Renzi ha 38 anni e le stesse idee che aveva Berlusconi quando ne aveva 58.
In che mani siamo? Quante volte ha detto che il problema principale dell’Italia è la corruzione? Quante volte se l’è presa coi conflitti di interesse, compresi quelli del suo partito? Quante volte si è lamentato di una stampa e di una televisione non libere, asservite vuoi ai partiti, vuoi agli interessi industriali (o politici, o giudiziari) dei proprietari dei mezzi di comunicazione?
Vuole, invece, tagliare “la spesa pubblica”. Quale spesa pubblica? Le scuole o gli F35? I tribunali o le “missioni di pace”? I soldi che vengono dati alla sanità pubblica o i soldi che vengono rubati da chi gestisce la sanità pubblica?

Scusa, ma quando tu come tanti inizi a berlusconizzare la figura di Renzi fatico a seguirti, perchè è un accostamento facile ma senza basi. B. a 58 anni non aveva quelle idee lì, non le ha mai avute, perchè non è mai stato di destra o conservatore nel suo vero significato valoriale. Ha sempre e solo badato ai fattacci suoi, cioè barricarsi dalle inchieste giudiziarie e far prosperare le sue aziende. Di tutto il resto non si è mai occupato e nemmeno ha lasciato che i suoi schiavetti di partito se ne occupassero quand'erano al governo. Renzi potrà avere idee moderate o di destra, tipo le uscite su Marchionne o Fornero o inceneritori, ma berlusconiane no, direi proprio di no.
Berlusconi non ha mai fatto nulla di quanto ha promesso. Ma una "rivoluzione liberale" (LOL) l'aveva promessa. Anche se non ci credeva neppure lui. Insomma, un monopolista che vuole fare una rivoluzione liberale…
Secondo me, invece, il paragone Renzi – Berlusconi è corretto.
Primo, perché sono entrambi di destra e quindi piacciono alla stampa italiana, anche se Berlusconi, all'epoca, aveva ottenuto il gradimento massimo.
Secondo, perché entrambi sono svincolati dai partiti e la deriva plebiscitaria è il loro metodo di governo. Deriva plebiscitaria cui non è, ovviamente, estraneo lo stesso Grillo, il quale ne è anzi un validissimo interprete.
In questo senso, il PD è morto come partito, visto che non si può considerare vivo un apparato che fa eleggere un segretario del tutto estraneo alla sua storia e alla sua dottrina politica.
Resta da vedere quanto durerà questa sorta di controfigura di uomo politico che è Renzi, un personaggio che in mesi e mesi di campagna elettorale non ha espresso un'idea, un progetto, nulla.