La capitale dello sharing

Milano, già città europea (e perché? Catania no? E Tirana?) nonché capitale dei paninari (negli stessi anni, guarda caso) è oggi la capitale dello sharing. Come dire: tutto torna.

Come faccio notare in The Internet Ideology, la autoproclamatasi capitale dello sharing ha ben 16 servizi di sharing: 7 servizi di car sharing (car2go, Drive Now, E-vai, Enjoy, ReFeel, Share’ngo e Ubeeqo), 5 servizi di moto sharing (Cityscoot, eCooltra, Govolt, Mimoto e Zigzag) e 4 servizi di bike sharing (BikeMi, Bitride, Mobike e Ofo).

E fra 100 mila e 200 mila auto posteggiate sui marciapiedi. Ma va tutto bene.

L’unica cosa a cui pensare sono le Olimpiadi fra Cortina e Milano. Taaaaac!

Paninari postumi

Non è solo quel bollito di Renzi a essere un paninaro postumo.

È proprio la cultura di tutti i figli del PSI, cioè Forza Italia e PD. Quelli della Milano città Europea. E Catania no? E Tirana? Quelli del Moncler come se fossimo nel 1986.

Un amico mi ha girato la newsletter del PD di Milano. Con bene in evidenza lo scailàin di Gae Aulenti e dintorni. Perché poche cose parlano della sinistra di oggi come i grattacieli, le grandi corporation e i boschi verticali dove le spese condominiali per un appartamento costano, al metro quadro, più di quello che si spende per l’affitto nel 95% della città.

Poi si chiedono come mai prendono voti solo in Zona 1. Forse per lo stesso motivo per il quale le boutique di via Montenapoleone sono frequentate da persone benestanti.

Partito Democratico

Curioso, non trovi, che gli ex comunisti e gli ex democristiani si siano voluti ispirare, dieci anni fa, a un partito di una nazione che era una ex democrazia da più di 40 anni.

Dallas, 22 novembre 1963: viene assassinato il Presidente, John F. Kennedy. New York, 21 febbraio 1965: viene assassinato Malcolm X. Memphis, 4 aprile 1968: viene assassinato Martin Luther King. Los Angeles, 6 giugno 1968: viene assassinato Robert Kennedy.

A che “democrazia” si appellano questi del cosiddetto Partito Democratico? A una democrazia nella quale “chiunque può diventare Presidente, tanto se poi non va bene lo ammazzano”, come scrisse non so più chi una trentina di anni fa sulla Smemoranda?

Proletariato

Poche cose gridano più “proletariato”! (e anche: sfruttamento del capitale!) che dei pendolari stranieri che prendono il treno (ho chiacchierato un po’ lo scorso mese con due pakistani che da Lodi si stavano portando su Milano per il turno serale) per venire a Milano a portare in giro in bicicletta piatti caldi per milanesi (relativamente) benestanti che hanno, collettivamente, per così dire, centinaia di migliaia di auto parcheggiate sui marciapiedi e in altri posti dove sarebbe vietato.

E tutto questo mentre la “sinistra con l’iPhone”, quella che una volta in Francia chiamavano “gauche caviar”, il PD, insomma, plaude, probabilmente, a questa “integrazione grazie all’uso della tecnologia”. E chi se ne frega se questi alfieri, senza saperlo e senza volerlo, della “società multiculturale” sono solo dei lavoratori non protetti e soggetti a un caporalato digitale che le tasse le “paga” in qualche paradiso fiscale.

E poi magari si chiedono anche come mai non li vota nessuno.