Siamo talmente un Paese di pirla e di clown che anche sulla Legge Elettorale, come su mille altre cose, l’unica posizione seria, onesta intellettualmente e razionale è quella dell’ex comico: c’è già una legge con cui abbiamo già votato, che nessuno ha mai chiamato “porcata”, contro cui nessuno ha fatto ricorso a nessun tribunale.
Bastano pochi giorni e possiamo tornare a quella. E poi andiamo a votare. Subito.
Poi la si potrà migliorare. Ad esempio, invece di 75% uninominale e 25% proporzionale, si potrebbero tenere tutti i collegi uninominali e solo un quinto dei posti col proporzionale, e solo per garantire le minoranze che abbiano ottenuto un minimo di voti, e non i trombati famosi dei grandi partiti (e diminuire quindi del 20% il numero dei parlamentari).
Infine, bisognerebbe vietare tutti quei giochetti tanto amati dai partiti italiani, tipo di potersi candidare in più di una circoscrizione elettorale, e vietare che ci si possa candidare in una circoscrizione elettorale in cui non si è residenti (i famigerati “collegi sicuri”).
