La truffa degli NFT

La truffa degli NFT, oltre che una truffa legata al valore, inesistente, di scarabocchi che non servono assolutamente a nulla, è anche, pare, una truffa tecnologica.

Quello che i techbros, più un certo numero di fessi dello star-system americano, stanno comprando e vendendo in effetti non sarebbe altro che un link, registrato sulla fottuta blockchain, a… un file, tipo quelli con i disegni delle scimmie dello Yacht Club, che però non è sulla blockchain, bensì su una qualunque url normale, tipo su questo blog.

Quindi, spendi centinaia di migliaia o milioni di dollari per un link che punta a un file che qualcuno potrebbe anche cambiare, e magari sostituire con una gif che dice:

Coglione, hai speso un milione di dollari per farti dire che sei un coglione!

Che, comunque, è una cosa che sarebbe importante sapere di essere, per una volta.

Ecco un link alla spiegazione, e un link per vedere come funziona in pratica.

Com’era? Due cose sole sono infinite…

Barificazione

No, Bari non c’entra nulla. Non conosco Bari, del tutto.

Barificazione è il processo a cui è andata incontro Milano: la trasformazione da una discarica di automobili a cielo aperto in un enorme bar a cielo aperto pieno di coglioni che mangiano e bevono e parlano di lavoro alle 22 su tavolini messi fra le auto parcheggiate sui marciapiedi, al punto che ormai le troie non sanno più dove battere…

La città è ormai un tale delirio totale e diffuso che quando arrivi sul Naviglio Grande, mezzo kilometro di persone su ciascuna sponda con in mano una birra o uno spritz, ti sembra quasi di essere approdato in un’oasi di pace e tranquillità…

Scenari di mobilità

Milano, anno 2022: Scenari di mobilità.

Il marito va in ufficio con il BMW o l’Audi aziendale scura. La moglie, aspirante WAG, va a prendere i figli a scuola col SUV.

Il figlio sedicenne si fa scarrozzare a scuola, ma poi va in giro tutto il giorno col trabiccolo elettrico che costa solo 20 centesimi al minuto, che tanto nessuno sa più far di conto.

La figlia quattordicenne è spesso appollaiata agli stalli del bike sharing con le amiche ma non ha ancora capito come lo si usa.

Il sindaco ecologista lascia l’auto in doppia fila in campagna elettorale.

La domestica filippina usa i mezzi pubblici.

Gli unici che usano la bicicletta sono i neo schiavi che consegnano la pizza e la robaccia fritta cinese; i milanesi li salutano con un “buona serata” e non lasciano la mancia.

Due industrie

All’industria delle automobili e alla pubblicità non fotte un cazzo di chi è fuori.

L’industria delle automobili vuole rendere lo spazio interno comodo, alla temperatura giusta, sicuro, con sistemi di intrattenimento di bordo etc. E costruisce auto sempre più grandi e grosse, sempre più pericolose per chi è fuori e sempre più inutilmente inquinanti.

L’industria della pubblicità quelli ‘fuori’ li chiama target, neppure persone. Raccoglie ogni tipo di dati su di loro, e li sottopone a messaggi che costoro non vogliono sorbirsi e spesso neppure capiscono, perché sono il prodotto di seghe mentali interne altrui.

La pubblicità funziona sempre meno bene. Non va ancora così a chi produce automobili.