Leggi elettorali improbabili

Proporzionale: non ci sarebbe un vincitore. E’ stato abolito da un referendum.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Alla spagnola: un proporzionale (abolito da un referendum) con liste chiuse
(contro cui si è pronunciata la Consulta). Ma di cosa stiamo parlando?
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Mattarellum: un uninominale corretto da un 25% di proporzionale. Non penso ci
sarebbe un vincitore con un uninominale secco al 100%, quindi tanto meno così.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Mattarellum corretto: Renzi lo vorrebbe corretto invece da un 15% di premio
a chi ha vinto in più collegi uninominali e un 10% di rappresentatività per gli altri.
Chissà, magari ci potrebbe essere una maggioranza. Ma è una forzatura.
E la Consulta non si é dichiarata contraria ai premi di maggioranza?
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Uninominale secco all’inglese: non penso ci sarebbe un vincitore.
Ormai anche il Regno Unito è un sistema tripartitico e fanno le alleanze dopo.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Modello dei sindaci: un mistero. Che si fa, un’unica scheda con scritto
“Vota Peppone” o “Vota Don Camillo” e poi chi vince ha il 60% dei parlamentari
e gli altri si dividono il resto? Oppure ogni (grande) collegio è l’equivalente
di un “sindaco” (o più probabilmente, di un presidente di una provincia, con un
centinaio di collegi) e in ogni grande collegio chi vince si porta dietro n persone
che erano “in lista”? Nel primo caso, saremmo divenuti una Repubblica Presidenziale
senza neppure toccare la Costituzione, e con l’opposizione in un angolo.
Nel secondo, non è assolutamente detto che ci sarebbe una maggioranza.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

“Telecomandati”

Quante volte i piddini, cioè quelli che hanno votato tutti per la fiducia alla Cancellieri, hanno dato dei “telecomandati” ai parlamentari del M5S?

E quante volte, invece, hanno chiamato “telecomandati” in questi 20 anni i parlamentari del loro ex alleato proprietario di tre televisioni? Mai? Ecco.

“Uno dei nostri”

Una delle cose che più disorientano e fanno arrabbiare la “sinistra” de noantri sono gli attacchi contro Barack Obama. Ma come? E’ uno dei nostri! In primis, io non penso che Obama si senta “uno dei vostri”, anche se avete copiato il nome del suo partito.

Di quale corrente, sarebbe, poi? Un franceschiniano? Un dalemiano? Un renziano? In secondo luogo, Obama avrebbe difficoltà a capire un Paese in cui tutto è politicizzato, al punto in cui “le Lacoste sono di sinistra, e le polo di Ralph Lauren di destra”.

In terzo luogo, era il gennaio 2006 quando ho detto a David Weinberger, Gaspar Torriero presente, che Obama sarebbe diventato Presidente. La sua risposta – dopo un lungo attimo di stordimento in cui deve aver pensato: come cazzo fa questo a conoscere Obama? – è stata: forse potrebbe essere un buon vice di Al Gore.

O di Cuperlo, magari.

In che mani siamo

Renzi ha 38 anni e le stesse idee che aveva Berlusconi quando ne aveva 58.

In che mani siamo? Quante volte ha detto che il problema principale dell’Italia è la corruzione? Quante volte se l’è presa coi conflitti di interesse, compresi quelli del suo partito? Quante volte si è lamentato di una stampa e di una televisione non libere, asservite vuoi ai partiti, vuoi agli interessi industriali (o politici, o giudiziari) dei proprietari dei mezzi di comunicazione?

Vuole, invece, tagliare “la spesa pubblica”. Quale spesa pubblica? Le scuole o gli F35? I tribunali o le “missioni di pace”? I soldi che vengono dati alla sanità pubblica o i soldi che vengono rubati da chi gestisce la sanità pubblica?