente omogenee. Perciò via le regioni – creazioni puramente burocratiche – e diamo a tutte le province pieni poteri di gestione del territorio di competenza ( scuole, ospedali, igiene, strade locali, … ), insieme ad una feta consistente ( non inferiore al 50%) di TUTTO il gettito fiscale prodotto sul territorio ( perchè se un territorio subisce l’impatto ambientale di una acciaieria, che almeno ne abbia anche i benefici).
Il resto del gettito fiscale allo stato, che ne usa una parte per la perequazione, il resto per le spese comuni :grandi opere, difesa, pubblica sicurezza, legislazione.
Tutto questo puntando sulla grande scommessa del federalismo, che cioè istituzioni piu vicine ai cittadini siano più controlabili dagli stessi e quindi meno soggette a sprechie latrocini : cosa aimè non sempre vera nell’italia di oggi. Il federalismo dovrà essere prima un fatto di cultura, poi un fatto istituzionale.
Quoto! Soprattutto giusto esempio per la toscana dove on solo si odiano ma non conoscono nulla del territorio!
Io eliminerei pure le province,parassiti per far lavorare parenti e amici…
Sarebbe giusto cambiare tutto l’apparato perchè così è un ladrocinio pubblico!