Sentito ieri

Le due cose più interessanti: Andrea Andreutti di Samsung: le aziende pensavano di aver già fatto l’investimento della vita per ascoltare e capire i loro clienti: dei costosissimi sistemi di CRM che però, penso anche Andrea sia d’accordo, sono, di fatto, tutto il contrario di quello che dichiarano di essere, servono a non ascoltare e sono di fatto sistemi di CUM – customer upselling management. E ora, ci tocca ascoltare per davvero? Già.

E poi, Luca de Biase che dice che regalo è la parola più importante dei blog. Concordo. Ho sentito dire, invece, che ci sono già degli sponsor pronti per il prossimo Bzaarcamp. Oh, davvero? E chi li ha invitati? Ne sentivamo la mancanza? What’s next? Piuttosto, se è vero che i soldini per le t-shirt li ha cacciati jtheo, forse sarebbe il caso di dimostrargli che sappiamo usare tutti PayPal…

Da noi aspettano Quaero ?

L’Università Complutense di Madrid ha deciso, prima Università non anglosassone, di aderire al progetto Google Library. Così Jose Antonio Magal, il direttore della Biblioteca:

It is a unique opportunity to democratise our library’s store of knowledge. For years, libraries have jealously guarded a major part of human knowledge… now we’re going to open our doors.

Io lo dico da tempo. Bisognerebbe invitare Google a mettere online non solo i libri delle nostre biblioteche, ma anche tutti i documenti dei nostri tribunali e della nostra pubblica amministrazione, che se non lo fanno loro, certo non lo farà mai nessuno…

il Vaticano : no all’eutanasia

Benissimo. Se volete, limitatamente al territorio del Vostro Paese, costringere le persone a morire soffrendo come avete fatto con l’ultimo Papa perchè ciò dovrebbe, a vostro dire, ricordare le sofferenze del Cristo in croce e quindi favorire la vostra azienda causa, fate pure. In quanto cittadini di un altro Paese, però, molti di noi vogliono poter essere liberi di fare diversamente.

Le Nazioni (dis)Unite

Sto guardandomi i webcast di alcuni dei discorsi di questi giorni alle Nazioni Unite. E’ interessante. Vedi, ad esempio, come sono vestiti i rappresentanti di Paesi ai quattro angoli del pianeta, dal presidente dell’Afghanistan Karzai con la sua bellissima palandrana multicolore al presidente dello Sri Lanka Rajapaksa che sembra un sacerdote al presidente della Bolivia Morales vestito con una curiosa giachetta andina… E’ interessante anche vedere in che lingua parlano. Per quanto gli sprechi alle Nazioni Unite siano enormi, pare che non ci sia ancora un traduttore dal lettone o dal lituano. O forse i rappresentanti di questi Paesi hanno voluto parlare in una lingua che non fosse la loro lingua madre e che non fosse, soprattutto, il russo che hanno dovuto mandar giù per 50 anni. Discreto l’inglese del presidente della Lituania Adamkus e ottimo sia il francese, sia l’inglese dell’eclettica presidentessa della Lettonia Vike-Freiberga. I nostri, dovremmo mandarli alla Cepu.

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